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La lunga notte dei Ris Sette ore di sopralluogo

Il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri ?? tornato sul luogo del delitto di Mariagrazia Pezzoli per sette ore, con due equipe diverse. Individuate molte impronte, riserbo sulle tracce biologiche. In mattinata ?? ripreso a ritmo serrato il lavoro degli inquirenti a Bergamo, tra interrogatori e tentativi di ricomporre un puzzle sempre pi?? intricato.

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I Ris torneranno sul luogo dell’omicidio di Mariagrazia Pezzoli, in via Cinque Martiri 65, a Vertova. Gli inquirenti ritengono infatti che dopo la ricerca di impronte e di tracce biologiche, in particolare nuove tracce di sangue, vi sia la necessità di esami più specifici. Ma non bastano le analisi ultra sofisticate: oggi è infatti emerso che ben 100 persone, quasi tutte residenti tra Vertova, Ponte Nossa, Gazzaniga e Leffe, sono state sottoposte a semplici prelievi di saliva, man mano venivano (e vengono tuttora) ascoltate dagli inquirenti. L’obiettivo è confrontare la mappa genetica (dna) emersa dai tamponi di saliva con gli eventuali riscontri sulle tracce di sangue rinvenute nello studio e nel retro dello studio della casa della Pezzoli. Sangue tuttora al vaglio dei Ris di Parma. Su questo fronte c’è comunque il massimo riserbo: se fosse già emersa una corrispondenza tra il sangue rinvenuto sul posto e la saliva prelevata ad una delle cento persone ascoltate, il registro degli indagati sarebbe stato aperto automaticamente. Così non è stato, fino ad ora. Oggi, inoltre, i carabinieri del nucleo investigativo hanno ascoltato altre 5 persone.

Circa 7 ore di sopralluogo per individuare decine di impronte e catalogare qualsiasi traccia biologica utile ad eventuali test del Dna. L’obiettivo è arrivare al dunque sull’omicidio di Vertova. Mariagrazia Pezzoli, 45 anni, imprenditrice e moglie di Giuseppe Bernini, suo socio e assessore allo Sport, era stata uccisa attorno alle 14 del 24 luglio. Ieri, 6 agosto, il Reparto investigazioni scientifiche di Parma è tornato sulla scena del crimine: le operazioni per i rilievi sono state suddivise in due fasi, dalle 16 alle 21 per individuare impronte e dalle 23 fino a notte fonda per eventuali tracce biologiche. Sul posto anche tre militari che hanno lavorato anche a Cogne e a Parma per l’omicidio del piccolo Tommaso. Tra i parenti della vittima sono tornati in via Cinque Martiri, durante il sopralluogo, solo i due zii diretti della vittima, che già avevano seguito ogni pratica per l’autopsia e i funerali. Non si è visto, invece, Giuseppe Bernini.
L’abitazione di via Cinque Martiri 65, a Vertova, è stata passata al setaccio. Nessun locale dove la vittima si trovava almeno fino ad un quarto d’ora prima di essere uccisa, è stato risparmiato dalla “lente” ipertecnologica dei Ris: la cucina al primo piano, dove la Pezzoli stava cucinando solo per sé fino alle 13,30; le scale che scendono all’ingresso; il portone che la vittima avrebbe aperto all’assassino; lo studio al piano terra utilizzato per la contabilità della ValCop Sas (l’azienda cointestata a marito e moglie, ieri al centro dell’attenzione per la morte sul lavoro di un operaio); lo sgabuzzino sul retro dello studio (nella foto in basso ripreso dall’esterno), una sorta di locale taverna pieno di vecchie borse, di scatoloni, di scaffali per bottiglie di vino.
In quell’ambiente confuso l’assassino si è accanito sulla vittima, dandole buona parte delle 30 coltellate individuate durante l’ispezione cadaverica, di cui una decisiva al collo. Ed è stato proprio nel retro dello studio che le impronte trovate e fatte risaltare dalle polveri speciali dei Ris sono state molte: impronte di dita e palmi di mano. Sul numero esatto delle impronte rilevate e portate via dalla scena tramite particolari adesivi, c’è il massimo riserbo: sono state sicuramente nove, come ben spiegavano gli stessi adesivi numerati in serie sulla porta dell’abitazione, ma il conto è sicuramente più alto.
Non sono emersi, per ora, particolari sulle tracce biologiche individuate, che potrebbero diventare decisive per i test del Dna. Eventualmente anche per un confronto con quelle quattro gocce di sangue trovate fuori e dentro lo studio, le cui analisi per ora non hanno portato ai risultati sperati. Dopo le sette ore del sopralluogo suddiviso in due tranche, oggi il lavoro degli inquirenti in quel di Bergamo è ripreso a ritmo serrato, fin dalle 8 del mattino. Si vuole arrivare al dunque, il più presto possibile.

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