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Due tragedie dopo il delitto Solo coincidenze?

La circostanza ?? emersa solo negli ultimi giorni: l'11 agosto a Pradalunga i carabinieri hanno trovato il corpo senza vita di un ex dipendente di Giuseppe Bernini. L'uomo era stato interrogato la mattina stessa a Bergamo in merito all'omicidio di Maria Grazia Pezzoli. Cinque giorni prima, il 6 agosto, Dame Niang, dipendente di Bernini, era morto in un cantiere nel Padovano.

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Un dipendente e un ex dipendente morti pochi giorni dopo il delitto. Semplici coincidenze oppure no? Difficile dirlo, per ora gli inquirenti escludono qualsiasi collegamento tra l’omicidio di Maria Grazia Pezzoli, a Vertova, il 24 luglio, e la morte, in circostanze tragiche, di due persone legate per motivi di lavoro alla donna e al marito Giuseppe Bernini, titolari della ValCop. Ma qualche dubbio può sorgere, non foss’altro che per la drammatica coincidenza e per il fatto che i due lavoratori erano stati interrogati dagli inquirenti per il delitto.
Non c’è stata, infatti, solo la morte di Dame Niang, operaio senegalese della ValCop, 37 anni, che viveva a Ponte Nossa. L’uomo era stato trovato esanime il 6 agosto – mentre a Vertova si attendeva l’arrivo dei Ris – in un cantiere di Trebaseleghe, nel Padovano, dopo una caduta dall’alto sulla quale ci sono ancora indagini in corso. Era stato interrogato a Bergamo tre giorni prima dal pubblico ministero Carmen Pugliese, che coordina le indagini sul delitto, e dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale.
Emerge solo adesso, invece, che alle 22,30 dell’11 agosto, in un bosco di Cornale di Pradalunga, i carabinieri di Albino hanno ritrovato il corpo senza vita di Gianluca Rossi, 33 anni, residente in paese, ex dipendente di Bernini. Padre di un bambino, Rossi si era presentato al comando dei carabinieri di via delle Valli proprio la mattina dell’11 agosto, per deporre in merito alle sue conoscenze e ai suoi rapporti con i titolari della ValCop. Un interrogatorio di circa due ore. Aveva ricevuto la convocazione la settimana precedente, mentre era in ferie. Dopo l’interrogatorio era stato visto a Pradalunga. Nessuno aveva notato segni di nervosismo o di preoccupazione nel suo comportamento. Trascorso il pomeriggio a casa, la sera era uscito senza più rientrare. Nel bosco di Cornale i militari si sono trovati di fronte ad una situazione che ha fatto subito pensare ad un suicidio.
L’operaio di Pradalunga non lavorava da almeno sette anni per Giuseppe Bernini. Era dipendente del salumificio Bortolotti di Cene. Probabilmente era stato citato da altre persone interrogate, oppure il suo nome era emerso da vecchi archivi delle aziende di Bernini (prima della ValCop c’era stata l’Orobica coperture). Gli inquirenti lo avevano ascoltato per scavare anche nel passato più lontano di Maria Grazia Pezzoli. Dame Niang e Gianluca Rossi si conoscevano. Due padri di famiglia, entrambi con un figlio piccolo, persone tranquille che non avevano mai avuto nulla a che fare con le forze dell’ordine. Unite ora da un destino inquietante.
Le indagini, nel frattempo, proseguono. Negli ultimi due giorni i carabinieri del nucleo investigativo hanno ascoltato altre persone e il conto degli interrogatori sfiora ormai quota 150. Restano aperte quasi tutte le piste. In archivio, almeno da un paio di settimane, è finita l’ipotesi di un furto sfuggito di mano e trasformatosi in omicidio.
I punti saldi per gli inquirenti restano fondamentalmente due: Maria Grazia Pezzoli (nella foto) conosceva il suo assassino, al quale ha aperto la porta di casa; l’omicida voleva andarsene dall’abitazione di via Cinque Martiri con la certezza di aver ucciso l’imprenditrice. Per questo la lente degli inquirenti punta soprattutto su moventi legati a questioni economiche oppure meramente passionali. Senza escludere, almeno fino ad ora, che l’omicidio possa essere stato programmato a tavolino da un mandante e un esecutore. Gli interrogatori non si fermano, e ci sono stati anche altri prelievi di saliva alle persone ascoltate, che dovranno essere confrontati con eventuali riscontri su tracce ematiche e biologiche raccolte dai Ris di Parma. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche hanno infatti effettuato tre lunghi sopralluoghi nell’abitazione di via Cinque Martiri, il 6 e il 12 agosto. Hanno individuato decine di reperti e posto sotto sequestro anche diversi oggetti che si trovavano nel retro dello studio della ValCop (piano terra dell’abitazione), dove è stata uccisa la Pezzoli. Fondamentali saranno le analisi sui campioni di sangue trovati sulla scena del delitto ed eventuali confronti con le analisi della saliva prelevata a quasi tutte le persone interrogate.

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