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Esordio di Baricco in Piazza Grande. Tra il pubblico anche Sgarbi

Fischi per l’ex assessore milanese, mentre il suggestivo film dello scrittore divide il pubblico

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Pubblico delle grandi occasioni ieri sera in Piazza Grande e, in contemporanea a causa della minaccia di maltempo, anche all’auditorium FEVI per una doppia proiezione che ha avuto come piatto forte l’anteprima mondiale di “Lezione 21” esordio da regista del grande scrittore Alesandro Baricco.

Lezione 21 ha portato a Locarno un pubblico di devoti ammiratori dello scrittore tanto da mutare la composizione linguistica della Piazza che, dopo essere stata decisamente germanofona per alcuni giorni, si è scoperta in questa serata molto più italiana, con qualche esito anche nelle sue manifestazioni, tant’è che quando prima della proiezione le telecamere hanno proiettato sullo schermo, pescando come sempre volti dal pubblico, l’immagine di Vittorio Sgarbi (a Locarno per la presentazione dell’ultimo lavoro di sua sorella Elisabetta, al lancio della cui carriera egli stesso contribuì alcuni anni fa) si è potuta udire una chiara bordata di fischi e qualche isolato “vai a casa” che però il critico d’arte ha ignorato e che si sono spenti subito nell’applauso che ha fatto seguito all’apparizione, sempre fra il pubblico, di Irene Bignardi, accolta da un’ovazione come sempre calorosissima.

 

Tornando al film lezione 21 è, per usare la descrizione di Baricco “una lezione, oltretutto lunga e anche un po’ pallosa” e come tale, bisogna dirlo, non ha destato entusiasmi evidenti nel pubblico”. Il film racconta, scivolando tra il piano apertamente onirico di una fiaba e il discorso anche teorico di una lezione universitaria, del perchè la nona sinfonia di Beethoven non sia un capolavoro, i due piani si intrecciano attraverso un originale professore (di musica?) di un’università, o di un college, che affronta la “demolizione” dell’ultima opera di Beethoven attraverso il racconto metaforico della morte di un violinista paracadutato dal fato  in un villaggio incantato.
Il film presenta, a tratti, una forza di immagine notevole e, per un breve periodo, sembra anche raggiungere il ritmo e la coerenza che il soggetto richiedono ma, complessivamente non riesce ad acquistare una sua dimensione e si rivela complessivamente molto vicino alla breve descrizione fatta dal regista stesso e citata sopra.

 

A chiudere la serata, decisamente dedicata alla musica, un breve musical australiano (67 minuti), “The eternity man” che racconta, anche qui in modo fiabesco, la storia vera “del più prolifico scrittore australiano” un senza tetto che, per oltre 50 anni, girò per le strade di Sidney scrivendo un po’ ovunque col gesso la parola “Eternità”, fino a diventare una figura nota e popolare.

Il film racconta la sua storia mettendo in scena una gioventù di dissoluzione, la conversione religiosa e la scelta della specialissima “missione” a cui quest’uomo ha consacrato l’esistenza, un film certamente originale,  molto ben riuscito ma che sarà abbastanza difficile vedere nelle sale italiane, sia per la durata un po’ anomala (troppo per un corto, troppo poco per un lungometraggio) sia per la presenza, nella parte iniziale, di scene piuttosto esplicite mentre si racconta la gioventù del protagonista nel quartieri a luci rosse della metropoli australiana.

 

Oggi, 12 agosto, il festival propone la “giornata del cinema Svizzero”, in cui tradizionalmente si propone il meglio della produzione nazionale del settore e in cui, sempre tradizionalmente, c’è la visita del presidente della Confederazione.

Il programma della Piazza Grande vedrà quindi  la proiezione di “Marcello Marcello” film svizzero realizzato in lingua italiana mentre nella giornata diverse sezioni (icy et ailleus in particolare) dedicheranno spazio al cinema confederato.

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