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Fannulloni a chi?

Le osservazioni di una lettrice all'espressione del ministro Brunetta in tema di “assenteismo e fannulloni statali”

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Spettabile Redazione,

scrivo in riferimento alle recenti norme istituite dal ministro Brunetta in tema di “assenteismo e fannulloni statali”; al di là dell’espressione, decisamente poco rispettosa, che spesso il ministro è solito usare, riferendosi a dipendenti della pubblica amministrazione, mi permetto di fare alcune osservazioni in proposito:

1) Le nuove norme, oltre a prevedere sanzioni pecuniarie da infliggersi ai dipendenti statali in malattia (cosa assolutamente ingiusta, perché si parte dal presupposto che chi è malato sia un impostore e quindi da perseguire), prevedono anche che il dipendente possa ricevere una visita medico-fiscale giornaliera nell’arco complessivo di 11 ore (8-13 / pausa di un’ora 14 – 20); ciò significa che chi ad esempio è solo in casa e magari con la febbre alta, si trova ad essere impossibilitato ad addormentarsi o addirittura andare al gabinetto temendo di non sentire l’arrivo del medico fiscale; credo che anche coloro che sono sottoposti ad arresti domiciliari, non ricevano controlli così pressanti…

2) Già in questi giorni i giornali parlano di un calo di assenze per malattia nella pubblica amministrazione sul territorio italiano (in particolare in Sicilia), dovuto all’effetto Brunetta; è ovvio, essendo sottoposti a tali vessazioni, chi sta male preferisce andare a lavorare piuttosto di subire controlli, che non gli permettono nemmeno di andare in farmacia o a fare la spesa per mangiare… quindi, diciamo chiaramente che con queste nuove modalità “ammalarsi diventa impossibile” e pertanto meglio andare al lavoro, anche dopo aver passato magari una notte a vomitare, piuttosto di vivere la snervante attesa di un controllo su una fascia giornaliera così estesa (ciò, comunque, non significa star bene!!!); vorrei far inoltre notare, che il fatto che una persona stia male e non si senta di recarsi al lavoro, non significa che sia totalmente impossibilitato ad uscire per portare fuori il cane o per acquistare qualcosa (medicine comprese), oppure recarsi da un medico privato, senza necessariamente rivolgersi ad una struttura pubblica; diverso sarebbe (almeno moralmente) se l’interessato si facesse sorprendere in discoteca alla sera o al cinema o in altro luogo di divertimento…

3) Non so quale sia il trattamento economico in caso di malattia nel privato, ma mi sembra di notare che anche i dipendenti privati si ammalano e soprattutto nelle piccole ditte, spesso non esistano provvedimenti vessatori, come quelli decisi dal ministro Brunetta.
L’efficienza nel privato non è sempre così sorprendente come si vuol far credere; non vi capita mai di essere ignorati dai camerieri nei ristoranti? oppure trovarvi in negozi con commessi che hanno poca voglia di servirvi?.. credo proprio che l’inefficienza sia un po’ ovunque e non alberghi solo ed esclusivamente nel pubblico impiego.
E’ assurdo fare di tutta l’erba un fascio, il dipendente malato non deve essere perseguito come una sorta di criminale.. dovrebbe essere il dirigente di ogni ufficio ad istituire collegialmente con i dipendenti stessi delle regole di controllo e a valutare caso per caso, quando effettivamente esistono gli estremi per un controllo anche rigorosissimo; una settimana di influenza in un anno lavorativo, accompagnata magari da due giorni di mal di testa, non credo che rappresenti un caso di assenteismo conclamato.. si ammalano in questo modo anche i pensionati, anche i bambini che vanno a scuola… invece, un dipendente che (guarda caso) si ammala a fine settimana lavorativa o in occasione di ponti.. è decisamente più sospetto e alla lunga, si merita un controllo e accertamenti anche severi.

Io credo che, comunque, non sia bello tacciare di “fannulloni” genericamente i dipendenti pubblici, e considero, come accennavo, di cattivo gusto che queste espressioni che poi diventano di uso comune e magari finiscono nei vocabolari (ad esempio “dicesi fannullone anche dipendente statale”), vengano promosse da un ministro dello stato italiano, il cui intento primario, in definitiva, purtroppo e quello di sfoltire l’amministrazione pubblica, favorire la privatizzazione e trovare il modo migliore per liberarsi dei dipendenti pubblici, da lui considerati parassiti; a proposito di parassiti, vorrei ricordare all’opinione pubblica, che (se non sbaglio), mi sembra di aver letto che il tasso maggiore di assenteismo al Parlamento Europeo, spetta (ovviamente quando si tratta di record negativo, siamo sempre i primi) ai nostri parlamentari, sempre pronti in fatto di buon esempio!

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Commenti

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  1. Scritto da ARCIEREBERGAMSCO

    ora che uno malato possa andare a portare il cane mi sembra un’idiozia.
    Brunetta deve solo far rispettare le regole che il capo ufficio non ha saputo fare.Ora che innumerevoli dipendenti statali si mettano in malattia ogni tre per due e che poi il muretto di casa cresce a dismisura non è una favola, e il capo uffico? si lamenta se degno del suo ruolo, altrimenti fa orecchai di mercante, e se si lamenta che fa? nulla poichè la sua lamente cade nel vuoto tanto una volta assunto nn si può licenziar

  2. Scritto da opencoz

    Per informazione: una visita fiscale costa 141 euro + la maggiorazione del 50% per l’urgenza della visita porta il costo per visita a 211 euro, alla fine dobbiamo aggiungere l’iva….
    ciliegina, dove potremo trovare abbastanza medici fiscali per fare visite in una città anche medio piccola?
    costi da 300-400 mila euro per enti di media dimensione (1000 unità) bisogna trovare altri sistemi al di fuori delle visite fiscali per limitare l’assenteismo
    ps. i prezzi visita sono dell’ aprile 2008

  3. Scritto da Pol.sco.

    Chi è agli arresti domiciliari riceve la visita dei Carabinieri 24 ore su 24
    Non porta il cane a spasso nè va a fare spese
    E non si lamenta se viene trovato all’esterno: semplicemente viene arrestato e finisce in galera

  4. Scritto da Errol Flynn

    Dipendenti pubblici che si lagnano? Cicero pro domo sua, o meglio, la lingua batte dove il dente duole. In realtà l’unico appunto che si può muovere a Brunetta sono i costi, inevitabilmente alti, che il rafforzamento del sistema dei controlli comporterà. Nondimeno, le proteste di chi campa con i soldi di tutti hanno un vizio d’origine: il solito, stucchevole confronto con i presunti “privilegi” di cui godrebbero i dipendenti privati. Confrontiamo i due diversi sistemi di calcolo delle pensioni?