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Informazione o manipolazione di massa?

Dopo la pubblicazione del Censis sulle dinamiche sociali del nostro paese su Internet si è sviluppato un acceso dibattito sul ruolo dei media e della rete stessa

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Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di un rapporto del Censis sulla situazione delle morti sul lavoro e degli incidenti in rapporto alla tanto sbandierata esigenza di maggiore ordine pubblico, sulla rete si è sviluppato un interessante dibattito sulla percezione della sicurezza e sul ruolo dei media.
Un argomento importante alla luce del peso che oggi ha questo argomento nella politica del Governo, ma anche oltre questa.
Luca De Biase, responsabile di Nova24 afferma che "di certo, c’è bisogno di più approfondimento, più critica e meno manipolazione mediatica; e la rete è un’occasione da non buttare via. Ma naturalmente non sarà la tecnologia a correggere i difetti di una società inquinata da pregiudizi potenti e comportamenti superficiali. Saranno le persone che si vogliono occupare di questa società. Regalando un poco del loro tempo all’informazione attiva. Ma attenzione: non si tratta di un progetto di informazione attiva destinato a restare confinato in un contesto necessariamente minoritario. Anzi: si può sostenere che le tendenze costruttive di diversi media si vadano unificando: i libri, il web, la musica, i video-documentari, il passaparola… I cambiamenti che attraversano questi mondi mediatici sono importanti e, insieme, possono generare ondate di consapevolezza piuttosto importanti. Quando questo fenomeno si manifesta con vigore e per un tempo abbastanza lungo, alcuni messaggi riescono a influenzare anche radio e giornali… A quel punto, la concorrenza alla tv può essere molto forte".
Alessandro Guidi, sul proprio blog, entra nel dibattito mettendo in guardia dalla troppa velocità con cui si formano le opinioni i cittadini. "Analisi, giudizio, percezione,  conoscenza  e poi di nuovo analisi , giudizio… Questo cerchio della conoscenza si spezza quando una di queste fasi è percorsa in modo incompiuto perchè a velocità troppo elevata.
Quando l’analisi è scarsa e il giudizio si forma con scarsità di elementi. La percezione si concentra su un punto ; quando si è formato ormai è troppo tardi. E’ diventato verità.
La pratica del pregiudizio: qualcuno lo fa per dolo,  qualcun altro per negligenza se non addirittura per scelta".
Un altro autorevole giornalista, Gad Lerner, sul proprio blog entra nel merito di alcune scelte operate dal Governo che fa leva sulla percezione dei cittadini. "La sicurezza manipolata come un feticcio, semmai, rivela la volontà di sottomettere i ceti più deboli all´ingiustizia sociale, indirizzandone il malcontento su bersagli meno impegnativi. È più facile prendersela con la devianza degli emarginati, specie se stranieri, che con la camorra, la mafia, la ´ndrangheta (sono queste organizzazioni le principali responsabili degli omicidi in Italia). Ancor più complicato è imporre la regola morale, prima ancora che giuridica, secondo cui la tutela della vita del lavoratore è più importante della produttività. Addirittura impopolare, infine, suona l´equazione fra mancato rispetto del codice della strada e delinquenza. Naturalmente mandare i soldati in pattuglia nei cantieri, nelle fabbriche e lungo le autostrade è solo una boutade. Ma denunciare la menzogna di questi politici, falsi difensori della sicurezza pubblica, resta una necessità. Perché una comunità impaurita non progredisce inseguendo fantasmi: semmai arretra, correndo all´impazzata sulle strade e umiliando i suoi lavoratori." 
Un dibattito che va oltre i media tradizionali. E così la rete dimostra la capacità di sviluppare occasioni di confronto che possono produrre idee e cultura. Danno speranza. Fanno sentire possibile il levarsi di voci diverse. E la diversità è sempre ricchezza per tutti.

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