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Don Nozza sull’Osservatore Romano critica le politiche “emergenziali”

Il direttore nazionale della Caritas, bergamasco di Verdello, dalle colonne dell'Osservatore Romano tira le orecchie a chi soffia sulle paure della gente

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Don Vittorio Nozza, direttore nazionale della Caritas, bergamasco di Verdello, sceglie le autorevoli colonne dell’Osservatore Romano per tirare le orecchie a quanti soffiano sulle paure della gente per tornaconto politico. "Le politiche nate dall’urgenza danno risultati deludenti" è il titolo del commento che compare a pagine 3 del giornale vaticano. Senza alzare i toni ma con fermezza, il sacerdote orobico sottolinea come da anni "ogni iniziativa legislativa sull’immigrazione è caratterizzata da un approccio securitario ed emergenziale, ma i risultati sono stati deludenti". Don Nozza espone il punto di vista di una organizzazione che è impegnata in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione degli stranieri. "Quello di cui c’è veramente bisogno è un pacchetto integrazione ricco di azioni capaci di far stare la diversità dentro un sentire e vivere unitario. Oggi sembra invece che vengano sempre più alimentati la paura, l’arroccamento, il rifiuto". Il direttore della Caritas non nega che si debba prestare attenzione alle tensioni. "E’ vero che bisogna recuperare appieno il senso della legalità, ma occorre ridare alla legalità quella dignità e quella forza per cui appaia naturale aderire alla legge e la regola sia espressione chiara ed efficace di valori condivisi". Secca la conclusione di Don Nozza: "Se una società avverte così forte il senso di insicurezza quella società ha fallito qualcosa nella costruzione di sè e, per ovviare a ciò, dovrebbe attivare sani meccanismi di coesione e strumenti che bandiscano forme di separazione, segregazione, discriminazione".  

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Commenti

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  1. Scritto da Principebianco

    A Don Nozza interessano soltanto i contributi diretti per la Caritas e le sinergie (leggi onlus e pubbliche) per una spesa sociale a catinelle.
    Don Nozza è la caricatura perfetta del catto/comunista ideale, che incoraggia alla deresponsabilizzazione individuale ed alla responsabilizzazione sociale: sembra quasi glorificarsi dei problemi e dei reati per divulgare i suoi panegirici positivi.
    La società ha fallito? Ma ha ancora senso parlare di una sola e semplice società? Da rivedere.

  2. Scritto da Pol.sco.

    A Don Nozza occorre ricordare che il 60% della popolazione carceraria è composto da stranieri clandestini. Se non è emergenza questa! Provatelo a chiedere alle vittime dei reati commessi da queste persone: altro che inclusione!

  3. Scritto da traettaalberto@yahoo.it

    Chi ha soffiato sulla paura purtroppo sapeva che sarebbe stato molto efficace: vedi i due commenti qui sotto. Dire che don Nozza è catto-comunista (che vuol dire poi?) è come dire che lo è anche Ratzinger: anch’egli ha invocato infatti, riguardo al problema dell’immigrazione il rispetto dei diritti umani. Ma forse scrivere questo sarebbe troppo impegnativo anche per chi ragiona per slogan indotti. No?