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Lettera aperta a Bettoni sulla pista ciclabile

Con la mia bici da corsa vado sulle strade delle valli Bergamasche,e non solo, in compagnia di tanti amici da 50 anni. Stamattina, attratto dalla pubblicità fatta alla pista ciclabile della valle Brembana ho voluto percorrerla tutta per verificarne la validità.

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Lettera aperta a Valerio Bettoni, presidente della provincia di Bergamo. 

Egregio presidente Bettoni
Con la mia bici da corsa vado sulle strade delle valli Bergamasche,e non solo,  in compagnia di tanti amici da 50 anni. Stamattina, attratto dalla pubblicità fatta alla pista ciclabile della valle Brembana ho voluto percorrerla tutta per verificarne la validità.
Partito alle 7.30 da Treviolo raggiungo Zogno dove inizia la pista. Non avendola mai percorsa trovo difficiltà a trovare l’innesto, arrivavo dalla provinciale. Dopo aver chiesto ad un residente, ed avuto conforto, mi avvio. Arrivato ad Ambria la pista scompare. Chiedo informazioni , mi indirizzano sul percorso giusto. Fiancheggiando il Brembo sulla sponda sinistra arrivo a San Pellegrino. E quì veramente non ci capisco più niente. Cartelli  assenti, seminascosti, di diversa forma e colore, pezzi sterrati, barriere per traverso. 
Mi avvio per San Giovanni Bianco, trovo un attraversamento a raso, questo molto pericoloso anche per i ciclisti provetti, in corrispondenza dell’innesto della strada provinciale sulla nuova arteria a scorrimento veloce, ma poco prima la strada "riscomparsa" mi ricompare con davanti un semaforo.
Aspetto il verde, con davanti una bella galleria illuminata, parto e mi affianca un suv che mi sorpassa riempiendomi di fumo. Ma non ero una pista ciclabile?
Finalmente comincio a godermi un poco le qualità della strada decantata nella pubblicità. Ma per incanto la pista riscompare, non ho visto un cartello posto in modo osceno, lo vedrò al ritorno, e mi faccio un pezzo di provinciale con le automobili che mi sfiorano. 
Forse distratto dalle bellezze del panorama, per incanto, pufff: strada scomparsa, cartelli cambiati, non più rettangolari marroni, ma un cartello quadrato bl.u con il disegno della bicicletta.
Sarà la strada giusta? Speriamo.
Poi eccoti quèl che non ti aspetti, un bellissimo ponte dell’antica Roma (???), paesaggisticamente fantastico, ma  ciclisticamente un intoppo incredibile. Praticamente un angolo a 90 gradi appoggiato per terra, e per di più con delle pietre di fiume di Brembo come ciottolato, che per camminarci ci vogliono degli scarponi Vibram. Come faccio io con le tacchette da ciclista? Scendo dalla bici, tolgo le scarpe, mi inerpico sino al culmine e ne discendo con la bici in mano tenendo tirati i freni.
Arrivo a Lenna e qui finalmente scopro il meglio della pista ciclabile della Val Brembana: fondo, strisce, ambiente, tracciato.  
Consentitemi tre cose, una considerazione,una domanda ed un suggerimento.
La pista è molto bella ma al momento, ho visto tante famigliole transitarvi, ma specialmente per i bambini e per i non "pedalatori" è pericolosa. Ho visto piste fuori Bergamo, con attraversamenti, sulle strade con sovrapassi e sottopassi.
Non pensate che un’ opera con tanti soldi spesi dei contribuenti debba essere finita per bene ed in modo da evitare possibili incidenti? 
Per i prossimi bilanci, anziché avviare altre "arabe fenici", mettetevi d’impegno per finirne una. I vostri elettori vostri vi ricorderanno nelle loro "preghiere".
 
Un vecchio ciclista…ma ancora in gamba .
Marino Bonanomi
 
Ps: assiduo lettore del vostro Bergamonews. Caniggia.

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Commenti

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  1. Scritto da caniggia

    Ma scusate …….x la redazione……….. da quando bannate la posta.????????’
    Attenzione ….lavori in corso..?????…………Spero siano solo problemi tecnici.!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Scritto da caniggia

    Errol Flynn d’accordo ,ma come la mettiamo con tutti i comuni mortali ,bimbi compresi ,che in sicurezza vogliono pedalare,e non solo nel cortile di casa…????
    Servono piste che mettano al sicuro dai veicoli a motore.! Oltretutto ricordo che la PISTA DELLA VALLE BREMBANA : non e’ una pista di poco conto, ma di ben VENTIQUATTRO, dicasi (24) km.percio’ uno sforzo economico non indifferente pagato con le tasse di tutti i cittadini. Penso si possa pretendere la sicurezza…! buona pedalata a tutti

  3. Scritto da Errol Flynn

    Le piste sono cosa buona e giusta, ma per quanto mi riguarda faccio fatica a percorrerle. Sono da anni uso a mettere sotto le ruote della mia mountain-bike decine e decine di chilometri d’asfalto, ma le corsie preferenziali non fanno per me. Non le imbocco praticamente mai, mi sento ghettizzato. Non tengo più il conto delle volte in cui ho pedalato sul viadotto di Sedrina. Secondo me i rischi si assottigliano già di parecchio usando la banchina della carreggiata stradale come corsia di marcia.