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Il marito: “I pettegolezzi mi avevano gi?? condannato”

Lo sfogo di Giuseppe Bernini, marito della donna uccisa a Vertova il 24 luglio: "Sento parlare di prove scientifiche dei carabinieri contro il primo accusato. Ma non dimentico che per un mese sono stato additato e accusato da troppe persone in base a pettegolezzi e maldicenze. Non ho mai avuto debiti, n?? sono fallito, ho dato lavoro a mezza Valle Seriana. Mi piace divertirmi, me ne devo vergognare?".

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Sta seduto tranquillo al bar dell’hotel Valle d’Oro, lungo l’ex provinciale, ad Albino. Camicia a maniche corte, collana e bracciale d’oro, sul tavolino un bicchiere di birra ormai vuoto. E’ Giuseppe Bernini, marito di Maria Grazia Pezzoli, uccisa il 24 luglio nella casa di famiglia, a Vertova. Dopo il dissequestro dell’abitazione lui non ha voluto tornare a casa a dormire, sta in albergo. E in questo pomeriggio caldo siede all’ombra del tendone di un bar con un socio d’affari: “Questo signore è responsabile dei miei cantieri in Veneto – dice l’assessore allo Sport di Vertova -. Comunque sono in silenzio stampa, e non dico nulla”.
Ma la battuta sulla punta della lingua Giuseppe Bernini ce l’ha, e non la trattiene: “Sento dire che i carabinieri e la magistratura hanno presentato alla stampa delle prove schiaccianti, delle prove scientifiche contro il primo accusato dell’omicidio di mia moglie. Va benissimo: peccato che io, per un mese, sono stato accusato in base a pettegolezzi e voci di paese. Pettegolezzi e maldicenze. Eppure per tutto agosto, nonostante quel che mi capitava attorno, sono andato avanti a lavorare”.
Sulle indagini, sul fermo del suo ex dipendente senegalese, Bernini non dice altro. Ma lo sfogo va avanti. “Dirò tutto a tempo debito, quando la vicenda sarà chiusa chiederò un angolino di spazio su tutti i giornali. Però ci si ricordi che sono solo un imprenditore, un lavoratore, che di posti di lavoro ne ha dati tanti a mezza Valle Seriana. E’ ciò che voglio continuare a fare. Ai giornali un giorno dirò che io non sono mai fallito, come qualcuno ha scritto, che io non ho mai avuto debiti per 700 mila euro, come ha scritto qualcun altro. Ho sempre avuto aziende in salute e oggi ho trasformato il posto in cui dormo, l’albergo, anche nel posto in cui lavoro e curo i miei affari, perché non me la sento di rientrare a casa. Qualcuno ha anche detto che sono uno a cui piace divertirsi: e allora? Me ne devo vergognare?”.

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