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Nel bosco della disperazione dove si spaccia e ci si droga

La riqualificazione delle autolinee resta un obiettivo lontano: mentre il padano Belotti chiede un giro di vite, tutta la zona resta ostaggio del degrado. Sotto gli alberi bivaccano ubriachi e tossici, mentre un pusher nordafricano fa affari indisturbato. Intanto la Polizia locale, in attesa di un presidio fisso in piazzale Marconi, si concentra su via Quarenghi: all'alba blitz anti affitti illegali.

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Hai voglia a parlare di riqualificazione del Piazzale degli Alpini. Per ora resta un bosco della disperazione, in cui si spaccia e ci si droga in pieno giorno, mentre qualche ignaro turista (i bergamaschi girano al largo) attraversa i vialetti squadrando inquieto il gruppetto che bivacca sotto un grande albero. Mentre il padano Belotti chiede un giro di vite nella zona, balordi di varia risma continuano a orbitare attorno alla stazione. Il Comune annuncia che in autunno arriverà un presidio di Polizia locale (per ora i vigili si limitano a metter multe agli automobilisti in divieto in piazzale Marconi), intanto preferisce concentrarsi su via Quarenghi, altra parte di città ad alto tasso di degrado. All’alba gli agenti del comandante Appiani, insieme ai colleghi della Polizia di Stato, hanno effettuato un blitz contro il fenomeno degli affitti illegali: il bilancio parla di sei extracomunitari espulsi, una arrestata e due stranieri denunciati per favoreggiamento dell’immigrazioni clandestina.
In piazzale degli Alpini invece nessuno disturba lo spacciatore nordafricano nemmeno ventenne che intorno alle quattro del pomeriggio, con passo ciondolante, scende i gradoni della stazione autolinee e poi si siede ad aspettare vicino al gruppetto che tracanna birre da un litro. Polo blu scura e sguardo diffidente,
è pronto a ricevere il primo cliente. Che si presenta dopo pochi minuti: è un ragazzo italiano, sui 25 anni, porta uno zainetto sulle spalle. Si siede accanto al nordafricano, i due si scambiano qualcosa in modo rapido. Dopo un minuto il giovane si allontana di pochi metri, si sistema nell’angolo tra bar delle autolinee e cantiere dell’Urban Center, estrae la siringa dallo zaino e inizia il triste rituale della droga. Lo spacciatore torna verso le autolinee, gli lancia uno sguardo distratto, poi si avvia verso il chiosco ambulante parcheggiato in piazzale Marconi. Una piccola pausa e poi di nuovo al lavoro.
Attorno, tirano a campare altri Invisibili. Sulle panchine di viale Papa Giovanni XXIII, giusto davanti all’Eco di Bergamo, quattro o cinque nordafricani stanno seduti immobili sulle panchine. In mano hanno dei sacchetti pieni di stracci, negli occhi lo sguardo perso di chi non sa come tirar sera. Nel parcheggio tre parcheggiatori abusivi fanno cenni agli automobilisti e tentano di vendere la loro paccottiglia. Due sono neri, un altro, sulla cinquantina, è italiano. Dopo un po’ si siede in un’aiuola, depone la mercanzia e accende la radiolina: ascolta le cronache delle Olimpiadi. Il pensiero scappa lontano, verso Pechino. In questo caldo pomeriggio la Cina è più vicina di chi gli passa accanto senza nemmeno vederlo.

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Commenti

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  1. Scritto da Piorrea

    La classe dirigente locale dovrebbe darsi una sonora sveglia e ripulire la zona della stazione. Ma se spacciatori e sbandati agiscono in piena tranquillità, qualcuno dovrebbe ricordare alla questura che l’autorità di pubblica sicurezza non esiste solo come suppellettile. Mandate ‘ste pattuglie in strada, cacchio.

  2. Scritto da andrea

    da come si scrive nell articolo lo spacciatore si conosce percui non vedo perchè non si possa fare pulizia un passo alla volta.e poi i vigili lasciamoli a far multe e non usiamoli per altri scopi che già sanno fare danni con le multe se poi gli si danno incarichi piu impegnativi ….capisco che il dipendente sab sia il classico falso moralista di turno ma il fatto che le carceri sono colme di loro un problema c è.fatevi un giro a zingonia in zona fontana “il missile”che è ancora peggio di bergam

  3. Scritto da marcov

    A proposito degli affitti illegali: se ne è fatto un gran parlare,ma a quanto pare nella nostra provincia si ha notizia di 2 casi a zingonia.
    Mi sono perso qualcosa io oppure i controlli si sono persi per strada?

  4. Scritto da un Sabdipendente

    Brrrr …… in estate non si sa proprio piu cosa scrivere. Da freguentatore delle autolinee devo dire che la grandissima parte dei tristi utenti descritti nell’articolo hanno pelle chiara e accento orobico, perchè tanta insistenza sugli imigrati.
    Se si pensa che la marginalità sia un problema affrontabie con qualche qualche controllo in più e nascondendo il pattume sotto il tappeto poveri noi. Con questa logica non si va da nessuna parte e molti hanno cominciato a capirlo.