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Citt?? Alta, la difesa del Kebab su Facebook Ma c’?? anche chi attacca: meglio la polenta

Sul kebab di Citt?? alta ormai ?? guerra senza esclusione di colpi, almeno virtualmente. In modo spontaneo un gruppo di giovani bergamaschi ha deciso di lanciare in Internet la difesa del nuovo kebab di piazza Mercato delle Scarpe tramite un gruppo su Facebook E in tutta risposta ?? nato, sempre su Facebook, il gruppo "Mura chiuse contro il nuovo Kebab". E c'?? chi ricorda che senza il mais "immigrato" dall'America la polenta non ci sarebbe mai stata.

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Sul kebab di Città alta ormai è guerra senza esclusione di colpi, almeno virtualmente. In modo spontaneo un gruppo di giovani bergamaschi (vedi ad esempio il sito di Simoc78) ha deciso di lanciare in Internet la difesa del nuovo kebab di piazza Mercato delle Scarpe. E nel giro di pochi giorni è nato su Facebook il nuovo gruppo "Salviamo il kebab di città alta". A stretto giro di posta è spuntato, sempre su Facebook, il gruppo "Mura chiuse contro il nuovo Kebab": un titolo inequivocabile.
Ecco la presentazione di "Mura chiuse": "Questo gruppo nasce spontaneamente per rispondere a coloro che sono intervenuti nella sezione di facebook "Salviamo il nuovo kebab" di Città Alta a Bergamo. La querelle, che ormai impazza da giorni anche sui media nazionali, è da poco approdata su facebook. Tutti i cittadini contrari al posizionamento del negozio arabo nel pieno borgo antico sono quindi chiamati a lasciare messaggi, commenti e motivazioni della loro scelta. Per salvare Città Alta, oggi, forse basta un click!" . Tra gli altri argomenti di "Mura chiuse" anche la ricetta per "Polenta e osei" e un attacco alla Torre d’assedio per la risalita di Città Alta approvata dalla Giunta Bruni.
Tutto questo in risposta al gruppo "Salviamo il kebab…", che si presenta così su Facebook: " Per quanti sanno apprezzare il gustoso e ricco insieme di sapori che solo il kebab sa ricreare; per quanti pensano che aprire in Città alta un piccolo bistrò che ci permetta di assaporare questo caratteristico piatto arabo non significhi una nuova Lepanto e l’inizio dell’invasione musulmana nella nostra acropoli e non giustifichi frasi come:via i musulmani da città alta. Per chi per chi ha la testa per saper distinguere tra un integralista islamico e un qualsiasi arabo in gamba che ci consente di stimolare in maniera nuova i piaceri del palato. Per chi è stanco di passeggiare lungo la Corsarola e trovarsi di fronte a cinque gelaterie. Per chi semplicemente ha voglia di mangiarsi un kebab seduto in piazza mercato delle scarpe senza tirarsi troppi pacchi economico-politico-culturali" .
Qualcuno ricorda anche che senza il mais "immigrato" dall’America la polenta non ci sarebbe mai stata.

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Commenti

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  1. Scritto da Casoncello

    L’integrazione passa per il kebab? Allora l’ho favorita anch’io, attraverso un peccato di gola consumato davanti al palasport. Solo ora me lo vengono a dire? Subito una civica benemerenza.

  2. Scritto da Marco Cimmino

    Ma che due palle! E che vendano quel che gli pare: kebab, cuscus, cuori e lingue di pappagallo! Mi pare capzioso, in una società completamente invasa da tutte le peggiori schifezze mondiali, prendersela con questo piuttosto che con quello per la minaccia alla nostra identità. E dove sarebbe, oggi, questa identità? All’Orio Center? Ma fate due passi per il Sentierone o per la Corsarola e guardatela l’identità dei giovani bergamaschi! Tutto parte dalla scuola, non dal kebab!

  3. Scritto da gigio

    Non penso proprio debba considerarsi una questione di razzismo il non permettere certe attività in città alta , ma bensi il buon gusto a non inserire comportamenti e abitudini non consone al luogo e alla storia di questo vecchio e stupendo borgo !!!
    P.S. dovrebbero essere riviste anche altre situazioni !!

  4. Scritto da Farfarello

    Secondo me la cosa più intelligente finora l’ha scritta Giovanni “Che” Locatelli.
    Non credo che la materia del contendere debba essere “Kebab SI'” o “Kebab NO”, altrimenti si rischia di portare il dibattito sul terreno preferito dalla Lega.
    La questione è: Città Alta è una città d’arte che deve essere protetta e pulita come fosse un museo? Bene. Allora NO non solo ai kebab, ma anche ai Mcdonalds, ai ristoranti cinesi, a tutti quei locali “mordi e fuggi” e “fast food” poco “italian style”

  5. Scritto da ureidacan

    Chiudiamo anche il ristorante pizzeria Da Mimmo, o quanto meno facciamo un decreto che impone solo prodotti locali, quali casoncei e polenta taragna. Bandiamo la pizza!

  6. Scritto da Casoncello

    Con tutto ciò, occorre essere intellettualmente onesti e riconoscere che il kebab è assolutamente commestibile.

  7. Scritto da Marco T

    domanda OT: perché i kebab possono rimanere aperti fino alle 6 di mattina?

  8. Scritto da alberto ti

    Perché c’è in giro un sacco di gente fino a quell’ora soprattutto il venerdì sera e il sabato sera , quasi tutti italiani, che si ferma e consuma. Si chiama business. E chi apre un’attività si chiama imprenditore.

  9. Scritto da Principebianco

    La lega nord si sta muovendo con una certa imperizia sull’argomento: mangiano pizza portata a Bg da Mimmo solo negli anni ’50; come pomodori e polenta (mais) importata dalle americhe piuttosto tardi. Per non parlare del tabacco. Altro che colonizazione esogena! Fra l’ignoranza (a zero calorie) ed il kebab cento volte su cento opto per il panino ottomano.
    Un tradizionalista.

  10. Scritto da Mill

    La vitalità di un centro storico è rappresentata dalla varietà e dall’attualità delle sue funzioni, dalla capacità di accogliere stili di vita differenti e soprattutto contemporanei.
    Questo vale anche per Città Alta, se non vogliamo che “l’acropoli” si trasformi in una “necropoli”. Solo i sostenitori di una comunità chiusa possono pensare di tenere la globalizzazione fuori dalle mura, attenzione però, perchè “l’identità uccide”.
    E’ meglio costruire la società aperta, anche con il Kebab !

  11. Scritto da Principebianco

    La tradizione non si tutela ostacolando degli onesti commercianti di kebab: queste sono stupidaggini che possono essere funzionali per manifesti elettorali ad effetto.
    Tanto più che Bergamo non ha alcuna tradizione riguardo al pasto veloce o in piedi urbano… Il cestone con le uova sode o fresche offrivano le trattorie degli anni ’50 in città alta… Poi finalmente arrivò il napoletano Mimmo. Il gyros mediterraneo è anch’esso benvenuto. Buon appetito

  12. Scritto da alberto ti

    Gente come Belotti o come la Lussana alla fine della loro giornata guardano il cielo e pregano che la globalizzazione mandi loro quotidianamente ragioni (immigrati – kebab – insetti asiatici) per farsi gratuite ed efficaci campagne elettorali. Il filone è d’oro per loro ed è inesauribile. Rassegniamoci. Fra trent’anni forse sarà finita.

  13. Scritto da giovanni "che" locatelli

    Almeno in città alta lasciamo spazio ai prodotti tipici bergamaschi, lombardi o italiani, ma non facciamo aprire mcdonad o kebab o ristoranti giapponesi che nulla centrano con la nostra cultura. Se si vuole fare del consumismo lo si faccia pure nei centri commerciali o in zone che non hanno una loro identità storica definita ma lo si faccia non nei centri d’arte. Fosse per me chiuderei anche tutti quei negozi stupidi di concaglieria e vestiti dai prezzi assurdi che ci sono su via colleoni.

  14. Scritto da Casoncello

    A parte che le botteghe di kebab sono tenute a rispettare le stesse regole e gli stessi orari di qualunque altro esercizio commerciale di tipologia affine, non vedo come si possa affermare che senza di esse Città Alta sarebbe paragonabile a un cimitero. La vitalità di un borgo storico si misura sulla sua capacità di azionare le mandibole di chi ci passa? Saluti a tutti.

  15. Scritto da tizio caio e un teru

    sono davvero scandalizzato da molti commenti RAZZISTI, possibile che dopo anni non avete capito un fico secco…proteggiamo…attenzione…disordini… siete ridicoli…
    possibile che avete paura della vostra ombra… mi sembrate un popolo di figli di papà… ma che diamine…non avete più 15 anni…almeno spero… gli attributi dove sono? iniziate a guradarvi attorno e vi accorgerete che bg non è il centro del mondo…gli italiani in america? in australia?

  16. Scritto da Zsoltan Brockhauser

    Città Alta è un luogo sacro. Al massimo possiamo consentire alle botteghe di alimentari di vendere fave scondite, più appropriate a un cammino penitenziale qual è la passeggiata per la Corsarola.

  17. Scritto da Mauro

    Quanti anni servono perché lo straniero si senta intergrato? Perché dopo 30 anni ti chiamano ancora straniero. I negozianti di kabab hanno le autorizzazioni della camera di commercio, sono regolari con il permesso ai sensi della bossi fini……..
    A questo ritmo si vuole forse arrivare alla notte dei cristalli?! Perché ormai chiunque si permette di insultare lo straniero!

    “Dio faccia che finisca questo dramma”

  18. Scritto da ilaria

    Quando vedo i leghisti fare queste cose mi sento triste per loro: sono solo dei poverini.

  19. Scritto da Paolo

    è davvero imbarazzante pensare che costoro sono al governo, certo la minaccia del Kebab è davvero forte,la prossima battaglia potrebbe essere sulla pizza (napoletana)o sulle arance (siciliane)gravi pericoli all’alimentazione padana

  20. Scritto da Casoncello

    Il kebab non ha colpe, chi lo strumentalizza per imporre la società multiculturale sì. E lo scopo è proprio quello: chi ciancia di variegare l’offerta culinaria ha in mente solo la colonizzazione esogena del nostro territorio.

  21. Scritto da Paolo

    giuro che la colonizzazione esogena con il Kebab non l’avevo mai sentita ma si impara sempre..c’è un sacco di gente colonizzata mi sa allora, come funziona ? Si diventa degli zombi islamici ?

  22. Scritto da Paolo

    giuro che la colonizzazione esogena con il Kebab non l’avevo mai sentita ma si impara sempre..c’è un sacco di gente colonizzata mi sa allora, come funziona ? Si diventa degli zombi islamici ?

  23. Scritto da andrea

    NO! per favore almeno in città alta niente negozi extracomunitari .proteggiamo almeno questa piccola parte di Bergamo da quella gente. Già si riscontrano poblemi negli altri kebab di Bergamo e provincia se poi adesso diamo il permesso anche per città alta non ce ne liberiamo piu. Non vorrei che tra un pò di tempo si dia spazio anche a phone center,a negozi cinesi ed allora si che anche città alta diventerà un loro ghetto e questo non è ammissibile da parte di bergamaschi DOC.

  24. Scritto da pgiannini

    Ma per favore Andrea, dovremmo salvare Città Alta come ultima roccaforte? Gli extracomunitari, ovvero i cittadini immigrati, caro Andrea, hanno già colonizzato fabbriche e cantieri della Bergamasca, perchè gli imprenditori non possono farne a meno. Ed è ora di smetterla con questa demagogia simbolica del cavolo, soprattutto nella Città dei Mille. Ci fosse ancora Garibaldi sarebbe alla sua Porta a piangere di fronte a certi scempi qualunquisti

  25. Scritto da kaci

    Il Kebab e’ di origine turka arriva agli arabi attraverso la Siria e il Libano. Se la question e’ quella del rispetto delle regole igieniche sono d’accordo. Ora mangiando più polenta di tanti, mi sento nell’obbligo di intervenire, pur essendo forestiero. Si difende la bergamaschicità offrendo più opportunità ai vecchi e nuovi membri della grande Bergamo.
    Su questa scia propongo ai leghisti e non la costituzione di un comitato DIRITTI E DOVERI per lavorare insieme per il bene e la pace in Bg e

  26. Scritto da M. Forchini

    Mi viene da ridere a pensare che se un olandese o un francese aprono un negozio nessuno dice niente, ma se un arabo (gente che era civile quando noi lo eravamo un po’ meno) apre un micro kebab, mica una macelleria islamica o un phone center (che lì sarebbe inutile), allora tutti sulla difensiva. Città Alta deve essere vissuta dai bergamaschi, se la si abbandona a se stessa non ci si deve lamentare dopo se diventa terra di nessuno

  27. Scritto da Casoncello

    L’idea cardine della cosiddetta società multiculturale è che tutti i Paesi ricchi o presunti tali debbano aprirsi a un’immigrazione indiscriminata. Quest’ultima, a sua volta, determina problemi di convivenza, visto il travaso traumatico e incessante di individui con cultura, tradizioni e costumi completamente agli antipodi rispetto alle aree di ricezione dei flussi migratori. E una bottega di alimentari esogeni nel cuore del borgo storico è un modo molto soft e capzioso per imporne la presenza

  28. Scritto da Paolo

    potremmo difendere la Mura di Città Alta lanciando polenta bollente…tanto ormai siamo nel surreale proseguiamo