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Aziende metalmeccaniche: grossi problemi, ma non è crisi

I dati della Fiom-Cgil alla riapertura delle fabbriche dopo le ferie estive. Il segretario Mirco Rota fa il punto dal 1° gennaio: situazioni delicate alla Jabil di Mapello, alla Mcs di Urgnano e alla Plati di Madone. E critica la Provincia: si muove poco per cercare imprenditori che investano qui

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Agosto si è aperto con annunci tutt’altro che rasserenanti circa la produzione industriale in Bergamasca. E dopo le ferie la situazione non è migliorata di molto. Il comparto metalmenccanico però non è tra quelli messi peggio, assicura il segretario della Fiom-Cgil di Bergamo Mirco Rota che fa il punto della situazione al momento della riapertura delle ditte: "Non è crisi – spiega Rota – è però un chiaro rallentamento che tocca alcuni settori più di altri. Per esempio, mentre il comparto siderurgico e quello elettromeccanico vanno decisamente bene,  il meccanotessile sta creando grossi problemi in Valseriana anche nelle tantissime micro-ditte che lavorano per l’indotto del settore. problemi anche per l’auto-moto ma quest’ultimo settore risente per ora poco dei problemi della Fiat".
La Fiom ha fatto il conto delle aziende metalmeccaniche in difficoltà dal gennaio 2008 in provincia di Bergamo analizzando quanti sono gli addetti coinvolti, quanti hanno a che fare con processi di mobilità e quanti con la cassa integrazione ordinaria o straordinaria. Le aziende in difficoltà "dall’inizio dell’anno sono 38. Attualmente la metà, 19 cioè, hanno grossi problemi. Due nel frattempo sono fallite e 6 (non poche) sono in  liquidazione. I lavoratori coinvolti in questi otto mesi di difficoltà sono 2.822, oggi sono interessati dalla crisi in 2.230". La cassa integrazione ordinaria è in corso in dieci aziende, quella straordinaria in dieci aziende, mentre sette ditte hanno cassa integrazione straordinaria e mobilità aperte contestualmente. In tutto i lavoratori coinvolti oggi in situazioni di difficoltà oggettive sono 814.
Ci sono situazioni particolarmente delicate, evidenzia il segretario Fiom Mirco Rota: "Proprio oggi abbiamo saputo che la Fondermetal di Sotto il Monte ha rinnovato la cassa integrazione per sei settimane per15 dipendenti. Alla Jabil di Mapello si apre la mobilità volonatria. La Mcs di Urgnano fino a due anni fa occupava 180 dipendenti: oggi sono la metà e in ancora si utilizza la cassa integrazione. Anche la Plati di Madone ha avviato la cassa speciale a giugno anche se non è ancora di fatto partita".
A completate il quadro ci si mette la tendenza a non rinnovare i contratti a termine: "Succede alla Siac di Pontirolo, alla Necta, alla Indesit-Merloni: non sono buoni segnali".
E Mirco Rota punta il dito sulle istituzioni locali: "Possibile che, al contrario di quanto succede in  Brianza per esempio, da noi non si riescano a trovare imprenditori pronti a valorizzare determinate strutture seppure in difficoltà?" L’accusa è rivolta in particolare alla Provincia di Bergamo: "Per la Donora, per la Brembo non è stato reperito nessuno interessato al rilancio o comunque alla riconversione. Non basta fare corsi di riqualificazione, bisogna  muoversi per cercare di non spegnere quanto fino a ieri è stato attivo". E a questo proposito un plauso va al Comune di Ponte Nossa e alla proposta di un Kilometro Verde per rilanciare la valle. 

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