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Alla mensa dei Cappuccini il primo incasso del Circo Togni

Il ricavato dello spettacolo di venerd?? 29 sar?? donato ai frati per aiutarli ad acquistare i generi alimentari con cui preparano i pasti caldi per le persone in difficolt??. In questo modo il circo della famiglia Togni dimostra una grande sensibilit??.

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È tornato il Circo Lidia Togni e nella sua scia di spettacolo e di divertimento, di richiamo per un pubblico senza età, si colloca anche un’iniziativa di solidarietà che si rinnova e che vede coinvolta attivamente anche la Provincia. Come già in passato, infatti, la Provincia ha messo a disposizione del conosciutissimo circo – che per Bergamo e i bergamaschi è una tradizione – un terreno tra via Castel Regina e via Monte Ferrante.  Si tratta di una superficie di circa 30 mila metri nella zona della Cittadella dello Sport e del Palacreberg. In cambio di questa disponibilità della Provincia, il Circo Lidia Togni devolverà tutto l’incasso della serata inaugurale della tournée bergamasca – quella di venerdì 29 agosto – a favore della Mensa dei poveri, una benemerita iniziativa di solidarietà dei Frati Cappuccini di Borgo Palazzo.

Le difficoltà, le situazioni di bisogno, le richieste di aiuto sono sempre alte e si moltiplicano in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando. Il fronte delle povertà si sta purtroppo estendendo e lo si vede da molti rilevatori sociali. I Frati Cappuccini da anni cercano di rispondere, come possono, con la Mensa dei poveri, che è l’offerta di un pasto caldo, a mezzogiorno, a tutti coloro che sono nella necessità e si rivolgono al convento di Via Cappuccini. Sono in media tra le 100 e le 150 al giorno le persone alle quali viene offerto un pasto caldo, composto da un primo e un secondo, con pane, frutta e – quando c’è – anche qualche dolce.

“In larga parte – spiega il superiore dei Cappuccini di Borgo Palazzo, Padre Sergio – si tratta di extracomunitari provenienti da ogni parte, dall’Est dell’Europa all’Africa, dall’America Centrale e dall’America Latina. Gente che spesso non ha niente e cerca non soltanto cibo ma anche qualche contatto umano, qualche momento di incontro, persone che ascoltino. Molti di questi stranieri sono avvolti dalla solitudine e vagolano senza bussola in cerca di lavoro, tra quartieri cittadini e periferie”.

Tra i nuovi poveri, però, sono presenti anche uomini e donne della nostra terra, persone che hanno perso il posto di lavoro. Si fa alla svelta, oggi, a ritrovarsi poveri in canna, in condizioni di abbandono e di precarietà totali, davanti a prospettive di insicurezza e di pessimismo. “Già il chiedere – continua P. Sergio – è un gesto di disagio. Chi domanda, chi tende la mano per chiedere cibo rivela tutta la sua povertà, la sua fatica e la sua fragilità. Le povertà hanno molte origini, molte cause. A quanti chiedono un gesto non possiamo rispondere con la sordità e la chiusura”.

I pasti caldi a mezzogiorno vengono distribuiti dentro gli spazi del convento di Borgo Palazzo: vi provvede Fra’ Egidio con il suo gruppo di volontari che non si risparmiano e che ogni giorno, dal lunedì fino al sabato, si mobilitano per servire chi va dai Cappuccini. “Si vive di offerte – continua Padre Sergio – e tutto quello che viene dato è ridistribuito. I bergamaschi sono gente comprensiva e generosa: poche parole, magari, ma abbondanza di gesti di carità. Noi incontriamo comprensione e sostegno. E abbiamo anche, tra i poveri ai quali offriamo il pranzo, un riscontro di apprezzamento, di rispetto, con un confortante riconoscimento dell’opera svolta. Per queste 100-150 persone che bussano chiedendo da mangiare il convento diviene un punto di appoggio e di accoglienza”.

Siccome il presente di crisi acuisce il bisogno, i Cappuccini di Borgo Palazzo hanno deciso di curare di più l’aspetto della mensa. “Ci spinge il senso della solidarietà e del rispetto della dignità delle persone, di ciascun individuo. Una persona – conclude P. Sergio – non è mai solo un disturbo: ma è prima di tutto una ricchezza umana, un’opportunità, un valore aggiunto per la comunità. Dobbiamo pensare e vedere questi poveri, che cambiano come le stagioni, nel loro percorso di ricerca di lavoro e di realizzazione per sé e per la propria famiglia. Arrivano in una terra straniera, non è raro che incorrano in atteggiamenti di freddezza o anche di ostilità: un piccolo aiuto può diventare un segno importante, una spinta alla fiducia. Lo sforzo di inserire le persone è preferibile all’emarginazione, alle porte chiuse e può scoraggiare anche lo sconfinamento nella piccola delinquenza o nella criminalità”. È per questa ragione che prossimamente, nel convento di Borgo Palazzo ci sarà un frate che raccoglierà le storie, le esigenze, le aspettative di queste persone che approdano a Bergamo e cercano una presenza amica”. Naturalmente si lavorerà in rete, con tutte le organizzazioni e le forze che sono attive sul territorio per l’aiuto e l’integrazione degli stranieri”. Un’ultima indicazione per chi volesse compiere un gesto di generosità, di cui è comunque ricca la quotidianità bergamasca rilevata dai Cappuccini: offerte o anche generi alimentari possono essere recapitati nel convento di Borgo Palazzo. 

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