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Il 25 Aprile si tinge di jazzSi sposta di un mese il Festival di Fresu

Non più a fine marzo ma a fine aprile, precisamente dal 23 al 26: questa la seconda novità della trentunesima edizione di Bergamo Jazz. La prima, già annunciata, è il passaggio di testimone alla direzione artistica del festival: sarà guidato dal trombettista sardo Paolo Fresu, dopo un triennio "innovazione" con lo statunitense Uri Caine.

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Non più a fine marzo ma a fine aprile, precisamente dal 23 al 26: questa la seconda novità della trentunesima edizione di Bergamo Jazz. La prima, già annunciata nei giorni scorsi, è il passaggio di testimone alla direzione artistica del festival: sarà guidato dal trombettista sardo Paolo Fresu, dopo un triennio sotto il segno dell’innovazione con lo statunitense Uri Caine. Stamattina i due musicisti, che proprio ieri si sono esibiti insieme a Milano, sono stati presentati dall’assessore Enrico Fusi e dal direttore del teatro Donizetti Adriano Boffelli.
Le ultime tre stagioni, quelle targate Uri Caine che si è detto molto contento del’esperienza fatta a Bergamo, hanno portato un’aria nuova al festival cittadino dal punto di vista della qualità ma anche sotto il profilo della quantità: gli abbonamenti hanno infatti superato quota 400. E adesso, sulla scia di quanto impostato in questo ultimo periodo, Paolo Fresu, che già dirige il festival di Berchidda in Sardegna, proseguirà puntando, come ha spiegato lui stesso "sul’attenzione ai giovani talenti europei. Vorrei infatti  – ha spiegato il trombettista – trovare uno spazio, nei quattro giorni di rassegna, magari al pomeriggio, per valorizzare le nuove proposte del jazz europeo. Perché questo è un momento fertile per il jazz, un momento ricco di talenti che non sempre riescono a trovare luoghi in cui esprimersi”.
Il neo direttore ha già imbastito il programma, felice dell’opportunità offertagli: “Ammiro il coraggio di Bergamo ­- ha dichiarato – di affidare la gestione del festival a un musicista. Tra l’altro ogni jazzista ha un suo stile particolare, diverso da tutti gli altri, uno stile che però può trovare sintesi. Io e Uri Caine, per esempio, un europeo e un americano, abbiamo sguardi e modi differenti di approcciarci alla musica, ciò non toglie che quando ci esibiamo insieme, come ieri, la sintonia la troviamo, eccome”.
A proposito di esibizioni, il pianista di Filadelfia non chiude qui il suo rapporto con Bergamo, ma nel maggio prossimo si esibirà in un concerto per pianofore e orchestra in un progetto originale dedicato a Gaetano Donizetti.
"Bergamo merita questo coraggio", ha concluso Paolo Fresu. E il coraggio nell’edizione 2009 sarà anche quello di spostare di un mese la data, togliendo peraltro la rassegna dalla sovrapposizione col Bergamo Film Meeting, inserendola nel periodo delle celebrazioni del 25 aprile e aggiungendo anche un giorno in più.

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