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“Rifondazione sta con Bruni perchè non conta niente”

L'ex assessore Roberto Trussardi interviene nel dibattito apertosi dopo il congresso del partito sulle alleanze per le elezioni amministrative.

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A scatola chiusa, diceva un vecchio spot pubblicitario, compro solo Arrigoni. Rifondazione Comunista bergamasca, invece, compra a caro prezzo il pacco vuoto dell’alleanza con Bruni alle elezioni amministrative della primavera 2009. Ezio Locatelli, il "nuovo" segretario del partito locale, lo ha già detto a chiare lettere: l’alleanza col centro sinistra a Bergamo non si discute, sennò vincono le destre. Come se il centro sinistra, vecchio arnese, relitto del passato, sia stato in grado di fermarle le destre, che a livello nazionale sono molto più forti di prima con una sinistra extraparlamentare  in piena crisi di identità.
Il congresso nazionale del partito è andato, per fortuna, in una direzione diversa: è stato eletto segretario Ferrero e bocciato Vendola, il quale di fatto proponeva la prosecuzione del bertinottismo, ovvero la costruzione del comunismo dal salotto di porta a porta. È positivo che Ferrero, che ha avuto la maggioranza in tutte le regioni del centro-nord, sia diventato segretario poiché, forse, potrà arrestare la deriva governista di un partito nel quale non si riconoscono più gli elettori e gli stessi militanti, in fuga da un agglomerato informe e senza identità.
E’ molto importante anche che Ferrero abbia riconosciuto l’utilità di interlocuzione con l’IDV e con quelli che sprezzantemente Bertinotti definisce giustizialisti. Il centrosinistra, a livello nazionale e a livello locale, ha prodotto macerie. Anzi, il livello locale si è rivelato anche peggiore producendo giunte disastrose come quelle di Penati in provincia di Milano, di Cacciari a Venezia, di Veltroni a Roma, di Del Turco in Abruzzo, di Bassolino in Campania, di Loiero in Calabria. Quest’ultimo consiglio regionale vanta un singolare primato: sono più i consiglieri indagati di quelli che non lo sono.
A
Bergamo il rapporto col centro sinistra non è andato meglio: Rifondazione è ridotta ad un elemento di contorno quasi folkloristico, intenta a gestire il bilancio partecipato su aspetti marginali dell’amministrazione mentre il resto della maggioranza, in cambio, ottiene il via libera alle edificazioni che stravolgeranno  la città. Insomma, Bruni e i suoi consiglieri Rifondazione l’hanno legata e imbavagliata, usando intelligentemente il bastone e la carota, come nelle migliori tradizioni. Anche il più importante quotidiano locale sembra contento.
La prova del nove? La prevista vendita dell’area dell’attuale ospedale, dove il programma Bruni (pagina 67) prevedeva un campus universitario e dove invece si faranno condomini e negozi. La privatizzazione di un’area bellissima e strategica. Una vera bestemmia per Rifondazione che fino a pochi anni fa su un progetto del genere avrebbe fatto le barricate. Figuriamoci se l’avesse fatto l’ex sindaco Veneziani… Ora no, pur di non rompere con Bruni Rifondazione si adegua e accetta l’impensabile, così come si berrà, se quelli non andranno con la destra, un allargamento della maggioranza ai centristi di Casini e Pezzotta, i reazionari cattivi del family day. La sinistra va ricostruita dalle fondamenta, recuperando un progetto, un’identità una diversità prima che sia troppo tardi. A forza di proporre il meno peggio si giunge alla bancarotta.

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Commenti

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  1. Scritto da Pol.sco.

    Ogni riferimento a come Trussardi è stato cacciato dalla Giunta dal Sindaco Bruni è puramente casuale…