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La nostalgia e i nudi di Fulvio Rinaldi

La rassegna Convivio Artistico propone al Caffè del Tasso dal 4 settembre una mostra dell'artista bergamasco. L'obiettivo dell'ideatore dell'iniziativa Marco Locatelli è "portare avanti un’operazione di ricerca artistica e sperimentazione"

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Continua, da giovedì 4 settembre (inaugurazione alle 20) con le opere di Fulvio Rinaldi  Convivio Artistico, la rassegna che porta nel cuore di Piazza Vecchia per tutta l’estate otto mostre d’arte contemporanea. Dieci artisti: dai grandi nomi del panorama internazionale come Ugo Riva, alle giovani promesse dell’arte italiana, per arrivare alle opere dell’assessore del Comune di Bergamo Dario Guerini che rivela le sue doti di fotografo di fama nazionale.
Il Caffè del Tasso di Piazza Vecchia è la cornice del Convivio Artistico, dove ogni due settimane fino al 18 settembre si  potranno visitare le mostre della rassegna ideata da Marco Locatelli, la prima a portare nello storico e suggestivo salotto buono dei bergamaschi esposizioni esterne alle grandi istituzioni culturali e artistiche di Città Alta. 
Protagonista del nuovo appuntamento sarà Fulvio Rinaldi, pittore bergamasco che sin da giovane rappresenta temi sentimentali e personali quali la nostalgia, intesa come mancanza di qualcosa di ideale ed  idilliaco, e nudi femminili, o meglio, corpi femminili più in generale,  dato che il pittore si sofferma non tanto sul corpo di una donna quanto  più sulla carica emotiva in esso contenuta, capace di catturare la sua attenzione al punto di scordarsi di tutto ciò che circonda la figura. Spiega Marco Locatelli: “Dopo aver ospitato un grande artista affermato come Gianfranco Defendi,  ho pensato di offrire una visione più completa dell’arte contemporanea, che non è fatta solo di grandi nomi, ma anche di artisti emergenti, spesso dotati di grandi potenzialità che hanno solo bisogno di avere lo  spazio per realizzarsi. E’ questa l’idea alla base:  non fermarsi al nome importante, ma anche portare avanti un’operazione di ricerca artistica e sperimentazione, dando voce  anche ai giovani”. 
Fulvio Rinaldi è nato a Bergamo nel 1949. Sin da giovane si dedica allo studio del disegno e dei grandi maestri e  sceglie di dedicarsi con passione alla pittura. Al fine di approfondire le conoscenze tecniche ed espressive incontra Pietro Annigoni, pittore che ammira da tempo e che lo stimola inconsciamente a seguire la propria strada. La maturazione artistica di Rinaldi si può collocare negli anni Ottanta, quando i temi ed i soggetti che rappresenta sono quelli che  costituiranno nel tempo un continuo approfondimento della propria identità. Lo strumento poetico ricorrente è quello della Nostalgia, intesa come ritorno ad una patria ideale: nell’illusione di ritagliarsi un mondo di salvezza, il pittore si rifugia nei meandri della memoria. Ma non è solo questo il tema ricorrente di Rinaldi. I primi soggetti che il poeta ricorda di aver considerato con interesse sono volti e nudi femminili, non tanto per il loro fascino naturale, quanto per la qualità delle forme, per la loro carica simbolica e l’universo naturale che contengono, tanto da annullare, per chi le rappresenta, tutto ciò che le circonda.
Negli anni Novanta la sua ricerca spinge più all’essenzialità: interni minimali, oggetti del quotidiano messi a confronto con un fondale  (parete o pavimento) dalla consistenza vaga. Sono referenze di una nomenclatura del quotidiano che rappresentano, da un lato, le orme di ciò che la realtà impone nella visione comune e, dall’altro, la percezione interiore.
Fulvio Rinaldi ha svolto incarichi per istituti, partecipato a mostre collettive e tematiche di notevole interesse, oltre a numerose personali in Italia ed all’estero. Di lui hanno scritto, tra gli altri, Fernadno Rea, Marco Lorandi, Rossana Bossaglia, Alessandro Riva,  Alberto Agazzani.

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