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Regione choc: la stazione di Arcene è prontama la sosta dei treni non è obbligatoria

Anche il sindaco di Stezzano Stefano Oberti interviene sulla mancata attivazione delle nuove stazioni lungo il raddoppio. Lo fa dopo le dichiarazioni scritte dell'assessore regionale Cattaneo: “L’apertura delle nuove fermate ferroviarie da parte di Rfi non comporta di per sé automaticamente la sosta dei treni che già circolano". Parole già definite ridicole dal sindaco di Arcene Michele Luccisano.

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L’intervento del sindaco di Stezzano Stefano Oberti: "Le Ferrovie e la Regione non hanno assolutamente programmato i tempi per il nuovo servizio"

“L’apertura delle nuove fermate ferroviarie da parte di Rfi non comporta di per sé automaticamente la sosta dei treni che già circolano ed effettuano il servizio sulla linea”: le parole sono dell’assessore regionale alla Mobilità Raffaele Cattaneo, che ha fatto recapitare via fax al sindaco di Arcene Michele Luccisano copia di una lettera datata 14 luglio. Ma di fronte ad una dichiarazione così, messa nera su bianco, il primo cittadino arcenese – furioso per i continui ritardi relativi all’attivazione del servizio di fermata – non si è certo tranquillizzato (nella foto il parcheggio pronto, ma inutilizzato, della stazione di Arcene).
L’assessore regionale spiega che la realizzazione delle stazioni di Arcene, Levate e Stezzano (le ultime due ancora da terminare) non corrisponde alla certezza che si fermino i treni che già corrono tra Treviglio e Bergamo, lungo il raddoppio concluso nel luglio 2005. Scrive Cattaneo al sindaco Luccisano: “Mi sorprende che Rete Ferroviaria Italiana (società per le infrastrutture del gruppo Ferrovie dello Stato, ndr) possa aver formulato un accordo di servizio con il Comune di Arcene. L’apertura della nuova fermata da parte di Rfi, infatti, non comporta di per sé automaticamente la sosta dei treni che già circolano ed effettuano servizio sulla linea, i quali sono invece destinati a tipologie di utenza già consolidate ed hanno prestazioni dinamiche e di capacità ad essa commisurate, ma necessità di una più complessiva revisione degli schemi di offerta, che permetta di attivare un servizio dedicato agli utenti che si serviranno delle nuove fermate”.
“Lei, assessore, risponde per la prima volta dopo 70 giorni alle mie richieste di convocazione del Collegio di Vigilanza – ribatte il sindaco di Arcene -. E spiega che l’Accordo di programma del 21 settembre 2001 (tra enti locali, Provincia, Regione e Ferrovie, ndr) non ha niente a che fare con l’obiettivo di far fermare i treni ad Arcene, Levate e Stezzano, che Rfi ha realizzato da due anni. Candidamente aggiunge che l’apertura della nuova fermata di arcene non comporta automaticamente la sosta dei treni”.
Continua il sindaco: “Interpreto quello che lei assessore dice, nel senso comune. E cioè che quelle bestie di amministratori comunali e provinciali – me compreso – che il 25 settembre 2001 hanno sottoscritto l’accordo con la Regione ed Rfi, che in tutti questi anni hanno prima variato i piani regolatori generali dei Comuni della tratta ferroviaria Bergamo-Treviglio, si sono incontrati, ne hanno discusso e con Rfi hanno speso un mucchio di quattrini – milioni di euro – per realizzare le opere relative alle stazioni prima possibile, hanno espropriato terreni a privati in qualche occasione tirandosi addosso qualche ricorso, avrebbero fatto tutto questo per lasciare lì inutilizzate chissà per quanto tempo strade, parcheggi e fermate ferroviarie. E che intanto, in tutti questi anni di fatiche, impegno e speranze, la Regione Lombardia – quella che si vanta per la buona amministrazione – è rimasta ferma ad aspettare che uno stupido rompiscatole di sindaco rurale ricordasse a lei, assessore Cattaneo, ed ai suoi uffici, che su quei doppi binari inaugurati pomposamente nel 2005 da un ministro, un governatore, assessori regionali e sindaci raggianti, bisognerebbe pur farci passare dei treni che sostino di tanto in tanto. E quella Regione intanto non ha fatto nulla – dico nulla, dal 25 settembre 2001 ad oggi – per cogliere quello che per la gente comune – evidentemente diversa da lei e da chi vive negli uffici del suo assessorato – era e resta l’obiettivo naturale di un raddoppio di binari e della realizzazione di tre fermate, delle strade per collegarle e dei parcheggi per farci sostare automobili, motociclette, bici e pulman. No, tutta questa gente si è sbagliata, in realtà abbiamo fatto il doppio binario, le fermate e tutto il resto per giocare a SimCity”.
Al di là delle opinioni degli amministratori locali e regionali restano i fatti: il raddoppio ferroviario fu inaugurato nel luglio del 2005. Se tutto andrà bene le nuove stazioni saranno attivate a metà del 2009.

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