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Una zia: “Spero prendano l’assassinoVoglio guardarlo in faccia”

Fuori dalla camera mortuaria parla una zia di Mariagrazia Pezzoli:"Era così evidente e riconosciuta la serenità della famiglia di Mariagrazia che mai avremmo immaginato una tragedia simile. Viveva tra casa, lavoro e famiglia. spero solo che la giustizia faccia il suo corso, che i carabinieri arrestino l’assassino. Chiunque esso sia voglio guardarlo in faccia, per chiedergli perché l’ha fatto".

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Sono molti i parenti e gli amici di Mariagrazia Pezzoli intervenuti in questi giorni sull’omicidio della loro cara, consumato nell’abitazione di via Cinque Martiri 65, a Vertova. Dopo le lacrime della sorella della vittima, fuori dalla casa subito dopo i fatti, ieri è intervenuta una zia della Pezzoli. E’ una donna anziana, che con il marito sta seguendo tutte le pratiche relative all’autopsia e ai prossimi funerali. Questa mattina, fuori dall’ospedale di Gazzaniga, ha affermato: “Era così evidente e riconosciuta da tutti la serenità della nostra famiglia e di quella di Mariagrazia che mai avremmo immaginato una tragedia simile. La vita di mia nipote si divideva tra casa, lavoro nell’azienda con il marito, famiglia e impegno nel volontariato. Nient’altro. Anche per questo motivo non dormo la notte per cercare di capire cosa possa essere accaduto in quella casa. Davvero non riesco a spiegarmi chi possa aver avuto qualcosa contro Mariagrazia e suo marito, che è un grande lavoratore, sempre in piedi fin dalle quattro del mattino per raggiungere i suoi cantieri”.
L’anziana zia, subito dopo, ha riflettuto sui titoli di giornale e sull’informazione data dai tg durante la giornata di venerdì, il giorno dopo l’omicidio: “Pensavamo davvero che mia nipote fosse morta per una sola coltellata alla gola. Ora leggiamo che le coltellate sono state dieci, o qualcosa del genere. Davvero mi sembra assurdo, non riesco a pensare a Mariagrazia che subisce e vede la morte avvicinarsi. E’ tremendo. Io spero solo che la giustizia faccia il suo corso, che i carabinieri arrestino l’assassino. Chiunque esso sia voglio guardarlo in faccia, per chiedergli perché l’ha fatto”.

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