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Forza Italia, Università alla CeladinaTentorio frena: l’area Riuniti resti pubblica

Forza Italia ha un ?piano B?

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Forza Italia ha un “piano B” per il futuro dell’Università che continua a preferire nell’area dismessa (prossimamente dismessa) degli Ospedali Riuniti. “Nel caso in cui non si riuscisse per una serie di motivi ad allestire il campus qui – spiega Gianfranco Ceci –, allora guardiamo oltre”. Dove? Non a un campus ma a un polo giuridico-economico d’eccellenza alla Celadina o, in seconda (anzi  terza) battuta a Porta Sud.
In  sostanza gli azzurri orobici fanno propria una proposta degli universitari di destra e cioè, come spiega Stefano Lorenzi, coordinatore cittadino vicario del partito, “dato che in via Dei Caniana gravitano 4.000 persone che si contendono una ventina di aule dove stanno tutti molto stretti, allora utilizziamo quest’area come scambio per averne una migliore”.
E quella migliore sarebbe alla Celadina, precisamente nel piano di recupero del Mercato Ortofrutticolo e all’ex Fervet, cioè “parte in un’area pubblica dove è previsto un non meglio qualificato centro civico e parte in una zona privata – commenta Carlo di Gregorio, dei giovani azzurri -.  L’unico costo per l’amministrazione a quel punto sarebbe la costruzione, l’edificazione ex novo”.
Un cambio di rotta che, ribadisce il capogruppo Ceci “è solo un’ipotesi alternativa a quella del campus, ma che vuole anche tener conto della volontà del rettore di Bergamo di avere un’Università con più poli”.
Non è d’accordo su questa proposta l’altra metà del Pdl, vale a dire Alleanza nazionale: "Noi vorremmo il campus nell’area dei Riuniti. Se nessun altro lo vuole però – spiega Franco Tentorio – noi, in perfetta sintonia con la Lega vogliamo che la metà di quest’area cittadina prestigiosa resti pubblica. Col 50 per cento dell’area si raccolgono i soldi per il nuovo ospedale: se vogliono i fiorellini, allora li paghi la Regione. E comunque rivedico al Consiglio comunale il diritto di scegliere il futuro urbanistico della città. Futuro che non spetta certo ai proprietari delle aree".   

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