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Contrordine Bonduelle: 8 dipendenti convocati a Battipaglia

Contrariamente a quanto sottoscritto nell'intesa del 31 luglio, annuncia l'associazione L'Alternativa, quei lavoratori che non hanno accettato la mobilià incentivata sono invitati con una raccomandata arrivata oggi, lunedì, a raggiungere il sito produttivo salernitano: devono essere lì domani, martedì 12 agosto

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Contrordine ragazzi. La Bonduelle manda 8 dipendenti che lavoravano ai capannoni di San Paolo d’Argon (distrutti da un incendio il 28 febbraio scorso) a Battipaglia. La multinazionale, informa l’associazione L’Alternativa di San Paolo d’Argon,  ha inviato una raccomandata ad almeno 8 lavoratori, gli stessi che non avevano sottoscritto la "mobilità volontaria" (di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi).  A questi la Bonduelle ha confermato "il già predisposto trasferimento, in adempimento a quanto convenuto nel verbale di riunione dell’11 luglio 2008".
Ognuno dei lavoratori destinatari della raccomandata dovrà presentarsi in servizio dal 12 agosto 2008, presso il sito produttivo di Battipaglia (Salerno) "con ricevimento immediato della retribuzione, oppure, in alternativa, d’usufruire del predetto ulteriore termine di preavviso non retribuito, presentandosi presso lo stabilimento al più tardi il 2 settembre 2008".
Si tratta, commenta Maurizio Mazzucchetti de L’Alternativa “di una iniziativa gravissima che ha suscitato lo sconcerto e la rabbia nei lavoratori della Bonduelle, con i quali la nostra associazione ha collaborato intensamente per tutto lo svolgimento della vertenza. E’ una vera e propria provocazione che calpesta la dignità dei lavoratori (come è umanamente possibile presentarsi a lavorare il 12 agosto a 900 chilometri della propria residenza quando il lavoratore viene raggiunto dall’avviso non prima dell’11 agosto?), e non tiene in alcun conto quanto stabilito nell’accordo sindacale del 31 luglio, dove l’azienda – per i lavoratori indisponibili ad accettare volontariamente l’opzione del trasferimento a Battipaglia – si impegnava a formulare proposte per eventuali soluzioni occupazionali a Lallio, in alternativa o in aggiunta all’apertura della nuova procedura di mobilità volontaria”.
Particolarmente criticato poi il fatto che la multinazionale abbia dato corso a queste lettere proprio nella settimana di ferragosto, quando – chiuse le sedi delle organizzazioni sindacali – i lavoratori sono del tutto impossibilitati a trovare adeguata assistenza sindacale e legale.
“E questo – proseguono gli esponenti dell’associazione – a pochi giorni della conferenza stampa in cui i vertici delle organizzazioni sindacali provinciali di categoria, con il segretario confederale della Cgil di Bergamo Maurizio Laini, avevano espresso sulla vertenza un giudizio positivo, da noi non condiviso, tra le altre ragioni proprio per il fatto che non risultava ancora del tutto chiara la sorte degli 8-9 dipendenti che non avevano accettato la mobilità e chiedevano il reintegro nel posto di lavoro a Lallio”.

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