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Bergamo come Copacabana si fa gol anche alla Trucca fotogallery

Chi può parte, chi resta si consola con il calcio "fai da te". Basta un prato per dare vita a una sfida accanita sotto il sole: c'è chi gioca vestito di tutto punto e chi calcia a piedi nudi. Il Lazzaretto è l'arena principale, ma il pallone rimbalza un po' ovunque.

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"Giochi di qua e segni di là". La filosofia del calcio da strada, o se preferite da prato, è tutta qui. Con mirabile sintesi, un maturo giocatore la spiega a un ragazzetto che si getta, a sfida in corso, sull’erba del Lazzaretto. Da sempre, l’arena principale delle partite improvvisate.
Ma le sfide spuntano un po’ ovunque in città in questi ultimi giorni di agosto. A quanto pare, chi non ha potuto partire per la spiaggia si è sfogato prendendo a calci un pallone. Bergamo non è Copacabana, ma la voglia di tirar calci sotto il sole ha contagiato un po’ tutti: grandi e piccini, uomini e donne, italiani e stranieri, talenti e autentiche schiappe. 
In barba all’afa ci si getta nell’agone. Si comincia così, senza far sul serio, ma al primo gol incassato il sorriso si trasforma nel ghigno di Gattuso. Perché se i brasiliani giocano (e vivono) per divertirsi, il pedatore bergamasco pensa soprattutto a una cosa: vincere, ovunque e comunque. Che ci si esibisca a San Siro o al nuovo parco della Trucca, conta poco. Cambia solo lo scenario.
Per creare dal nulla un campo basta niente: due zaini per abbozzare la porta (scatenando così interminabili discussioni in occasione di ogni tiro alto: è fuori, no è dentro) e una buona dose di immaginazione per "tracciare" le linee laterali. Quando uno si allarga un po’ troppo sulla fascia, immancabilmente l’avversario grida: è fuori, è fuori. Non si sa se per infallibile colpo d’occhio o, più probabilmente, per scarsa voglia di inseguire il fuggitivo.
Trattandosi di un calcio fai da te, ognuno lo vive e lo gioca come meglio crede: vestito di tutto punto, con magliettina hi-tech che non fa sudare, oppure nude look, senza canotta e senza scarpe. C’è quello che tira fuori dal cassetto la maglia di Zampagna e chi invece gioca in borghese, vestito così com’era quando si è trovato a passare di lì uscendo dall’ufficio, finendo inevitabilmente sedotto dal rimbalzare del demone sferico. Accade al Lazzareto, ma non solo. Si gioca alla Trucca, a Longuelo, al parco Goisis dove alcuni ragazzini dribblano più alberi che avversari. I campetti di Loreto ospitano sfide no-stop. Impossibile trovarne uno libero, si va avanti a giocare fino a quando fa buio. Poi ci sono gli oratori: l’Immacolata, San Tomaso, San Paolo. Si arriva verso le quattro, si riparte sudati, pesti e sfiniti quando la mamma sta già servendo la cena in tavola. Ma a far tardi sono anche gli adulti. Che tornano magicamente bambini appena imbroccano un bel destro al volo.

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Commenti

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  1. Scritto da Piorrea

    I meno giovani saranno già alle prese con problemi di menisco, sempre che siano sfuggiti all’insolazione.

  2. Scritto da Stefano

    Ieri sera ore 21, Piazza Matteotti, 5 bimbi, a occhio dai 5 agli 8 anni, giocavano felicemente a pallone. La porta era l’ingresso di un noto istituto di credito. Grande spettacolo e grande Bergamo in Agosto.