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Bergamo e il no al sistema turistico: bocciatura politica

I protagonisti della cabina di regìa si sentono defraudati e anche un po' presi in giro dalla Regione che, tra l'altro, ha riaperto i termini per la presentazione dei bandi dopo la scadenza, premiando la Valtrompia: "Un intervento a gamba tesa", commenta l'assessore Enrico Fusi. Ma il progetto non verrà abbondonato.

Sconcertati. Di più. Delusi. Di più. Trattengono a stento l’arrabbiatura i protagonisti degli enti pubblici e delle associazioni private, gli attori della cabina di regìa del sistema turistico Bergamo, Pianura e Isola che la Regione ha bocciato nelle scorse settimane. Si sentono defraudati e anche un po’ presi in  giro, per almeno due motivi, come spiega l’assessore di Bergamo al Turismo Enrico Fusi. Il primo motivo è legato al fatto che i vari passaggi della costruzione del progetto sono stati seguiti e approvati (anche apprezzati) man mano dai funzionari del Pirellone. Il secondo, che puzza un po’ di scorrettezza, riguarda la riapertura dei termini, per la presentazione dei bandi, apertura fatta dopo la scadenza e che ha premiato il sistema della Valtrompia. "Un intervento a gamba tesa" commenta Fusi, confortato nel giudizio da Carlo Spinetti della Camera di Commercio: "Non mi stupisce l’esito del bando. Da tempo registriamo una certa ruggine tra noi e Milano. Per riuscire ad aprire lo Iat all’aeroporto abbiamo dovuto penare un anno senza motivo". Mentre il presidente di PromoIsola Silvano Ravasio ironizza sul possibile turismo della Valtrompia: "Non vengano a criticare i nostri percorsi, del Colleoni, del Donizetti, dell’archeologia industriale. Noi abbiamo costruito una possibilità di attrattiva culturale e turistica di un buon livello, un progetto in cui crediamo e che riproporremo perché di spessore".
Per molti la bocciatura bergamasca è legata a qualche gioco politico. Il sindaco di Pagazzano Raffaele Moriggi critica l’assessore regionale Piergianni Prosperini: "Ha dichiarato che il Comune di Bergamo voleva essere bocciato. Questa io la chiamo mancanza di rispetto". Ma anche Claudio Re della Confesercenti legge "qualcosa che non quadra".
Tocca al sindaco di Bergamo Roberto Bruni tirare le fila del discorso confermando la scontentezza e lo stupore per le contraddizioni regionali e confermando anche la volontà di andare avanti col progetto: "Per quanto ci riguarda la sistemazione della casa natale di Donizetti proseguirà. Sarebbe meglio se aiutata da fondi regionali, ma in ogni caso proseguirà".
Intanto si confida in una riapertura del bando, forse nei primi mesi del 2009. Ma è una speranza sottile dal momento che non sembrano esserci fondi.

Commenti

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  1. Scritto da Parsifal

    …ma sì dai, fin troppo facile. Se Bergamo avesse una giunta di Centro-destra scommettiamo che sarebbe stata promossa? Con i soldi che ne conseguono… Ovviamente è stata bocciata.Ma Bergamo o la sua amministrazione? …? Che strano!
    Sarà anche troppo facile ma è difficile pensare altri motivi.