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“Comunit?? Montane, non sopprimete quella della Valdiscalve”

Il presidente Franco Belingheri sottolinea le ragioni per cui l'ente non deve essere cancellato e annuncia che ?? stato istituito un comitato di coordinamento per la mobilitazione dei cittadini contro la decisione della Regione.

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Con la legge regionale n. 19 del 27/6/2008 la Comunità Montana di Scalve ha subito un colpo mortale, essendo stata cancellata nei suoi organi istituzionali ed amministrativi, nel nome di un risparmio economico resosi necessario dalle esigenze del bilancio statale e regionale.
Una Comunità Montana, forse la più autentica dal punto di vista storico (Antica Repubblica di Scalve ai tempi del governo veneto, con la concessione perfino di gestire la giustizia penale in maniera autonoma!), orografico (ancora oggi è un’enclave tra la Presolana, il Pizzo Camino ed il Monte Gleno, tagliata dal fiume Dezzo, affluente dell’Oglio), cultura (ogni manifestazione è resa in forma autarchica a causa delle difficoltà di comunicazione), formativo (la lontananza dai centri di Lovere e Clusone ha rappresentato in passato, ma anche oggi, difficoltà per la frequenza dei giovani alle scuole superiori che, in parte, il Biennio Sperimentale di Scuola Superiore, ha contribuito ad agevolare la partecipazione). 
Le popolazioni delle province di Bergamo e Brescia sono unanimi nel riconoscere la specificità di questa Comunità Montana, che nei secoli ha forgiato anche il carattere delle persone, così da renderle facilmente riconoscibili all’interno della Regione Lombardia
La realtà della Comunità Montana di Scalve è percepita dalla popolazione scalvina come una necessità per i servizi che negli ultimi quarant’anni ha svolto, agevolato e sostenuto e reso partecipe ogni cittadino. 
Il 25 luglio 2008 un’assemblea popolare convocata presso il Palazzo Pretorio, sede storica della Valle di Scalve, ha visto più di cento persone che hanno vivacemente espresso la loro contrarietà circa la soppressione e l’aggregazione ad altra Comunità (di Clusone), decidendo la formazione di un comitato di coordinamento ed organizzativo per la mobilitazione della popolazione contro la decisione della Regione Lombardia.
Gli interventi dei partecipanti sono stati unanimi, senza distinzione di colore politico, nel voler contrastare decisioni centraliste, senza tener conto che la Valle di Scalve è l’unica Comunità inserita al 100 per cento in area Parco, al 92 per cento in area Z.P.S. e S.I.C.
Gli scalvini sono orgogliosi di mantenere il proprio ambiente, come privilegio naturale, ma prima di ogni altra forma vivente, l’uomo merita assoluta considerazione.
La Regione Lombardia non può ignorare la specificità di questa Valle, da tutti considerata "la Svizzera Lombarda" per le bellezze naturali ben curate dagli uomini di queste montagne.

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Commenti

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  1. Scritto da acido

    Approvo pienamente il discorso sugli scalvini e sulla specificità storica e culturale della Valle di Scalve.
    Però vorrei che ci spostassimo su un piano concreto:
    Belingheri conosce sicuramente molto bene il bilancio della “sua” comunità montana. Potrebbe rendere pubblici i costi annuali della stessa (dipendenti, amministratori, spese correnti, spese d’investimento, mutui, ecc) e spiegare le azioni concrete che sono state portate avanti dall’ente nell’ultimo anno di attività?