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Valerio Bettoni: “Nel nostro piano di settore stop ai centri commerciali”

Il presidente di Via Tasso a difesa dei negozi nei piccoli paesi. E l'assessore Felice Sozogni invita al coraggio: bisogna far confluire risorse economiche che provengano dalle autorizzazioni sulla grande distribuzione a sostegno della permanenza delle attività commerciali esistenti nelle aree deboli

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“Nelle parole della gente al negozio – spiega il Presidente della Provincia Valerio Bettoni – c’è la vita del paese, si ricompone la geografia sociale della comunità. Lì si vengono a sapere molte notizie e lì si trova quindi, insieme con i generi alimentari e altri, anche quella merce fondamentale che è la dimensione umana!" Ma è allarme ormai, come segnalato dalle varie associazioni dei commercianti, per la chiusura dei piccoli negozi, scalzati dai grandi centri commerciali.
Del problema si è occupata proprio di recente la Giunta della Provincia di Bergamo, attraverso il Piano di settore del commercio e della grande distribuzione, che – dopo le consultazioni nei Comuni – dovrà essere approvato dal Consiglio provinciale. In questo Piano la Provincia di Bergamo ha confermato – come indicato dalla Regione Lombardia – l’indirizzo di non prevedere ulteriori grandi centri commerciali.
“In questo piano di settore, un approfondimento specifico – sottolinea Valerio Bettoni – è stato fatto proprio sui piccoli negozi, in particolare sulle aree più deboli delle vallate e delle località lacustri. Chiaro che il livello di redditività economica in un’area debole è basso, che i guadagni possono essere e sono spesso poca cosa, ma i negozi sono anche altro rispetto al commercio quotidiano. Ci sono infatti alcuni aspetti da non trascurare: se chiude un negozio, in aggiunta alla cessazione dell’attività che è un fatto grave in sé, interviene anche un depauperamento non solo economico ma anche umano e sociale per tutta la comunità. Non dimentichiamo poi gli anziani o le persone malate e sole che non dispongono di mezzi propri per spostarsi e recarsi in altri paesi a far la spesa”. 
Nell’organizzazione complessiva del commercio sono diverse le voci da considerare. “Ci sono le risorse pubbliche messe in atto dalla Regione, alle quali si sommano le politiche di sostegno della Provincia e dei Comuni. In prospettiva, però – a giudizio dell’assessore provinciale alla Pianificazione del territorio, Felice Sonzogni – è necessaria una vera iniziativa di perequazione e compensazione alla grande scala provinciale”. Occorre, secondo Sonzogni, “far confluire risorse economiche che provengano dalle autorizzazioni sulla grande distribuzione (centri commerciali) a sostegno della permanenza delle attività commerciali esistenti nei paesi delle aree deboli. La normativa in questo senso può aprire tale opportunità: si tratta ora – con coraggio – di avviare qualche sperimentazione vera sul nostro territorio”. 
È certamente importante che anche gli esercizi attivi si migliorino nella loro offerta commerciale. Lo si vede benissimo anche nei nostri paesi: alcune attività si sono create una clientela e si sono guadagnarte uno spazio con la valorizzazione dei prodotti tipici. Si rende necessario un passo in più, perché si tratta – conclude Felice Sonzogni – di “garantire in maniera puntuale e diffusa una presenza di attività commerciali per i bisogni primari della gente. In questo senso è un servizio e in quanto tale è necessario lavorare per la continuità e il futuro dei piccoli negozi. È certamente difficile, ma è necessario se davvero si vuole che le aree deboli vivano”.

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