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Calderoli: i cittadini del sud diventeranno di serie A

Il ministro alla Semplificazione ha incontrato nella sua casa alla Madonna del Bosco il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. All'ordine del giorno la bozza sulla riforma federale che verr?? approvata a settembre. Lombardo: "Alla Sicilia serviranno 10 anni per dotarsi delle infrastrutture e delle misure necessarie per superare il divario che c'?? fra il nord e il sud del Paese".

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La stretta di mano che inaugura l’incontro tra Roberto Calderoli e Raffaele Lombardo sa di unità d’Italia. Nord e Sud, polenta e pasta con le sarde, bergamasco e siciliano che in nome del federalismo si riavvicinano dopo anni di sguardi in cagnesco. In effetti l’unità c’è, anche se il punto di vista del ministro alla Semplificazione è differente: "Unità d’Italia? Meglio una stretta di mano tra due secessioni".
Lombardo sorride e Calderoli, perfettamente a suo agio nelle quattro mura di casa tra una sigaretta e l’altra, relaziona il pranzo di lavoro. "È stato un necessario momento di approfondimento sullo statuto della Regione Sicilia – ha detto Calderoli – sulle sue norme di attuazione e quindi una opportunità in più col federalismo fiscale di verificare quello che nelle varie regioni a statuto speciale ha corrisposto a quegli statuti. Siamo partiti considerando la questione dalla parte del Mezzogiorno e del sud e quindi prevedendo ogni tipo di paura e mettendo in essere tutte le misure che diano al sud la possibilità di esprimere le sue potenzialità e per i cittadini del sud di diventare finalmente cittadini di serie A".
Il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, si dichiara soddisfatto dell’incontro, anche se è consapevole che l’attuazione della riforma federale non sarà indolore. "Alla Sicilia serviranno 10 anni per dotarsi delle infrastrutture e delle misure necessarie per superare il divario che oggi c’è fra il nord e il sud del Paese. La secessione è la situazione che c’è oggi, noi con il federalismo vogliamo unificare l’Italia. I siciliani hanno un reddito pro capite che è la metà di quello dei lombardi, dei trentini e dei valdostani – ha dichiarato Lombardo – si vede che questa impostazione centralistica non è un affare e quindi l’evoluzione federale potrà soltanto portarci del bene. Questo – ha aggiunto – comporterà ovviamente che tutti noi dovremmo fare fino in fondo il nostro dovere. Il ministro Calderoli ha recepito alcune nostre proposte: abbiamo sottolineato l’importanza della salvaguardia del nostro statuto che contiene norme che da sessant’anni aspettano di essere applicate. Abbiamo inoltre evidenziato – ha concluso Lombardo – l’importanza di un articolo che introduca una fiscalità di sviluppo che ha già funzionato bene in Irlanda come potentissimo motore per lo sviluppo dell’intero paese. Ci a
spettiamo moltissimo da questa riforma – ha spiegato Lombardo – in Sicilia abbiamo un reddito pro capite che, fatta 100 la media nazionale, è di 73, contro i 120 punti di regioni a statuto speciale come la Valle D’Aosta. L’assetto attuale comporta uno sperpero di denaro che non fa bene ai nostri cittadini. Ci impegniamo in prima linea per il riassetto di queste condizioni".

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