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Consegnato il Pardo d’onore ad Amos Gitai

Aperta la polemica tutta italiana del Ministro Bondi che si schiera contro il film sulla nascita delle Brigate Rosse

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Quella di giovedì è certamente stata una giornata dedicata al medio oriente, con la serata di Piazza Grande aperta dall’omaggio all’israeliano Amos Gitai, che ha ricevuto emeozionato il Pardo d’onore calorosamente applaudito dal pubblico poco prima della proiezione del suo “Plus Tard tu Comprendras”, una quasi anteprima che segna anche un’evoluzione, in qualche modo inedita, dell’opera di Gitai.

Gitai, chiedendo la parola al termine della cerimonia, ha poi voluto ricordare l’altro protagonista della serata, il cineasta egiziano Youssuf Chayne, scomparso lo scorso 27 luglio, al quale lo legavano rapporti sia professionali che d’amicizia; la proiezione di “Al Massir” (il destino) è stato l’ultimo omaggio che il Festival ha voluto dedicare a questo grande autore, un omaggio arricchito dalla trasmissione di una vecchia intervista fatta a Locarno da Chayne e intramezzata da spezzoni di un vecchio film, “Gare Centrale”, nel quale un giovane Chayne esordì come attore di un cinema egiziano allora alle sue origini.

Momenti commoventi giustificati da due esempi di grande cinema, non del tutto premiato dal pubblico che ha, in questa occasione, lasciato spazio a qualche pur rara seggiola vuota in Piazza, forse anche a cusa della minaccia di pioggia concretizzatasi poi durante la seconda proiezione che si è conclusa alle 2 e 30 circa di fronte a un ormai piccolo gruppo di coraggiosi cinefili che però non hanno mancato di far sentire il loro ultimo applauso alla memoria di Chayne.

 

Il presidente del Festival Solari

Per quanto riguarda la cronaca esterna alle sale e alle proiezioni, vale la pena segnalare almeno due fatti salienti.

Innanzitutto l’intervista del Presidente del Festival solari che ha, con maggior determinazione che in passato, rilanciato la necessità di costruire a Locarno una struttura permanente al servio del festival, un palazzo del cinema che pare oggi indispensabile al consildamento della manifestazione

Solari sembra non credere più nei progetti impegnativi, se non faraonici, favoleggiati in un passato anche recente (come quello della Torre del Cinema, una sorta di grattacielo multisala ipotizzato fin dagli anni ’70 e riproposto nel 2006 da alcuni amministratori locarnesi), tuttavia chiede con forza un maggiore impegno finanziario del Cantone, anche per vincere la concorrenza del nuovo festival di Zurigo, e la messa in opera di un centro Congressi a dispozione del Festival entro 5 o 6 anni (come dire che la prima pietra andrebbe posata entro pochi mesi).

Le finanze svizzere, in questo momento, sembrano in buona salute, più di quelle Cantonali, quindi è abbastanza lecito ipotizzare che il tema verrà affrontato fra pochi giorni, durante la visita del Presidente della Confederazione, Pascal Couchepin

 

La polemica italiana

Per quanto riguarda le polemiche d’importazione invece, queste sono di provenienza tutta italiana: è di ieri infatti la notizia dell’amarezza espressa dal ministro Bondi circa la presentazione a Locarno del controverso “il Sol dell’avvenire” di giovanni Berardi la cui anteprima è prevista, nella sezione Icy et Ailleurs, domenica alle 18,30, presso “la sala”.

il film infatti racconta di un gruppo di militanti che, nel 1969, decide di abbandonare il PCI per “riavvicinarsi” ai valori della Resistenza, putrroppo alcuni di questi diverranno fra i fondatori delle Brigate Rosse.

Il ministro Bondi ha dichiarato di essere in profondo disaccordo con la decisione, presa dai tecnici del ministero prima del suo insediamento, di cofinanziare il film con contributi pubblici, dichiarandosi anche amaraggiato che un prodotto del genere rappresenti l’Italia all’estero.

Non potendo dare giudizi sul film che ancora non è stato proiettato val quanto meno la pena citare la presentazione che ne fa l’ufficio stampa del Festival  che lo definisce “un ‘indagine sulle origini ideologiche e politiche del terrorrismo di estrema sinistra”.

Domenica sarà possibile capire quanto meglio quanto ci sia di inchiesta e  quanto, come sembra paventare il ministro, di apologia.

 

Nella giornata di venerdì

Nella giornata di venerdì vanno segnalati, due nuovi candidati nel concorso ufficiale: il francese “Nulle parte Terre promise” (FEVI ore 14.00) e l’olandese “Katia’s sister” (16,15 sempre al FEVI), serata interessante anche in Piaza a Grande: a sfidare la concorrenza della cerimonia inaugurale della XXVII Olimpiade è stato scelto il film statunitense “Chaos Theory”, seguito dal tedesco “Berlin Kalling”, complessivamente oltre 200 minuti di proiezione consecutiva, forse per stacanovisti ma certo interessante.

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