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A caccia di notte con silenziatori e laser, due bracconieri denunciati

Due bracconieri di 30 anni, della zona di Valbondione, sono stati denunciati dal nucleo ittico venatorio della polizia provinciale per aver violato le norme sulla caccia e sulla detenzione di armi (a loro carico una sfilza di accuse). In una baita utilizzata come base trovati anche puntatori ottici sofisticati, silenziatori e la carcassa di un capriolo gi?? sezionato.

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Utilizzavano fucili ad alta precisione con silenziatori, oppure con matricole abrase, e tra i loro ferri del mestiere non mancavano puntatori laser per la caccia notturna e binocoli speciali. Il tutto per andare a caccia di ungulati come camosci, caprioli o cervi, nella zona del rifugio Curò, in territorio di Valbondione. Per questo due trentenni della zona, due giovani bracconieri, sono stati denunciati dal nucleo ittico venatorio della polizia provinciale per una sfilza di reati: oltre a cacciare in piena estate, ovvero in un periodo di divieto generale di caccia, i due vengono accusati di abbattimento di specie non cacciabile, di uso di mezzi da caccia vietati, alterazione di arma comune da sparo e omessa denuncia di detenzione di particolari munizioni, ma anche di omessa custodia di armi denunciate. Fucili e silenziatori sono stati infatti ritrovati in una baita sopra Valbondione, in località Casinèl, dove c’erano anche i due bracconieri.
“Questa importante operazione anti-bracconaggio – spiega il comandante della polizia provinciale Alberto Cigliano (al centro nella foto) – si è svolta nelle ultime notti. Le due persone denunciate agivano in territorio compreso nel parco delle Orobie, quindi in un’area di pregio, e la loro attività di bracconaggio non può far altro che danneggiare l’ambiente naturale. Oltre a violare le norme sulla caccia violavano anche parecchie norme sulla detenzione di armi”.
Nella baita la polizia provinciale ha sequestrato anche una carcassa di capriolo maschio già scuoiato e sezionato, tre carabine a canna rigata di diverso calibro, tre silenziatori artigianali, tre strumenti di puntamento ottico da caccia, oltre 150 cartucce cariche ed alcuni bossoli, visori notturni ad infrarossi e laser con torcia elettrica incorporata. “Il corpo di polizia provinciale va ringraziato per il lavoro costante e senza sosta svolto fino ad ora – dichiara l’assessore alla Caccia della Provincia Luigi Pisoni (a sinistra nella foto) -. Da sottolineare, inoltre, che l’operazione ha preso il via anche grazie a segnalazioni di cittadini ed escursionisti, quindi di persone che hanno a cuore l’ambiente in cui si trovano”.
I due bracconieri sono stati incastrati in piena notte, dopo essere stati visti dai poliziotti mentre uscivano dalla baita con gli zaini in spalla e l’abbigliamento tipico da caccia. Sul posto, a quel punto, è intervenuta una seconda pattuglia del nucleo ittico venatorio, e i due trentenni hanno ammesso le loro responsabilità. “Usavano tecnologie d’avanguardia – aggiunge l’ufficiale Daniele Carrara -. Silenziatori e puntatori ottici sono diventati la nuova frontiera del bracconaggio. Il materiale sequestrato aveva complessivamente un valore tra i 10 e i 12 mila euro”.
Ogni anno la polizia provinciale, dal 2004 in poi, ha messo a segno importanti operazioni contro la caccia illegale. Nel settembre 2005 era stato individuato un gruppo di bracconieri operativi nei pressi del pizzo Coca, che davano la caccia ai camosci. A luglio 2004 operazione simile in località “Colle” di Azzone, in Valle di Scalve. Altre armi erano state sequestrate a gennaio e aprile 2007 tra Valbona (sempre Valbondione) e la località Mandra di Ardesio.

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