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Vertova, test della saliva per 100 persone

Circa 100 persone, tra quelle ascoltate dagli inquirenti per risolvere il giallo di Vertova, sono state sottoposte a semplici prelievi di saliva. L'obiettivo ?? avere un riscontro con i campioni di sangue trovati sul luogo del delitto, tuttora sotto la lente dei Ris. Gli inquirenti ritengono inoltre necessario un nuovo sopralluogo del Reparto investigazioni scientifiche, nei prossimi giorni. All'interno video dei Ris.

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I Ris torneranno sul luogo dell’omicidio di Mariagrazia Pezzoli (nella foto), in via Cinque Martiri 65, a Vertova. Gli inquirenti ritengono che dopo la ricerca di impronte e di tracce biologiche, in particolare nuove tracce di sangue, vi sia la necessità di esami più specifici.
Ma non bastano le analisi ultra sofisticate: oggi è infatti emerso che ben 100 persone, quasi tutte residenti tra Vertova, Ponte Nossa, Gazzaniga e Leffe, sono state sottoposte a semplici prelievi di saliva, man mano venivano (e vengono tuttora) ascoltate dagli inquirenti. L’obiettivo è confrontare la mappa genetica (dna) emersa dai tamponi di saliva con gli eventuali riscontri sulle tracce di sangue rinvenute nello studio e nel retro dello studio della casa della Pezzoli. Sangue tuttora al vaglio dei Ris di Parma. Su questo fronte c’è comunque il massimo riserbo: se fosse già emersa una corrispondenza tra il sangue rinvenuto sul posto e la saliva prelevata ad una delle cento persone ascoltate, il registro degli indagati sarebbe stato aperto automaticamente. Così non è stato, fino ad ora.
Oggi, inoltre, i carabinieri del nucleo investigativo hanno ascoltato altre cinque persone. Il comandante del nucleo investigativo di Bergamo, capitano Giovanni Mura, e i suoi sottoposti, sono arrivati al 14° giorno filato di lavoro, senza soste, per cercare di venire a capo di uno dei gialli più intricati degli ultimi anni. Non tutte le persone ascoltate sono state sottoposte al test della saliva, alcune risultano completamente estranee ai fatti e sono state interrogate anche come semplici conoscenti della vittima e del marito Giuseppe Bernini, l’imprenditore e assessore allo Sport di Vertova. Un po’ di chiarezza, tramite documenti e interrogatori, è stata fatta anche sull’azienda dell’uomo: un’impresa che risulta in salute la ValCop, stando ai bilanci del 2007.
Cresce intanto l’attenzione rispetto all’incidente sul lavoro accaduto ieri mattina (6 agosto) in un cantiere di Trebaseleghe (Padova), dove è morto Dame Niang, dipendente della ValCop di Bernini. L’uomo, 37 anni, viveva a Villa d’Ogna, e si stava occupando della manutenzione del tetto di un capannone nell’azienda vitivinicola San Gabriele, quando è caduto dall’altezza di 15 metri, morendo sul colpo. Dame Niang era tra le persone ascoltate dagli inquirenti di Bergamo, come era accaduto a tutti gli altri dipendenti di Giuseppe Bernini. Chi indaga a Bergamo, ovvero il sostituto procuratore Carmen Pugliese e i carabinieri del nucleo investigativo, avrà un resoconto dettagliato dell’autopsia.
I Ris di Parma, su disposizione del pm Pugliese e del maggiore del Reparto Marco Pizzamiglio, torneranno comunque in via Cinque Martiri: potrebbero farlo domani (8 agosto) nel pomeriggio, o forse settimana prossima. Il nuovo sopralluogo va ancora fissato. Gli specialisti dei carabinieri hanno comunque lavorato fino a notte fonda tra il 6 e il 7 agosto, cercando di rilevare con il luminol qualsiasi tipo di traccia ematica nell’abitazione della Pezzoli, lungo le scale tra il primo piano e l’ingresso, nello studio e nel retro dello studio stesso. Un’operazione seguita da vicino, in piena notte, anche dagli uomini della sezione scientifica dei carabinieri di Bergamo e dal sostituto procuratore Pugliese (nella foto il magistrato con il capitano Giovanni Mura e con due zii della vittima). L’obiettivo del lavoro notturno e dei prossimi sopralluoghi è soprattutto quello di avere una ricostruzione dettagliata, in base alla mappa tracciata dalle macchie di sangue sul luogo del crimine, degli ipotetici movimenti dell’omicida e della vittima. Si vuole capire soprattutto come si sia mosso l’assassino prima di colpire l’imprenditrice e cosa abbia fatto dopo: una fuga improvvisa o la ricerca di documenti (o altro) all’interno dello studio? Le impronte di scarpe macchiate di sangue possono dire molto, ma dovranno essere contestualizzate in un luogo dove, dopo l’omicidio, hanno avuto accesso anche i medici e gli infermieri del 118. Una relazione dettagliata dei Ris potrebbe arrivare al magistrato entro metà settimana prossima.
Restano in piedi le ipotesi di un omicidio meramente passionale e di un omicidio su commissione. Ma soprattutto resta il giallo.

 

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