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Clusone

Storia e bellezza delle copertine dei dischi

Paolo Mazzucchelli con i suoi Vestiti della musica sono i protagonisti della serata del 5 novembre alla Sala Legrenzi del Mat (Museo arte e tempo) di Clusone. Una sorta di viaggio a ritroso nel tempo alla riscoperta delle copertine dei dischi, della loro evoluzione da semplice e anonimo contenitore a vera e propria icona.

Paolo Mazzucchelli con i suoi Vestiti della musica sono i protagonisti della serata di mercoledì 5 novembre alla Sala Legrenzi del Mat (Museo arte e tempo) di Clusone, al  Palazzo Marinoni Barca (inizio alle 20.45, ingresso libero).
“I Vestiti della Musica” è una sorta di viaggio a ritroso nel tempo in compagnia di Paolo Mazzucchelli (appassionato e collezionista di musica da più di 30 anni) alla riscoperta delle copertine dei dischi, della loro evoluzione da semplice e anonimo  contenitore a vera e propria icona, da elemento di marketing ad espressione dell’evoluzione di un gruppo o di un artista.
Un viaggio cha parte dell’età d’oro del jazz sino ad arrivare ai fasti del progressive anni ‘70, passando fra i caleidoscopici colori della psichedelica, l’evoluzione grafica di artisti come Bob Dylan, Beatles, Pink Floyd, fra le curiosità delle copertine più strane ed elaborate, maliziose o censurate.
Una serata in grado di soddisfare l’accanito collezionista come il semplice curioso.
Il racconto è accompagnato da un centinaio di copertine provenienti dalla collezione personale di Paolo Mazzucchelli (che vengono mostrate ed, in alcuni casi, fatte toccare, scoprire, aprire al pubblico presente), coadiuvato dalla proiezione su grande schermo di un ulteriore gruppo di copertine e da una colonna sonora adeguata.
Un viaggio a cavallo fra musica e cultura, arte e  creatività, evoluzione artistica e sociale, costruito con l’umiltà e l’amore che solo i veri appassionati della musica conoscono.
Un viaggio quindi ben lungi da certi ritorni “modaioli” che puntano a convincere i più sprovveduti che avere un giradischi e un po’ di dischi in vinile a casa sia molto “ IN ”.

 
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