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Alitalia, Penati: “Milano protegge il salotto buono a scapito del territorio”

Critico il presidente della Provincia sul piano Alitalia e sui suoi riflessi, in particolare per Linate ma anche per Malpensa

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Milano tace per proteggere il suo salotto buono a scapito degli interessi del territorio. Questa la sintesi delle dichiarazioni del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, in merito alle ripercussioni che il piano per Alitalia avrà sul sistema aeroportuale milanese. “Mentre a Milano – afferma Penati- istituzioni e sistema economico assistono in silenzio all’imminente scempio del sistema aeroportuale, Roma si sta mobilitando, con mondo economico e istituzioni unite, per impedire il pesante ridimensionamento di Fiumicino”.

“Il piano Alitalia- continua Penati- infatti prevede un pesante ridimensionamento del sistema aeroportuale milanese, a partire dallo scalo di Linate, ma allo stesso tempo, prevede una forte riduzione del ruolo di Fiumicino che, anch’esso, come già accaduto per Malpensa, non sarà più un hub intercontinentale. Milano è l’importante crocevia dei gruppi economici che compongono la cordata per Alitalia e per questo sta prevalendo nella prudenza delle istituzioni milanesi, a partire dal sindaco Letizia Moratti, e delle forze politiche del Centro destra, Lega compresa, nonché nelle rappresentanze del mondo economico imprenditoriale, la logica di privilegiare gli interessi dei gruppi economici impegnati nella nuova Alitalia rispetto a quelli del territorio. A fronte dell’ipotesi di dismissione dei voli intercontinentali di Alitalia da Malpensa proprio a Milano ci fu una forte mobilitazione delle istituzioni milanesi e lombarde, delle associazioni imprenditoriali, delle rappresentanze del mondo economico dei commercianti, tanto che questi ultimi arrivarono a proclamare un’ora di sciopero”.

“Ora- aggiunge Penati- salvo rare eccezioni, c’è un grande silenzio perché a prevalere è la logica della protezione degli investimenti dei gruppi economici impegnati nella cordata che a Milano hanno un notevole peso”.

“Il risultato finale-prevede Penati- sarà che ci saranno forti spinte per attenuare l’impatto sull’aeroporto romano; non solo perché le tre istituzioni, dal sindaco Gianni Alemanno, al presidente della Regione Piero Marrazzo a quello della Provincia Nicola Zingaretti, si sono presentate unite e si stanno muovendo attivamente, ma perché nella cordata della nuova Alitalia ci sono gruppi economici che hanno forti interessi nella società che gestisce l’aeroporto di Roma e che non accetteranno che la nuova Alitalia sminuisca il valore delle loro partecipazioni nell’aeroporto romano”.

“Quanto a Linate- commenta Penati- parlare di un suo ridimensionamento, che prevede solo la navetta Milano- Roma, è come scrivere già ora la data della sua chiusura, che inevitabilmente coinciderà con l’entrata in funzione dell’alta velocità tra le due città. Il risultato sarà che, nell’arco di qualche anno, prima con il piano Alitalia, che ha ridotto drasticamente i voli su Malpensa e con la non improbabile chiusura di Linate si sarà decimato il sistema aeroportuale dell’area più dinamica e ricca del Paese”.

“Sempre più- conclude Penati- la vicenda Alitalia pare intrecciarsi con gli interessi che si muovono intorno all’Expo 2015 e prende corpo il sospetto che dietro tanta acquiescenza rispetto a scelte come quelle previste dal piano della nuova Alitalia, che avrebbero dovuto trovare una pronta e ferma reazione da parte della società milanese e lombarda, ci siano contropartite sull’Expo e sugli ingenti investimenti previsti”.

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