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I funerali di Mariagrazia Pezzoli Il parroco: no ai pregiudizi contro gli stranieri

Sul fronte delle indagini i carabinieri escludono con certezza che l'uomo di colore visto nei pressi dell'abitazione di Mariagrazia Pezzoli sia stato l'assassino. I cittadini di Vertova e Leffe si sono stretti attorno alla famiglia dell'imprenditrice di 45 anni uccisa giovedì.

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In fondo al testo aggiornamenti sulle indagini

I cittadini di Vertova e Leffe si sono stretti attorno alla famiglia di Mariagrazia Pezzoli, l’imprenditrice di 45 anni uccisa giovedì attorno alle 13 nella sua abitazione di via Cinque Martiri 65. Quello di Vertova, dove la donna viveva, e di Leffe, dov’era cresciuta, è stato un abbraccio commosso, silenzioso, ma ancora pieno di sgomento. Perché su tanti volti che hanno seguito il funerale si leggevano ancora molti dubbi, tanti punti interrogativi. E il parroco, al di là delle indagini, ha voluto fissare un punto con chiarezza: i pregiudizi facili contro gli stranieri non servono, mai.
Mariagrazia Pezzoli non se n’è andata per una malattia, per un incidente come tanti altri, è scomparsa perché qualcuno ha voluto toglierle la vita con violenza, e un funerale che arriva quando la spiegazione di tutto ancora manca è un funerale che più degli altri si decora di sguardi che si incrociano ma non si fermano, di saluti che restano un po’ a metà, di fiori portati da tre bambini, nipoti della vittima, senza che ci sia la convinzione di farlo. Si preferirebbe stare in disparte.
Alle 15 gli sguardi dei partecipanti ai funerali erano tutti concentrati su Giuseppe Bernini, l’imprenditore di 52 anni, assessore allo Sport e marito della vittima (nella foto Bernini con il sindaco, più dietro fratello e sorella della vittima con le rispettive famiglie): il suo volto era triste e cupo ed è stato accompagnato durante il corteo dal sostegno del sindaco Riccardo Cagnoni, che venerdì si sposerà e aveva invitato al matrimonio Mariagrazia Pezzoli e lo stesso Bernini. C’erano anche i fratelli di Mariagrazia, Eugenio e Raffaella, con tutti i figli. E non è mancata una rappresentanza dei partiti ai quali Giuseppe Bernini ha aderito: i deputati Carolina Lussana (nella foto sotto) e Nunziante Consiglio per la Lega Nord, e Pietro Macconi per Alleanza Nazionale.
Il parroco don Enzo Locatelli, durante l’omelia, con lo sguardo rivolto ai fiori bianchi sulla bara, ha utilizzato poche parole, ma pesanti, rivolgendosi a tutti: “Questa è una tragedia, ma dobbiamo essere certi che Dio parla al cuore di chi ha tramato e progettato questo terribile assassinio. Cos’hai fatto Caino? Hai massacrato e crocifisso una vita, ingiustamente”.
Quel che può far più male, poi, ad una comunità come quella di Vertova, secondo il parroco sono i facili pregiudizi: “Le distanze su questa Terra si sono terribilmente accorciate. A Vertova e Leffe abbiamo il mondo intero: c’è tutta l’Africa, c’è l’Asia intera. Quale miglior occasione per rivelare e dimostrare a tutti la nostra identità cristiana?”.
Così, dal pulpito, il parroco ha invitato a riflettere, a non correre verso facili soluzioni forse più immaginate dalla piazza che dettate dal buon senso. Così Vertova ha pregato, i fedeli hanno pregato. Tutti continuano ad interrogarsi. Il feretro di Mariagrazia Pezzoli è stato tumulato al cimitero di Leffe.

Sul fronte delle indagini la giornata del 28 luglio non ha portato sostanziali novità. Ma un po’ più di chiarezza sicuramente. I carabinieri escludono infatti definitivamente che l’uomo di colore visto nei pressi dell’abitazione di Mariagrazia Pezzoli giovedì attorno alle 13, possa essere l’assassino dell’imprenditrice. Quell’uomo dalla pelle scura, che in via Cinque Martiri c’è stato, non c’entra nulla con i fatti di cui si indaga. I carabinieri lo hanno ascoltato in caserma a Fiorano: hanno accertato che è un immigrato regolarmente residente in Italia, non a Vertova, e che è dipendente di un’azienda che ha rapporti d’affari con la ValCop di Giuseppe Bernini, marito della vittima e assessore allo Sport di Vertova.
I militari hanno accertato che quando l’uomo di colore, intravisto anche da una vicina della Pezzoli, si è allontanato a piedi lungo la via, la donna era sicuramente viva. Dopo  l’immigrato l’imprenditrice ha anche incontrato, attorno alle 13,15 del 24 luglio, un altro imprenditore italiano in rapporti con la ValCop: ma anche la posizione di quest’ultimo è chiara. La nuova certezza degli inquirenti sgombera quindi il campo da dubbi che erano stati avanzati da almeno due testimonianze: la vicina di casa della vittima (che è anche una collaboratrice della ValCop) e un giovane di Vertova, che aveva subito dichiarato di aver notato un uomo che usciva dalla porta di casa

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Commenti

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  1. Scritto da Pol.sco.

    Pregiudizi sull’uomo nero? Non mi sembra che ce ne siano. Sono più guardati di malocchio quelli beige e quelli gialli.

  2. Scritto da a

    Mh… gli elefantini fuxia e i canguri verdi poi sono i più terribili.

  3. Scritto da Zsoltan Brockhauser

    Per favore, qualcuno inviti il parroco di Erfa ad evitare sciocche strumentalizzazioni in salsa catto-buonista. Non si parli di idiozie pure del genere “poveri immigrati perseguitati ed additati al pubblico ludibrio”. Un uomo di colore, ex dipendente del marito della vittima, è stato ascoltato dagli inquirenti in base a segnalazioni di alcuni testimoni oculari. Perché prendersela con la società intera?

  4. Scritto da Stefano

    x Zsoltan Brockhauser:perchè forse siamo una società dove fino a quando non vieni condannato sei considerato un probabile innocente…cmq riguardo a vertova vorrei evitare almeno qui che ci si fiondi sull’uomo nero(a livello di opinione publica)…aspettiamo ce la polizia e gli investigatori…se fin ora non hanno detto nulla, secondo me, vuol dire che stanno lavorando e ancora mancano dei particoliari…ci nn ci vuole ne buonismo ne accanimento…tantomeno l’accanimento mediatico.

  5. Scritto da alberto

    T’invito umilmente ad andare anche sul sito dell’eco di bergamo e a leggere le parole del sindaco di Vertova. Se anch’egli fa dichiarazioni di questo genere non è perché sono buonisti. Ma è perché sono realisti.