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Feltri e Belpietro, c’eravamo tanto amati Ma adesso ?? scontro frontale

Al direttore di Libero non ?? andata gi?? l'inchiesta di Panorama riguardante i finanziamenti statali ai giornali. "La cosa inaccettabile della critica ?? il pulpito da cui viene la predica. Che Mondadori dia dello zoppo a me quando claudica vistosamente fa quanto meno sorridere se non facesse ribrezzo".

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E pensare che un tempo era il suo braccio destro. Non è proprio andato giù a Vittorio Feltri l’articolo apparso su Panorama riguardante i finanziamenti statali ai giornali. Vero, il direttore di Libero è notoriamente uno che non le manda a dire, ma in questo caso la critica è rivolta a Maurizio Belpietro. Non un direttore qualunque, ma un giornalista che ha condiviso con Feltri l’esperienza bergamasca a Bergamo Oggi e successivamente al Giornale. I due non si sono mai amati alla follia ("Al Bergamo Oggi sono stato a scrutarlo un po’, mentre tutti correvano a baciargli la pantofola" – ha dichiarato Belpietro), le ultime dichiarazioni di Feltri però sanciscono la definitiva rottura tra i due ex compagni di redazione. "Il dato di Panorama è sbagliato – spiega Feltri riferendosi all’inchiesta del settimanale diretto da Belpietro – Libero non ha preso 39 milioni di euro in 7 anni, ma poco più di 30. La cosa inaccettabile della critica è il pulpito da cui viene la predica. Che Mondadori dia dello zoppo a me quando claudica vistosamente fa quanrto meno sorridere se non facesse ribrezzo".
Parlando poi di Libero Feltri spiega che "l’editoria attraversa un lungo periodo di crisi che non è momentanea ma strutturale. Effettivamente stare sul mercato lo stesso è stato un miracolo perché, laddove tutto va a rotoli, il nostro quotidiano è nato 8 anni fa ed è riuscito a sopravvivere, è già un miracolo che molti spiegano con i contributi dello Stato. Ribadisco e sottolineo che noi prendiamo i contributi come tutti gli altri. Cert, il Sole 24 Ore, Corriere della Sera e La Repubblica prendono molto di più, peccato che quando si parla di contributi si parla di Libero e non di loro".

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Commenti

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  1. Scritto da Giorgio

    Si potrebbe credere di più ai giornali se fossero veramente INDIPENDENTI (ossia sostenuti solo dai propri lettori e dalla pubblicità) e non ..”dipendessero” invece anche dalla tasse che paga Pantalone !
    In effetti molti predicozzi sul libero mercato, sulla libera concorrenza ecc. ecc. ecc……si infrangono poi sullo scoglio degli aiuti statali…..

  2. Scritto da Antonio La Tella

    Già quando si rivolgono ai lettori con le loro prediche moraleggianti (sul governo, sulla politica, sulla chiesa, sul sindacato) i giornalisti sono poco credibili. Quando poi i loro sermoni coinvolgono la “comitiva”, con o senza sovvenzioni pubbliche, lambiscono i recinti della pura follia: dai quali, per evidenti ragioni, dovrebbero stare alla larga. Non pensa, caro direttore, amico di Feltri … ed anche del vescovo???

  3. Scritto da nicola

    Le inchieste fatte da Libero in questi anni, quando assumono toni moralistici appaiono poco credibili alla luce del fatto che la sopravvivenza di quel quotidiano dipende dai finanziamenti dello stato (quindi anche dalle tasse che verso). Poco credibili anche gli editoriali di Oscar Giannino il cui pensiero economico sottolinea spesso le virtù del libero mercato.

  4. Scritto da marcov

    i giornali devono vivere con la pubblicità e i soldi della vendita.
    non esiste che vengano mantenuti con sovvenzioni statali.
    E’ una legge di mercato: se vendi stai aperto altrimenti chiudi….evidentemente se non vendi è perchè non sei sufficientemente credibile.