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Universit??, il duro Calderoli apre al dialogo: chiamiamo Veltroni, decidiamo insieme

In una intervista al quotidiano La Repubblica il ministro bergamasco interviene sulle proteste negli atenei italoiani contro i tagli prospettati dalla collega Gelmini invitando al confronto con l'opposizione: sulla scuola ci vuole un discorso unitario". S?? convinto, invece, alla riforma della scuola elementare.

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Nelle Università italiane la protesta contro i tagli prospettati dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini non si è placata. Ma dal Governo, a sorpresa, si eleva una voce che invita al dialogo. Un’uscita doppiamente sorprendente se l’apertura appartiene ad un personaggio duro e puro come il ministro bergamasco Roberto Calderoli. In una intervista a "La Repubblica", il leghista spiega: "So di aver commesso un errore in passato quando ho fatto di tutto per cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza. Dagli errori bisogna imparare, sulla scuola ci vuole un discorso unitario". E’ la premessa da cui discende la proposta di chiamare ad un tavolo di confronto il leader del Partito Democratico Walter Veltroni. "Anche lui non può non considerare che nelle università ci sono 5300 corsi, o che a Firenze c’è un corso per un solo studente e tredici professori. Bisogna prendere insieme delle decisioni, non per premiare o punire qualcuno, ma per creare una base reale di ragionamento e ripartire". Calderoli confida all’intervistatore che non ha condiviso il modo in cui il Governo ha gestito la comunicazione sugli interventi sulla scuola: "C’erano tre mesi per far capire le cose e non s’è fatto". Ma il ministro bergamasco difende la riforma Gelmini: "Purtroppo la scuola è stata utilizzata per diventare un ammortizzatore sociale. Ma esistono dei parametri europei, teniamone conto. Diamo più soldi al maestro prevalente e utilizziamo gli altri, pagandoli un po’ meno, per aumentare il tempo pieno dei nostri figli. L’insegnante precario protesta legittimamente, ma i suoi non sono e non erano diritti acquisiti".

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Commenti

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  1. Scritto da andrea p.

    Benedetto Calderoli, una volta tanto che c’è un governo che governa, che va avanti per la sua strada senza farsi condizionare dalla piazza, arriva lei a fermare tutto. Ma che dialogo con Veltroni? Ma lascia perdere. E pensi ai suoi cani lupo…

  2. Scritto da Red Clud

    Calderoli non è stupido. Sa che il decreto Gelmini sulle primarie ha messo in difficoltà anche l’elettore leghista che è mediamente soddisfatto delle scuole infanzia e primaria. Anche nell’ elettorato di AN ci sono molti dubbi.Le forze politiche si fanno condizionare dalla piazza quando sanno che la piazza è importante e questo è il sale della democrazia caro Andra p.

  3. Scritto da iva

    Calderoli si candida a sostituire la Gelmini?
    Oppure è solo una sparata da ‘ammortizzatore sociale’? Decidiamo insieme su una riforma alitaliana oppure liberiamo i lupi? In ogni caso il dialogo si fa azzerando tutti gli unilateralismi, pare.

  4. Scritto da karajan

    Ogni tanto ol Calderòl, si ricorda di accendere il cervello. La speranza che lo faccia più spesso. Meglio così: democrazia significa, dialogo, tolleranza e solidarietà, non dimenticando di mettere in galera i furbi e cioè quelli che approfittano del buon senso per fare i loro sporchi affari. in Italia ne abbiamo troppi ed il loro capo, tutti sappiamo chi è.

  5. Scritto da Bergamasca

    Ieri sul Corriere c’era una tabella con la % del costo del personale per ciascun università italica rispetto ai finanziamenti ricevuti.L’Unv.di Bg è al 73%, rispetto a Siena che è al 103% o a Napoli al 100%.Cioè queste hanno speso tutto in personale e dunque sono ricorse ad un forte indebitamento.Sono sul lastrico.Allora se si vuole adottare il metodo meritocratico,non capisco perchè l’univ.diBG debba essere penalizzata con tagli,pur avendo agito bene enon avendo nemmeno una sede dove stare.Ades

  6. Scritto da Red Cloud

    Brava Bergamasca. Il problema principale della legge 133 o della riforma Gelmini è che interviene con l’accetta su tutto e non in maniera mirata. Così si penalizza chi ben fa e chi bene non fa. Questo non è ne un sistema federalista (che dice la Lega?) ne un sistema nazionalista (che ne dice AN?); ma un sistema miope