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Legler, dal giudice l’ok allo stato d’insolvenza

Parte così l'amministrazione straordinaria per la storica ditta tessile (oggi si chiama Texfer). Nei giorni scorsi il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, aveva nominato commissario giudiziale, Emanuele Rimini che potrà procedere a eventuali trattative per la vendita, a debiti congelati, dell'impresa

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Dopo il rinvio del 13 agosto, il Tribunale di Bergamo (relatore il giudice Marino Marongiu) ha dichiarato lo stato d’insolvenza per la Legler (oggi Texfer), così come era stato richiesto il 30 luglio scorso. Nel frattempo, come già annunciato, il ministero dello Sviluppo economico guidato da Claudio Scajola aveva già dato parere positivo per la procedura di amministrazione straordinaria e anche designato il commissario giudiziale. Si tratta del professor Emanuele Rimini, milanese, docente di diritto commerciale. Confermando il professor Rimini quale commissario, il Tribunale ha nominato giudice delegato Luciano Alfani. Entro il 20 dicembre prossimo creditori e terzi che vantino diritti reali mobiliari sui beni in possesso della Texfer dovranno presentare in cancelleria le domande di "insinuazione al passivo e di rivendica, restituzione o separazione". L’esame dello stato passivo sarà effettuato nell’udienza fissata per il 19 gennaio 2009 alle 9.30.
Il commissario potrà procedere a eventuali trattative per la vendita, a debiti congelati, della storica impresa tessile (il cui socio unico dall’inizio di quest’anno è Ferratex srl).
La gestione dell’impresa al commissario giudiziale, avanzata dagli avvocati che assistono la società (Manzoni, Pezza e Lupore di Milano; Zonca e Felli di Bergamo) è stata ritenuta ammissibile dal momento che l’ex Legler presenta un’esposizione debitoria pari a 125 milioni e rotti di euro, vale a dire superiore ai due terzi dell’attivo dello stato patrimoniale (104 milioni) e anche ai ricavi realizzati nell’ultimo esercizio (41 milioni e mezzo). Inoltre, a fronte di un attivo circolante per circa 26 milioini di euro, sussistono debiti a breve per complessivi 55 milioni.
Un percorso, quello dell’amministrazione straordinaria ipotizzato in precedenza in un incontro al ministero dello Sviluppo economico e che consente di far ricorso alla legge Prodi-bis, vale a dire la procedura concorsuale per le grandi imprese volta a conservare il patrimonio produttivo e a proseguire l’attività. Un  percorso quindi delicato e importante per il futuro dei 360 dipendenti (in gran parte in cassa integrazione) dell’azienda a Ponte San Pietro e degli altri 800 occupati nelle tre sedi sarde di Macomer, Ottana e Siniscola (anche queste messe in liquidazione).
La domanda di amministrazione straordinaria per la Legler, pare legata all’interessamento di un imprenditore disposto ad acquistarla.

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