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La storia olimpica di Bergamo tre ori e cinque argenti

Nelle 26 edizioni dei Giochi finora disputate la nostra provincia vanta 75 presenze. Viaggio tra cifre e curiosità dei bergamaschi a cinque cerchi, dalla prima prima partcipazione femminile alle cinque presenze dlela veterana Bonanomi, dai trionfi nel ciclismo alla sfortuna di Brembilla.

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BERGAMO ALLE OLIMPIADI

 
Quante sono le partecipazioni bergamasche ai Giochi olimpici estivi?
Nelle 26 edizioni delle Olimpiadi sin qui disputate (contando anche quella dei Giochi intermedi di Atene 1906), Bergamo vanta 75 presenze (di cui 22 al femminile), collezionate da 59 atleti (15 donne).
 
In quante edizioni Bergamo è stata rappresentata?
Diciannove su ventisei: da Londra 1948 è sempre presente con almeno un atleta.

In quale edizione fu presente il primo bergamasco?
Già a Parigi 1900, nella seconda edizione. Ernesto Mario Brusoni, detto Enrico, nato ad Arezzo ma trasferitosi a Bergamo giovanissimo, prese parte alle gare di ciclismo. Il 15 settembre, al Velodromo di Vincennes, sfidò sui 10 giri di pista (5 km) altri 27 atleti nella corsa a punti. E la vinse, totalizzando più punti di tutti. Ma non seppe mai che quel successo valeva l’oro olimpico. La gara, come tante altre, è stata a lungo considerata una competizione di contorno all’Esposizione Universale, ma nel 1988 lo storico Bill Mallon, ricostruendo la storia dei Giochi parigini, ha appurato che invece si trattava effettivamente di una delle prove olimpiche. E Brusoni (che poi prese parte anche al torneo di velocità, uscendo in batteria) è diventato, 88 anni dopo, il primo italiano a vincere un oro nel ciclismo.

A quando risale la prima partecipazione femminile?
Ai Giochi di Roma 1960, quando Elivia Ricci prese parte alla gara del lancio del disco: fu eliminata in qualificazione.

In quante discipline la nostra provincia è stata presente sinora?
Quindici: ciclismo, scherma, atletica leggera, calcio, canottaggio, nuoto, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, trampolino elastico, boxe, mountain bike, tiro a volo, pallavolo, judo e vela.

Quale è lo sport più rappresentato?
Il ciclismo, con 20 presenze e 15 atleti. Poi c’è l’atletica leggera, con 13 presenze e 10 atleti.

Qual è l’edizione con il maggior numero di bergamaschi in gara?
Atene 2004, con 10 atleti. Seguono Sydney 2000 e Atlanta 1996 (9).

Chi ha partecipato al maggior numero di edizioni dei Giochi estivi?
Dieci atleti hanno preso parte a più di un’Olimpiade. Il record di presenze appartiene alla ciclista Roberta Bonanomi, con 5 gettoni: ha esordito a Los Angeles 1984 e poi è stata presente a Seul ’88, Barcellona’92, Atlanta ’96 e Sydney 2000. E’ seguita dai nuotatori Emanuele Merisi (4: 1992, 1996, 2000 e 2004) ed Emiliano Brembilla (3: 1996, 2000 e 2004, ma a Pechino salirà a quota 4). Con 2 presenze ci sono: Domenico Cambieri (canottaggio, 1948-1952), Gianfranco Baraldi (atletica: 1956-1960), Vincenzo Guerini (atletica: 1972, 1976), Agnese Maffeis (atletica: 1992-1996), Luca Ghezzi (canottaggio: 2000-2004), Monica Bergamelli (ginnastica artistica: 2000-2004). A Pechino, Ghezzi e Bergamelli saranno in gara per la terza volta; il judoka Paolo Bianchessi, la ciclista Vera Carrara, i ginnasti Daniela Masseroni e Flavio Cannone per la seconda.

Chi ha disputato il maggior numero di gare nella stessa edizione e complessivamente?
In quattro, tutti nuotatori, hanno partecipato a tre gare nella stessa edizione: Antonella Roncelli (Montreal ’76), Marco Colombo (Los Angeles ’84), Emanuele Merisi (Atlanta ’96) ed Emiliano Brembilla (Atlanta ’96, Sydney 2000 e ad Atene 2004). Proprio Brembilla è l’atleta che ha preso parte al maggior numero di gare olimpiche: 9.

Quante medaglie d’oro ha vinto la provincia di Bergamo ai Giochi estivi?
Tre, tutte nel ciclismo. Oltre a Brusoni, sono saliti sul gradino più alto del podio Marino Morettini e Giacomo Fornoni. Morettini, pistard di Vertova, ai Giochi di Helsinki ’52 trionfò nell’inseguimento a squadre con Guido Messina, Mino De Rossi e Loris Campana: in finale il quartetto azzurro rifilò 6”5 al Sud Africa. A Roma ’60, invece, nella 100 chilometri a squadre il successo arrise a Giacomo Fornoni, da Gromo, con Antonio Bailetti, Ottavio Cogliati e Livio Trapè: netta fu l’affermazione azzurra, davanti a Germania e Unione Sovietica, al termine di una gara funestata dalla morte del danese Jensen, che collassò a causa del caldo, cadde e si fratturò il cranio, dopo aver assunto uno stimolante.

Quante sono invece le medaglie d’argento e di bronzo?
Otto. All’argento sono arrivati lo schermitore Riccardo Nowak (Londra 1908, sciabola a squadre), i ciclisti Marino Morettini (Helsinki ’52, chilometro da fermo), Guglielmo Pesenti (Melbourne ’56, velocità) e Imelda Chiappa (Atlanta ’96, prova in linea su strada, unica medaglia di sempre di un’azzurra nel ciclismo su strada) e la ginnasta Daniela Masseroni (Atene 2004, concorso a squadre di ritmica). Hanno vinto il bronzo i nuotatori Emanuele Merisi (Atlanta ’96, 200 dorso) ed Emiliano Brembilla (Atene 2004, 4×200 stile libero) e il portiere Ivan Pelizzoli (Atene 2004, calcio).

Qualcuno ha vinto anche la “medaglia di legno”, cioè è finito ai piedi del podio?
L’oscar della sfortuna spetta al nuotatore Emiliano Brembilla, che ha collezionato quattro quarti posti. Ad Atlanta ’96, non ancora diciottenne, nei 400 stile libero e nei 1500 stile libero. A Sydney 2000 sempre nei 400 (per 1 centesimo di secondo!) e poi nella 4×200 stile libero. Ma nel conto ci sono altri 6 quarti posti: Riccardo Nowak (Londra 1908, scherma, spada a squadre), Silvestro Milani (Mosca 1980, ciclismo, inseguimento a squadre), Pietro Vierchowod (Los Angeles 1984, calcio), Rossano Brasi (Barcellona ’92, ciclismo, inseguimento a squadre), Luca Ghezzi (Sydney 2000, canottaggio, otto), Vera Carrara (Atene 2004, ciclismo, corsa a punti).

Ci sono bergamaschi che si sono ritirati in una gara olimpica?
Sì, tre. A Stoccolma 1912 Guido Calvi non tagliò il traguardo della batteria dei 1500: due giorni prima aveva peraltro già disputato gli 800, finendo quinto sempre in batteria. A Melbourne 1956, invece, il maratoneta Rino Lavelli si fermò poco dopo il 25° chilometro, alle prese con problemi di stomaco: aveva commesso l’errore di mangiare prima della gara una bistecca. Infine, a Sydney 2000, la ciclista Roberta Bonanomi, alla quinta partecipazione, fu costretta ad abbandonare in lacrime, a causa di una caduta, piena di escoriazioni,  con un’anca gonfia e una spalla dolorante.

Quale è il più giovane bergamasco partecipante ai Giochi estivi?
Il record di precocità spetta a Valentina Rovetta, che partecipò al concorso a squadre di ginnastica ritmica ai Giochi di Atlanta ’96, finendo settima: il giorno della gara aveva compiuto 16 anni da una settimana. Altri sei bergamaschi hanno preso parte ai Giochi da minorenni: le ginnaste Monica Bergamelli (Sydney 2000, 16 anni e 116 giorni), Francesca Morotti (Atlanta 1996, 16 anni e 236 giorni) e Irene Castelli (Sydney 2000, 16 anni e 316 giorni), i nuotatori Antonella Roncelli (Montreal 1976, 17 anni e 78 giorni) ed Emiliano Brembilla (Atlanta 1996, 17 anni e 222 giorni) e la ciclista Roberta Bonanomi (Los Angeles, 17 anni e 288 giorni).

E il più anziano?
La stessa Bonanomi: alla sua quinta, sfortunata, partecipazione, si presentò all’età di 33 anni e 347 giorni. Altri tre atleti hanno partecipato da ultratrentenni: i maratoneti Davide Milesi (Atlanta ’96, 31 anni e 221 giorni) e Antonella Bizioli (Seul ’88, 31 anni e 178 giorni) e lo schermitore Antonio Albanese (Città del Messico ’68, 30 anni e 324 giorni).

Quale è il comune che ha avuto più atleti ai Giochi?
Considerando il comune di nascita, dopo Bergamo (12) ci sono Alzano Lombardo e Treviolo (3). Per comune di residenza, invece, Bergamo (12) è seguita da Treviolo, che vanta addirittura 5 olimpici.

Quali bergamaschi hanno legato il loro nome più a imprese extraolimpiche che non ai Giochi?
Il nome più famoso è quello di Felice Gimondi, che a Tokyo 1964 prese parte alla gara in linea di ciclismo chiudendo in gruppo (33°) dopo essersi sacrificato a favore del compagno Mario Zanin, vincitore della medaglia d’oro. Poi ci sono i calciatori Giuseppe “Bepi” Casari (eliminato nei quarti a Londra ’48) e Pietro Vierchowod (quarto a Los Angeles ’84).

Ci sono atleti bergamaschi che hanno addirittura rischiato di morire ai Giochi?
Nel 1956, a Melbourne, Gianfranco Baraldi, dopo essere stato eliminato nelle batterie degli 800 e dei 1500, fu “fortunato” protagonista di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze serissime. Durante una sfida a calcio al villaggio olimpico con gli azzurri del ciclismo, nel rincorrere il pallone andò a sbattere contro un filo metallico steso dagli atleti russi per appendere i panni e per poco non ne uscì con la carotide tranciata.

A Mosca 1980, per il boicottaggio contro l’invasione sovietica in Afghanistan, l’Italia lasciò a casa gli atleti militari. Tra questi c’erano anche atleti bergamaschi?
Sì. E c’era anche un aspirante al podio, il ginnasta Rocco Amboni: non a caso l’anno dopo vinse l’argento agli Europei.

 

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Commenti

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  1. Scritto da NINO CASSOTTI

    PAOLO MARABINI E’ SEMPRE FORTISSIMO, IL MIGLIORE!
    CIAO DA NINO CASSOTTI – http://WWW.CASSOTTI.COM