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Case popolari e rilancio del commercioZingonia vuole il contratto di quartiere

Nuove case popolari, ristrutturazione e nuova gestione dei vecchi palazzi, rilancio del commercio e riqualificazione di strade e piazze: con questi obiettivi i Comuni del territorio di Zingonia si candidano a ottenere il finanziamento di un nuovo contratto di quartiere da parte della Regione Lombardia. In palio 67 milioni di euro. L'intenzione è rendere più vivibile un luogo periferico e caratterizzato dal degrado.

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L’ultima brutta notizia è di un paio di settimane fa: i condomini Athena (nella foto) di Zingonia hanno accumulato 300 mila euro di insolvenze per bollette di vari servizi. Un film già visto: i grandi condomini costruiti negli anni ’60 sono da tempo la periferia delle periferie. Degrado e microcriminalità sono le parole più ricorrenti per definire quella zona, dove al termine del 2006, secondo i dati degli uffici anagrafe, i residenti immigrati avevano superato gli italiani.
Ma c’è sempre qualcuno che non molla e cerca nuove strade per tentare di migliorare Zingonia. Sono molti, ad esempio, gli obiettivi del progetto che i Comuni di Zingonia presenteranno alla Regione Lombardia per ottenere il finanziamento di un contratto di quartiere tra enti pubblici e privati. Nuove case popolari, ristrutturazione e nuova gestione dei vecchi palazzi, rilancio del commercio e riqualificazione di strade e piazze. Osio Sotto, Boltiere, Ciserano e Verdellino (Verdello escluso, non ha residenti a Zingonia) tentano questa strada. Il bando istituito dalla Regione Lombardia per la “Riqualificazione del degrado urbano e del degrado sociale” mette in palio complessivamente 67 milioni di euro. Finora sono candidate 48 realtà della Lombardia. Solo due quelle bergamasche: Grumello del Piano, tramite il Comune di Bergamo, e Zingonia (nella foto un nuovo punto vendita vicino al vecchio "Missile"), con il supporto dei Comuni interessati. A fianco degli enti locali giocheranno la loro partita anche la parrocchia di Santa Maria, guidata dal parroco don Ugo Zamboni, almeno quattro amministratori di condomini in condizioni difficili, e infine il Centro Risorse Interculturali, finanziato dai Comuni e gestito in collaborazione con la cooperativa San Giuliano.
Con il bando la Regione vuole finanziare opere pubbliche, o interventi in sinergia con i privati, per ridurre o scoraggiare il degrado urbano e creare effetti positivi a livello sociale. Da una completa revisione di piazza Affari, ad esempio, trarrebbe vantaggio anche la proprietà del Grand Hotel Zingonia, ovvero il gruppo Begnini (sotto), che ha quasi ultimato la ristrutturazione. L’assetto di piazzali e strade esageratamente larghe, definite spesso “non-luoghi”, porterebbe ad una vivibilità più decente. E poi ci sono quei palazzoni di 8 o 10 piani, che danno a Zingonia le sembianze di un’assoluta periferia. Su quegli immobili si concentra molta attenzione, dato che il bando prevede finanziamenti per la “residenzialità sociale” ovvero per case a controllo pubblico. Ciò consentirebbe di rivedere, tramite accordi con i privati, la gestione di quegli immobili piuttosto degradati e troppo spesso sfuggiti al controllo degli stessi amministratori di condominio. L’elaborazione del progetto di “risemantizzazione di Zingonia” (questo il nome del progetto per chiedere alla Regione di finanziare il contratto di quartiere) si chiuderà a settembre. Capofila il Comune di Verdellino.
“Partiamo dal presupposto che Zingonia è visto come luogo di degrado da un’ampia maggioranza dei bergamaschi – afferma l’architetto Filippo Simonetti, che segue il progetto per conto dei Comuni -. Ma è anche un luogo dove vi sono eccellenze: c’è il Grand Hotel, c’è il centro sportivo dell’Atalanta, ma c’è anche un’interessantissima squadra di cricket di immigrati pachistani ed è molto radicata l’Assosb, associazione dei senegalesi di Bergamo, una delle più importanti associazioni di immigrati in Italia. Zingonia rischia di restare degradata, e di essere percepita come ancora più degradata di quel che è. Purtroppo al suo interno si sono create delle fratture: il centro sportivo d’eccellenza si trova nei pressi di capannoni in ethernit dall’altra parte della strada, o vicino a condomini di otto piani, affiancati a loro volta da villette. Non a caso qualcuno definisce Zingonia, oggi, la “Lampedusa del Nord”, un posto dove gli immigrati arrivano ma non hanno intenzione di restare. I sindaci mi hanno raccontato di aver avviato spesso iniziative di integrazione, di dialogo con i quartieri, ma dopo sei mesi tutto sembrava inutile, perché la popolazione immigrata era già radicalmente cambiata”.
Parola complessa “Risemantizzazione”, ma alla fine lo scopo del progetto è rendere Zingonia un luogo in cui vivere in modo stabile, mettere radici, trasformandolo. Per ora non è dato sapere quanti, di quei 48 progetti, saranno approvati dalla Regione. E quindi non è nota nemmeno la cifra che potrebbe essere messa a disposizione per ogni singolo progetto. La parola del Pirellone arriverà tra settembre e la fine dell’anno. Qualcuno, quando i Comuni hanno presentato una manifestazione d’interesse in Regione (per annunciare la prossima presentazione del progetto di contratto di quartiere) aveva anche pensato di cambiare nome a Zingonia, di abbandonare il riferimento all’architetto Renzo Zingone, che negli anni ’60 volle una città dal nulla, trasformatasi ben presto in periferia disordinata. Il nome resta quello, i Comuni hanno abbandonato quell’idea. Ma l’intenzione è anche quella di lanciare messaggi per dare di Zingonia una nuova immagine: "Proprio così – spiega Marco Vanoli, responsabile del Centro risorse interculturali -. C’è una forte distanza, secondo noi, tra la sicurezza percepita e la sicurezza reale. La paura è molta.  La nostra volontà è tentare di dare una ridefinizione a tutta la zona anche tramite messaggi mediatici. Non si può continuare a parlare di allarme".

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