BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Capannoni dove si schiant?? il cargo intorno a Orio si continua a costruire

Nel prato dove precipit?? il volo della Trade Air tre anni fa sorgeranno depositi di un corriere internazionale. E cos?? gli spazi attorno all'aeroporto si riducono sempre pi??. Lo scalo orobico ?? troppo vicino ad abitazioni e autostrada, lo stesso nuovo ospedale ?? a 4 km sulla direttrice di decollo. La tragedia di Madrid dovrebbe insegnare qualcosa.

Più informazioni su

Nel campo al confine tra Grassobbio e Azzano San Paolo, dove nel novembre 2005 si schiantò il volo cargo della Trade Air, sorgeranno nuovi capannoni. Sarà così riempito anche uno dei pochi spazi rimasti liberi attorno a Orio, a conferma del fatto che nelle vicinanze dello scalo orobico l’urbanizzazione e lo sviluppo proseguono a tutta velocità, senza troppo preoccuparsi (nonostante il sinistro precedente) dei rischi derivanti da un’altra ipotetica sciagura.
In quella tragica sera il pilota del velivolo, in un gesto estremo, individuò proprio quell’area libera per non schiantarsi su centri abitati o strutture industriali, evitando così una probabile strage. Per il sindaco Callioni quel punto "non è più pericoloso di altri, fu una tragica fatalità".
Visto dall’alto, tre anni dopo, il territorio circostante l’aeroporto è sempre più coperto da cemento e asfalto, con conseguente aumento dei rischi in caso di disastro aereo. Sarebbe infatti sempre più difficile, per un pilota in difficoltà, trovare un terreno sgombro per un’eventuale manovra d’emergenza. In una lettera alla redazione, un nostro lettore si chiede cosa sarebbe successo se lo stesso incidente di Madrid si fosse verificato a Orio, la cui pista in alcuni casi è a meno di duecento metri dalle prime case. Barajas sorge a tredici chilometri dal centro di Madrid ed è collocato in una zona a bassissima densità. Non così l’aeroporto orobico, nei cui dintorni sono spuntate in continuazione nuove costruzioni, con il benestare degli amministratori locali.   
Giova citare uno studio effettuato dall’aeronautica militare americana, da cui emerge un principio elementare: in caso di disastri in fase di decollo o atterraggio (il 22,8% dei quali si verifica sulla pista o nell’area immediatamente adiacente), la possibilità di perdite umane è tanto più alta quanto è elevata la densità abitativa. Al punto che nella zona più vicina alla pista (accidental potential zone 1) si considera accettabile soltanto la presenza di abitazioni monofamiliari, mentre si sconsigliano le unità dal bifamiliare in su. Da notare che la Apz inizia a 3000 piedi dalla fine della pista (914 metri): sotto questa soglia c’è la “clear zone”, dove nessuna costruzione dovrebbe spuntare dal terreno. Nella “clear zone” di Orio invece ci sono non solo abitazioni, ma anche un’autostrada trafficatissima dove spesso transitano anche carichi pericolosi e infiammabili.
C’è di più: il piano rischi predisposto dall’Enac (e aggiornato nel gennaio 2008) suddivide il territorio vicino allo scalo in tre zone (A, B e C). In tutto, tremila metri di ideale prolungamento della pista lungo i quali va limitata la presenza antropica e in ogni caso evitata la “costruzione di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili”. Ebbene, il nuovo Papa Giovanni XXIII in corso di realizzazione alla Trucca dista in linea d’aria non più di 4 km. Ed è posizionato proprio sulla direttrice di decollo: gli aerei virano poco prima di arrivare sopra Curnasco.
Tre anni fa, dopo l’incidente del cargo, il Corriere citò un rapporto dell’Agenzia per la sicurezza al volo in cui Orio figurava insieme a Linate tra gli scali dove la distanza tra piste e costruzioni circostanti è considerata troppo bassa. In alcuni casi, appena 90 metri. “Con fine pista a ridosso di strade a intenso traffico (quale è l’A4, ndr) – scriveva l’Agenzia – sarebbe più opportuno adottare un’area di sicurezza di 240 metri, come raccomandato internazionalmente”. E un esperto di Aerohabitat faceva notare come il centro abitato di Orio si trovi “praticamente attaccato al termine della pista”. Dopo Madrid, è forse venuto il momento di porsi alcune domande.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da pietro

    Non capisco la logica del sindaco di Azzano. Più che fatalista lo definirei incoscente.
    Il pilota dell’aereo precipitato ha effettuato una manovra eroica precipitando nell’unico spazio libero possibile. Così, sacrificando la sua vita, ha evitato una strage. Se adesso costruiamo anche sll’ultimo spazio di campagna libero cosa succederà in caso di altra tragedia?
    Parleremo ancora di fatalità? Una volta tanto non si potrà parlare di responsabilità? ..e non è sempre colpa degli altri signor Sindaco

  2. Scritto da Marco Cimmino

    Ma insomma, basta: e compratevi un dizionario! Adesso tocca alle virgolette…Senta Bonanomi, faccia il bravo, lasci perdere: io faccio lo storico, mica il maestro elementare. Si tenga i suoi fa con l’accento e viva sereno. La questione è che Orio è pericoloso, punto. Se qualcuno arriva a pensare che io sostenga la teoria del “This is business, baby!” affari suoi. Le mie opinioni le riserverò ai miei articoli: almeno, chi non capisce, non mi annoierà con repliche noiose, offensive e ridicole.

  3. Scritto da La redazione di Bergamonews

    Messaggio per i lettori
    Bergamonews è felice di ospitare le opinioni di tutti, ma invita ad attenersi al tema della notizia e a lasciar da parte le dispute personali che interessano, forse, solo i diretti intreressati. Lo spazio a disposizione merita di essere utilizzato, se lo si ritiene, per confrontarsi sul merito dei problemi. Se il dibattito dovesse continuare a scivolare su personalismi, la redazione si vedrà costretta ad interrompere i commenti

  4. Scritto da Marco Cimmino

    In realtà, molti cittadini, più attenti dei nostri politici, hanno già segnalato da tempo le evidenti anomalie del caso Orio: però, siccome Orio vive di low cost e deve affrontare un’agguerrita concorrenza, ha imboccato la politica dell’accettare qualunque compromesso pur di vendere. Insomma, qui la questione è: se vogliamo prosperare, bisogna che ce ne freghiamo della sicurezza e del benessere della gente. Siamo in Italia e, finche un airbus non ci cade sulla testa, si farà finta di nulla: alè!

  5. Scritto da Marino Bonanomi

    Complimenti alla redazione di BergamiNews x l’articolo. A Bergamo dobbiamo smuovere le coscienze sul fatto che :Il nostro aeroporto e’ PERICOLOSO .E il rapporto ,rischio utili, e’ enormemente sbilanciato in favore del primo.
    L’incoscienza maggiore dei nostri amministratori, che essendo soci di sacbo sono in ENORME conflitto di interessi,e’ di non rendersi conto della pericolosita’ della situazione ,messa sull’altare del profitto,che ogni aereo che decolla e’una “bomba” sulle nostre teste.

  6. Scritto da Marco Cimmino

    Andiamo oltre: immaginiamoci un paio di terroristi armati di un semplice (e trovabilissimo nei canali giusti) RPG, che vogliano fare un bello sconquasso. Si mettono a Grassobbio, aspettano un aereo bello grosso e…zow! Due piccioni con una fava: altro che Twin Towers! I disastri sono quasi sempre annunciati. Certo, il mio è un paradosso, ma Orio è un pericolo serissimo e reale. Peccato che le palanche contino sempre più del buon senso…e noi, sempre meno!

  7. Scritto da Cris

    Il mio primo pensiero dopo avere sentito dell’incidente aereo di Madrid è stato proprio quello evidenziato nel vostro articolo. Viviamo con un pericolo mortale vicinissimo a noi ma a nessuno sembra importare. Vorrei inoltre ricordare che a ridosso dell’aeroporto, oltre a molte abitazioni e al nuovo ospedale, è posizionato anche il centro comerciale OrioCenter …non oso pensare alle conseguenze di un incidente su quell’area!

  8. Scritto da acidopolitico

    Bravissima Cris,hai centrato il problema.
    Dillo a quei “signori” ,tipo quello che scrive qui sotto,il quale afferma:chi se ne frega della sicurezza e del benessere della gente, l’importante e’ di vendere..!.! (sic).
    Vedi cara Cris la nostra societa’ e’ fatta di gente ipocrita che predica bene e razzola male.
    In nome del profitto , il loro,guarda in faccia a nessuno.
    Se crepano ,compresi ,io e te,ad orio center causa caduta aereo ,500 persone :dicono chi se ne frega progresso..PROGRESSO..??(sic)

  9. Scritto da caniggia

    Questo sig. Cimmino cosa dice..???
    Du piccioni con una fava..?.?.?
    Se,ad Orio, non ci fossero aerei ,ne’ piccoli ne’ grossi ,non ci sarebbero fave…!!!!!!!!……….!!!!!!!!
    Probabilmente ,questo signore,ha grossi interessi ad Orio,aeroporto.???? Percio’ tutto quel che dice e’ in un grande conflitto di interessi .
    E come tale non credibile.
    Daltronde………Berlusconi insegna…!!!…
    No comment.

  10. Scritto da Marco Cimmino

    Beh, trovare uno che non capisca nulla di quel che si scrive capita: due in fila è veramente questione di sfiga! Perchè non provate a rileggere quel che c’è scritto nei miei post? Sono stato il primo a sostenere che Orio è un gravissimo rischio e l’ho detto in chiare lettere, in buon italiano e in stretta prosa, e mi farneticate di conflitti d’interesse e di Berlusconi? Se, poi, non arrivate neppure a cogliere il senso denotativo (non si dice allusivo) delle frasi…

  11. Scritto da unatantum

    Da quello che scrivono i due, a.p. e caniggia, il senso l’hanno capito eccome.
    Nel succo “si predica bene e si razzola male”: la veridicità di un commento sta anche in chi lo posta evidentemente. Non si può escludere che i due hanno imparato a conoscere i loro interlocutori…

  12. Scritto da Marco Cimmino

    Rispondo a quest’ultima e poi basta, perchè, sennò, diventa un battibecco. Cosa vorrebbe dire? Che se scrivo io che Orio è pericoloso non sono credibile? E perchè mai? Che genere di interlocutore sarei? L’unico rapporto che ho con Orio è che, talvolta, è di lì che decollo: questo mi rende un potenziale sicofante? Mi interessa: chi e che cosa avrebbe da dire sulla mia onestà, intellettuale e personale?Attenzione a quello che scrivi, unatantum: sul buon nome della gente perbene non si scherza.

  13. Scritto da Piorrea

    Il sindaco di Azzano avrà le sue buone ragioni per rivendicare il diritto a rilasciare i permessi per nuove costruzioni in un’area limitrofa a quella aeroportuale. Del resto, piani di sicurezza a parte (ottimamente illustrati dal giornalista), bisogna essere fatalisti: mica cadrà un aereo merci croato al giorno…

  14. Scritto da bonanomi Marino

    Mi scusi sig. Cimmino.
    Lei fa’ delle affermazioni gravissime del tipo: chi se ne frega della sicurezza della gente ,siamo in Italia ,si puo’ fare tutto cio’ che si vuole,senza virgolettarlo e chi legge dovrebbe entrare nella sua testa da “intellettuale ? “E capire che lei voleva dire l’esatto contrario.?
    Si rilegga tutto e poi vedra’ che,forse,ha sbagliato qualcosa.
    Magari scenda sulla terra ..oppure venga ad abitare x un paio di mesi nel quartiere di Colognola,forse capirebbe meglio tutto.