BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Non usiamo l’acqua per Eluana, ma per i 5 mila bambini che muoiono di sete”

Il dottor Giuseppe Remuzzi interviene nel Caso Englaro sposando la decisione di interrompere l'alimentazione forzata. E critica l'iniziativa di lasciare bottiglie di fronte alle chiese. "L'acqua del Duomo non serve a Eluana, ma a chi soffre in Asia e in Africa".

Più informazioni su

Tutto fermo per Eluana. La Procura generale di Milano ha fatto ricorso in Cassazione e ha chiesto di sospendere il "via libera" della Corte d’Appello del capolupogo lombardo. Intanto la Camera ha approvato la mozione per sollevare un conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Si attende il voto del Senato. A Montecitorio hanno votato a favore solo deputati del Pdl, della Lega e dell’Udc; contro hanno votato quelli dell’Idv. I deputati del Pd non hanno preso parte alla votazione. Eluana Englaro vive in coma vegetativo da 16 anni. Secondo la sentenza pronunciata dalla corte d’Appello civile di Milano, e confermata in Cassazione, il padre della ragazza, Beppino Englaro, può chiedere sin da subito ai medici di interrompere il trattamento che tiene in vita Eluana. Ora invece la decisione della Camera che solleva il conflitto di poteri tra quello giudiziario e legislativo. La decisione di sospendere l’alimentazione a Eluana, come stabilito dai giudici, potrebbe essere rivista.
Su questa spinosa vicenda ospitiamo un intervento controcorrente del dottor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Negri di Bergamo.

Da oggi, sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte  bottiglie d’acqua”. Tanti, hanno risposto all’appello e adesso l’acqua è lì “per protestare la compassione” perché “molti nel mondo hanno sete e rischiano di morire. Ma nessuno come Eluana Englaro”.

Quanti sono questi che hanno sete, tanto per cominciare? Un miliardo di persone, in Asia e Africa soprattutto. E ce ne sono quasi due miliardi e mezzo che non hanno accesso ai servizi igienici. Ogni giorno muoiono due milioni di persone  per diarrea, in gran maggioranza sono bambini con meno di cinque anni di età. Vivono in condizioni disperate, poverissimi, ai margini delle città o nelle campagne, non hanno acqua, né servizi igienici ma nemmeno Ospedali e scuole e dipende soprattutto dall’acqua. Sono le donne che più di ogni altro, portano il peso di questo dramma. Sono loro che viaggiano ogni giorno per procurarsi l’acqua. Quasi sempre si portano dietro i figli che se no non sanno dove stare.

Qualcuno l’acqua alla fine la trova ma non è mai pulita e dopo, tempo ed energie per andare a scuola non ne hanno più. E l’acqua contaminata contribuisce di più di qualunque altra cosa al diffondersi di malattie infettive, la schistosomiasi – viene da un parassita che vive nell’acqua – vermi soprattutto e tante altre. Queste malattie causano anemia e difetti di crescita. E riducono la capacità di apprendere. Andare a scuola in quelle condizioni lì, ammesso di averla la scuola e di poterci arrivare, serve a poco.

Un bambino malato porta via alla mamma tutta la giornata e così non c’è più tempo per fare altro e per gli altri figli. Oggi ne moriranno cinquemila di questi bambini e cinquemila domani e cinquemila dopodomani e sarà così  per tutti i giorni di quest’anno e  dei prossimi. Basterebbe dell’acqua pulita per evitare tutto questo. L’OMS  ha calcolato che con poco più di un miliardo di euro per anno se ne salverebbero tanti di questi bambini. Per esempio, si potrebbero dotare le famiglie più povere di certi sistemi fatti per trattare e conservare l’acqua che costano pochissimo.

Qualcuno nel portare l’acqua al Duomo ha scritto che si fa  per dire “sì, vita a tutte le vite”. Giusto, giustissimo.

Per dire sì alla vita di quei bambini là, a me pare, più che a quella di Eluana, che è vita per modo di dire. Apre e chiude gli occhi ma non ha nessuna coscienza di sé né dell’ambiente che la circonda e non l’avrà mai. Se uno resta in stato vegetativo per più di sei mesi o per un anno o tanti anni, lo stato vegetativo è permanente. Eluana  è così da 16 anni. E’ stato così anche per Terri Schiavo, 15 anni di stato vegetativo poi s’è sospeso tutto ed è morta, per disidratazione. Il suo cervello pesava la metà del peso di un cervello normale e di neuroni negli emisferi non ce n’erano più.

C’è chi sostiene che non si debba mai sospendere nutrizione e idratazione a questi ammalati perché hanno il diritto a vivere “fino alla fine naturale della vita”. Che per Eluana sarebbe stata 16 anni fa se i medici non l’avessero rianimata. L’hanno fatto per dare al suo cervello una possibilità per quanto piccola di riprendersi, non è successo. Allora era giusto rianimarla. Adesso è giusto fermarsi. L’acqua del Duomo a Eluana non serve. Ai cinquemila bambini che moriranno oggi servirebbe e come. Ma noi quelli lì non li vediamo. Chissà dove sono, è un po’ come se non ci fossero.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Pol.sco.

    Non è provato che le persone come Eluana non provino niente
    Trattasi comunque di un omicidio, per fame e per sete
    P.S. Se moralismo vuol dire opporsi al togliere la vita agli altri, siano essi stupratori ed assassini di donne e bambini od innocenti ragazze che hanno subito un incidente stradale, sono orgoglioso di esser definito moralista, magari da uno con la filosofia abortista del “tolto il dente tolto il dolore”

  2. Scritto da lello da nese

    Se qualcuno vuole rifarsi una verginità perduta gli consiglio di andarsi a prenotare una stanza in una clinica parigina, sono bravissimi nel “ricostruirtela”. Eh-eh, filosofia abortista? no caro, acqua, sei in mare aperto… Legittima e condivisibile la battaglia civile del dottor Remuzzi.

  3. Scritto da Stefano T

    Con tutto il rispetto per Ivan: nessuno si sognerebbe neanche di pensare lontanamente di togliere la vita a chi ha un difetto fisico ma è capace di intendere, di volere, di percepire la realtà esterna e di interagire con essa in qualsivoglia modo. Qui il caso è diverso: Eluana non ha la minima coscienza nè di sè nè del mondo esterno. Esistono criteri rigidissimi per dichiarare lo stato vegetativo. Ritengo obbligare a 16 anni di permanenza in QUESTO stato un insulto profondo per la dignità umana

  4. Scritto da lello da nese

    Se c’è una cosa che da fastidio sono i moralisti in servizio permanente effettivo. E qua sotto, uno in particolare, sta veramente debordando…

  5. Scritto da Pol.sco.

    Grande Ivan
    Che tutti meditino sulle tue parole che valgono mille volte di più di quelle dei liberali d’accatto

  6. Scritto da Pol.sco.

    La demagogia delle affermazioni di Remuzzi batte tutti i record. Ed io che ho permesso a sua moglie di subentrarmi in Consiglio Comunale!
    Non è non facendo morire di fame e di sete una ragazza italiana che si salvano gli altri destinati alla stessa fine!

  7. Scritto da Un Bergamasco della bassa

    Non capisco cosa centri la moglie di Remuzzi e le opionioni espressa dal dottor sul caso Englaro. E’ proprio vero: Bergamo è una provincia borghese e bigotta. E’ sempre stato così e resterà sempre così.

  8. Scritto da al

    Due concetti diametralmente opposti e tutti e due accettabili:
    1. Nessuno dovrebbe avere il diritto di dire cos’è o non è vita e di toglierla a qualcun altro
    2. Nessuno dovrebbe avere il diritto di interrompere il naturale decorso della morte (parole del Prof. Defanti)
    Un bel dilemma. Le facili soluzioni e i pregiudizi sui benpensanti – moralisti – integralisti cattolici , quelle sì, sono solamente chiacchiere.
    Aggiungerei un altro punto di vista: la disidatrazione indotta è una tortura.

  9. Scritto da Principebianco

    Se fossi il padre di questa ragazza avrei già da tempo staccato la spina consegnandola alla giusta morte ed assumendo con serenità ogni conseguenza morale e giuridico-penale.
    Per il resto concordo con il Sig. Pol.sco: la demagogia di Remuzzi è semplicemente fuori luogo e sgradevole, con questa inutile boutade strumentalizza e dissacra il giusto percorso di ogni essere umano verso la morte.

  10. Scritto da R

    Pol.sco., non credo proprio che sia demagogia. Innanzitutto ritengo che ogni intervento che muova il pensiero ormai addormentato su certi argomenti, quale la povertà, la fame, le malattie ecc. delle popolazioni del terzo mondo, sia meritevole di essere fatto.
    Credo che chi cerca di andare oltre la morale inculcata dalla Chiesa, soprattutto in Italia, può credere che quelle centinaia di bottiglie possano considerarsi uno spreco.

  11. Scritto da Stefano T.

    Ma quale demagogia… C’è troppa gente che sta parlando su questo argomento. L’unica voce non ascoltata è quella di Eluana che aveva consapevolmente chiesto di non essere trattata in questa maniera indegna di un essere umano!
    Ringrazio il dr. Remuzzi che ripristina le priorità e lo invito a continuare a parlare e a scrivere su questa linea. Data la sua “visibilità mediatica” e soprattutto la sua autorevolezza scientifica spero abbia un notevole impatto sulla pubblica opinione.

  12. Scritto da Max Oliva

    Che tristezza gente, che tristezza. Sono ateo, non sono nemmeno stata battezzato e non voglio farlo ma uno IL BUON SENSO per valutare le situazione. Ma se uno è depresso e usa le stesse vostre argomentazioni dicendo – la mia non è vita- lasciate che si butti da un ponte? Queste persone hanno solo bisogno di assistenza, per questo bisogna lottare, perchè abbiano aiuto, agevolazioni, sostegno, non per far morir di stenti una donna….che tristezza.

  13. Scritto da fm

    Se a un’ipotetica biennale venisse presentato un Cristo in croce con un tubo in gola per farlo respirare e qualche ago nel braccio per alimentarlo, prolungandone infinitamente l’agonia mi chiedo come reagirebbe il popolo degli acquaioli. Il testamento biologico è la via d’uscita. Nessuno dovrebbe avere il diritto di prolungare artificialmente la vita di fronte a una volontà chiaramente espressa.

  14. Scritto da F.

    Sono assolutamente d’accordo con Stefano T. Tutte le persone hanno il diritto di avere una opinione e di decidere come vogliono. Eluana però aveva deciso cosi’ e non verrà nèanche ascoltata… E’ una vera vergogna Italiana.

  15. Scritto da lello da nese

    ah-ah tutto da ridere sulla sacralità della vita immolata ogni giorno nei cantieri, nelle officine, ecc. Condivido il pensiero del dottor Remuzzi. Demagogia? Ma per favore…

  16. Scritto da valter grossi

    Le scelte sui valori ultimi non competono la politica, ma appartengono alla sfera individuale. Lo Stato, attraverso il principio di tolleranza, deve garantire la pluralità delle differenti opzioni etiche.
    Nel caso di Eluana occorrerebbe più rispetto verso familiari e medici, evitando strumentalizzazioni, che evidenziano la pretesa di imporre convizioni morali e religiose univoche.
    E’ ora che il PD rilanci con forza la proposta Marino sul testamento biologico.

  17. Scritto da Ivan

    Ciao a tutti. Son un ragazzo non vedente. Prima di perdere la vista in un incidente più volte ho detto “se mi dovesse succedere, meglio morire”, ma ora nn voglio morire, la vita per me è difficile ma voglio viverla. Se penso che, se avessi perso la capacità di comunicare, qualcuno si sarebbe potuto appellare a quele parole, mi vengono i brividi.

  18. Scritto da ARCIEREBERGAMSCO

    Pol.sco
    io invede trovo che il dott porti la gente apensare, ognuno è libero di pensare come vuole su questo argomento, ma l’uso dell’acqua mi sembra davvero inutile e un insulto a chi l’acqua non ce l’ha!
    Ora un foglio, con una scirtta, o fore una foglia che poi per effetto della disidratazione poteva essere un simbolo piu intelligente. Non trovi, io fossi uno che non ha l’acqua e sapessi di gente la spreca cosi mi incazzerei…
    ha! per la cronca anche io come pirncipebianco avrei già staccat..