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Travaglio “sbugiarda” Calderoli: cita un Nobel inesistente

Il politico bergamasco aveva spiegato al Corriere della Sera che il federalismo fiscale ?? sostenuto anche dall'illustre economista "Wuhan". Il giornalista noto per le battaglie giustialiste ?? andato a verificare se lo scienziato esiste e ha scoperto che, se il cognome non ?? stato storpiato, non ?? mai esistito.

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Pubblichiamo un articolo a firma Marco Travaglio (L’Unità del 6 agosto) "dedicato" al ministro bergamasco Roberto Calderoli.


Dopo lunga e penosa attesa, abbiamo finalmente il giallo dell’ estate. E – Bruno Vespa si tranquillizzi – senza spargimento di sangue. Il merito è del ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli da Bergamo di Sopra, in arte «Pota», che ha deciso di contribuire anche lui alla grande riscossa culturale impressa dal nuovo governo Berlusconi, in aggiunta alla nomina di James Bondi a ministro del settore, alla battaglia della Gelmini per il ritorno dei grembiulini a scuola, alla guerra di Gasparri contro il commissario Montalbano (noto comunista) e all’asportazione delle tette alla «Verità» del Tiepolo per aggiungerle alla collezione privata di Al Pappone.
L’altroieri, rispondendo sul
Corriere della sera a un editoriale impeccabile di Angelo Panebianco sull’allegra spensieratezza con cui stiamo scivolando verso uno Stato federale senza minimamente discutere dei pro, dei contro e soprattutto dei perché, l’insigne pensatore padano ha fatto sfoggio della sua leggendaria, enciclopedica cultura: «Una soluzione è rappresentata dai modelli a struttura federalista e questo non lo sostiene il sottoscritto, ma, tra gli altri, la Banca Mondiale o il premio Nobel per l’economia Wuhan», oltre a una fantomatica «analisi empirica».
Visto che siamo in Italia e il giornalismo è quello che è, nessuno s’è preso la briga di verificare se il celeberrimo Nobel per l’Economia citato dal ministro abbia mai sostenuto il federalismo fiscale e con quali argomenti. Purtroppo però l’ha fatto il professor
Sandro Brusco, che insegna economia negli Stati Uniti: e ha scoperto che non esiste nessun premio Nobel per l’economia di nome Wuhan (controllare all’indirizzo
http://nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/). Anzi, pare che non esista alcun economista di una qualche fama con quel nome. Cercando Wuhan su Internet, ha rintracciato soltanto una città cinese. In attesa che quel pozzo di scienza che siede al ministero della Semplificazione sveli l’arcano, azzardiamo alcune possibili soluzioni del giallo.
1) Wuhan è un fauno della letteratura minore celtica di cui Calderoli, sposato con rito nibelungico dinanzi al druido sorseggiando sidro e inneggiando a Odino, è un appassionato ammiratore.
2) Wuhan è uno dei cuccioli di lupo e di tigre che scorrazzano nel giardino di Villa Calderoli (forse quello che qualche anno fa azzannò un piede del popolare ministro, procurandogli danni cerebrali irreversibili) e che ispirano la politica riformatrice dello statista padano.
3) Wuhan esiste davvero, è un economista bravissimo, ma ancora sconosciuto, forse boicottato dalla comunità scientifica internazionale  notoriamente asservita a Roma Ladrona – per le sue simpatie leghiste, e Calderoli si appresta a insignirlo al Premio Nobel della Padania, nell’ambito della prossima edizione di Miss Padania.
4) Come in tutte le farse che si rispettino, c’è stato uno scambio di persona.
Spiega quel rompiscatole del professor
Brusco: «L’unico economista del gruppo (dei vincitori del Nobel, ndr) che ha scritto esplicitamente di federalismo (diciamo esplicitamente perché sia ‘mechanism design’ sia l’opera di Hayek offrono spunti al riguardo, ma pretendere che Calderoli se ne accorga sarebbe troppo) è James Buchanan, che vinse il premio Nobel nel 1986. Un nome difficile, quasi impronunciabile. Che, nel passare di bocca in bocca da un portaborse a un altro si deve essere progressivamente trasformato in Vuchanan, Vuhnan, Vuhan, infine Wuhan, che siccome è un foresto ci deve volere la w, mica la v…”.
Se le cose stessero così, dovremmo arguirne che il popolare Pota ha preso talmente sul serio il suo mandato ministeriale che s’è messo a semplificare non solo le leggi (incluse -si spera- le sue), ma anche i cognomi degli economisti. L’intellettuale della Bergamasca aveva citato a sostegno del federalismo leghista, oltre alla solita «analisi empirica», proprio l’economista Buchanan. E aveva concluso la sua lezioncina con un’elegante stoccata all’insigne politologo toscano: «Come si trova scritto nelle università americane, ben note al Professor Sartori: se pensi che l’istruzione costi cara, pensa a quanto costa l’ignoranza». Ora sarebbe fin troppo facile ritorcere quella massima contro il ministro della Semplificazione. Anche perché, dalle sue parti, l’ignoranza non costa né tanto né poco: è gratis.

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Commenti

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  1. Scritto da pierino

    travaglio a me risulta sempre inleggibile, dopo due righe mi serve un digestivo, sig. Marco ringrazi l’Unità che la ospita fra le sue pagine…

  2. Scritto da alex62

    dopo la magra figura che ha fatto in tv mostrando quella famosa maglietta cosa si puo’ pretendere da un personaggio cosi’? poi ci lamentiamo se parlano male di bg… ma se gli ultra’ fanno quello che vogliono ( spaccando e devastando) e calderoli e’ questo qua’,non e’ certo colpa di travaglio… lui fa’ il suo mestiere e secondo me lo fa’ anche bene… sveglia ragazzi.

  3. Scritto da Mauro

    Calderoli avrà citato un nome sbagliato, ma il giornalista non sbugiarda sulla conoscenza enciclopedica ma sui contenuti: chi lotta per il federalismo ha un contenuto politico, mentre chi lo fà da giullare, pour plaire aux bourgois, questa e’ la pseudo-sinistra!
    Detto questo credo che il linguaggio rozzo obbedisce ad una sceltà di status .

  4. Scritto da Giuseppe Fumagalli

    Il Italia il vero ministro della semplificazione è Marco Travaglio che semplificando finisce per fare di ogni erba un fascio. Lo ha fatto anche in questo articolo dove parte da Calderoli e finisce per distribuire bacchettate a Bergamo e ai bergamaschi. Si informi il Nobel della semplificazione e scoprirà in questa terra più arte, cultura e civiltà di quanta ne possa immaginare lui. E si senta onorato se un giorno un povero Pota invece che Travaglio lo chiamerà Treviglio

  5. Scritto da Stefano

    ma che federalismo e federalismo…è tutta un idiozia…credete che bergamo starà meglio???la vera soluzione e un fisco pressante e controllato…cosi i cari imprenditucoli la smetteranno di chiedere “con fattura o con lo sconto????”Bergamo è assediata da evasori.Il federalismo storicamente fa parte di un processo lento di ridistribuzione..ci voglio 15 anni…ma questo l’ignoranza padana nn lo vede…fate pure il vs federalismo…poi vediamo chi ride!!!!

  6. Scritto da Paolo

    il bello è che su tanti commenti quasi nessuno prende atto della semplice realtà: Calderoli si è inventato un economista premio Nobel oppure ne ha cosi tanto sbagliato il nome da chiedersi se in un paese normale costui possa fare il ministro(non che ci si debba attaccare a questo episodio per chiederselo ma d’altra parte…)

  7. Scritto da Matteo Gritti

    purtroppo non c’è da meravigliarsi. del resto l’italia ha votato lui e la carfagna e ora ce li teniamo.

  8. Scritto da e.m.

    Complimenti al giornalista Marco Travaglio. Ci ha dato degli ignoranti a tutti i bergamaschi….

  9. Scritto da antonella d.

    Bravissimo Marco, finalmente uno che ha il coraggio di dimostrare, con i fatti non solo con le parole, che il famigerato autore della “porcata” (la legge elettorale) parla senza sapere quello che dice. Chi si scandalizza o si arrabbia veda di confutare gli argomenti di Travaglio. Per il resto, come dicono a Roma, le chiacchiere stanno a zero….

  10. Scritto da sisdela

    non avete più nulla da pubblicare? vi siete ridotti agli articoli di Travaglio? un’uomo che fà la sua fortuna accanendosi con una categoria di politici e che passa come il buonista perfetto salvatore!ma pr piacere! un giornale serio gli scrive gli articoli! non li riporta!

  11. Scritto da alice89

    Bravo Travaglio. Noi qua, si è tutti ignoranti, più semplice di così! Mica come gli intellettualoni del precedente governo, mica come quei pozzi di cultura che hanno steso le tracce della maturità… pota antonella loro sì che la sanno lunga.

  12. Scritto da antonella d.

    Di cosa state discutendo? Calderoli ha citato o no una persona inesistente? E il Corriere gli è andato dietro senza fare una verifica, sì o no? Rispondete a Travaglio su questo. E se volete fargli le pulci provate almeno a rispettare la sintassi, visto che si leggono strafalcioni che rischiano di confermare la sua tesi.

  13. Scritto da fm

    Cara Antonellad, non c’è nulla da confutare negli argomenti di Travaglio se non prendere atto che ciò che si pronuncia “biuaenan” non si scrive Wuhan (pronuncia probabile “viuaan”).
    Quello che è ridicolo è che chi si scaglia contro “la semplificazione” poi dia a 900.000 bergamaschi (o a metà degli italiani a seconda di come si intenda quel “dalle sue parti”) degli ignoranti compiendo una grossolana semplificazione. In malafede Travaglio, come al solito.

  14. Scritto da Fabrizio del Dongo

    Non amo particolarmente Travaglio perché appartiene alla categoria dei moralisti,ma questa volta ci azzecca.Abbiamo una classe politica di asini e continuo a meravigliarmi che i nostri amici della gloriosa borghesia lombarda,che hanno sempre la puzza sotto il naso, si facciano rappresentare a Roma e quindi anche in Europa dai Bossi,che riscrive la storia di Aberto da Giussano,con il vergognoso beneplacito della RAI, e dall’intrepido “Pota”Calderoli.

  15. Scritto da Roberto Bruschi

    Un’uomo che fà la sua fortuna? Caro sisdela, lei dovrebbe prendere una bella “sidéla” di acqua dell’Arno e lavarci i panni…suvvia, non si scervelli, la citazione non troppo dotta.

  16. Scritto da michele Forchini

    Travaglio sta sulle palle pure a me..fortemente. Ma è indubbio che Calderoli abbia preso l’ennesima cantonata (e finchè si limita a quelle verbali….il problema è che le prende anche materiali). Sul fatto che Travaglio insulti Bergamo beh…fino a che il 60% della popolazione vota un partito carnevalesco e fa figure del menga tipo il famoso concerto saltato di rtl..(umiliati in tutta italia)…cosa vogliamo, essere presi per dei dotti professori?

  17. Scritto da pierangelo

    Aldilà dei pro e contro Travaglio, da tempo mi aspetto che qualcuno dei proponenti vada oltre il citato slogan “federalismo fiscale” e lo possa tradurre in atti e dispositivi tali da farci comprendere meglio cosa si intende. Tradotto in pratica, come funziona la ri-distribuzione delle risorse?

  18. Scritto da Paolo

    va bè ma infierire su Calderoli ormai..la cosa drammatica è chi lo vota lui e i suoi ma ormai ci si è fatta l’abitudine..pota passerà anche questa certo che noi bergamaschi non ce lo meritavamo di essere identificati con costoro

  19. Scritto da michele Forchini

    Il dramma è questo…quando si pensa a Bergamo si pensa subito a Calderoli, la Padania e agli ultrà che sfasciano tutto. una sorta di “pizza, mafia e mandolino” alla bergamasca.
    Invece, come giustamente si è più volte cercato di far uscire, Bergamo è la culla dell’Unità d’Italia tanto quanto Torino. Bergamo è una città degna di essere patrimonio dell’UNESCO…i bergamaschi sono persone vere e toste…purtroppo tendono a prevalere come in tutte le cose i beceri ignoranti.

  20. Scritto da Stefano

    boh…io è da un è pò che mi vergogno di essere Bergamasco, e da un’altro pò che mi vergogno ad essere Italiano…e mi vergogno anche di vergognarmi…ma ragazzi stiamo degenerando sia a livello cittadino che a livello nazionale…

  21. Scritto da Il Bergamotto

    Travaglio è sprecato per l’Unità. Dovrebbe farsi assumere dal circo di Zelig o da Striscia la Notizia.