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Galizzi a muso duro sulle intercettazioni: la giustizia non pu?? farne a meno

Il procuratore di Bergamo Adriano Galizzi ha preso spunto da un'operazione contro lo sfruttamento della prostituzione minorile per dire la sua sull'ipotesi di riforma delle intercettazioni telefoniche:"Non sono l'unico strumento d'indagine, ma servono. Sono sconvolto di fronte a certe dichiarazioni del mondo politico che parla di cittadini in bal??a dei sostituti procuratori a causa delle intercettazioni. Non sanno quel che dicono". Il video delle dichiarazioni.

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"In questo paese alcuni politici sostengono che è normale rilevare le impronte digitali? Bene, allora credo di poter sostenere che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento dignitoso che serve e del quale la giustizia di oggi non può fare a meno, soprattutto riguardo a traffici illegali internazionali. Non sono certo l’unico mezzo d’indagine, ma in molti casi sono essenziali". Dichiarazioni del procuratore di Bergamo Adriano Galizzi, intervenuto questa mattina ad una conferenza stampa in questura in merito all’arresto di tre nigeriani (un uomo e due donne) che sfruttavano ragazze per farle prostituire, alcune anche minorenni. Le intercettazioni sono state fondamentali per il procedimento che ha portato agli arresti (in fondo al testo i numeri sulle intercettazioni telefoniche a Bergamo nel 2008)
"Recentemente ho sentito affermazioni che mi hanno sconvolto – ha affermato il procuratore -. Prendiamo il caso della clinica Santa Rita di Milano, ad esempio. Qualcuno si è spinto a dire che le intercettazioni erano del tutto inutili perché bastava leggere le cartelle cliniche. Ma stiamo scherzando? Secondo voi un medico che delinque scrive quel che fa sulle cartelle cliniche? Le intercettazioni servivano, per il bene delle indagini e il bene della società".
Ancora Galizzi: "Molti giornalisti sostengono le opinioni di deputati secondo i quali la popolazione, i cittadini, la politica, sarebbero in balìa dei sostituti procuratori che si alzano la mattina e decidono di disporre le intercettazioni telefoniche. Anche qui è meglio dire la verità: nessun procuratore può decidere autonomamente di fare intercettazioni, tutto dev’essere approvato dal Giudice per le indagini preliminari, questi sono i fondamentali del procedimento penale. E ci si ricordi che solo quando un procedimento è ufficialmente aperto si può richiedere l’accesso a determinati mezzi d’indagine. Molto spesso l’utilizzo delle intercettazioni viene negato".
Quindi il procuratore è sceso nel merito delle indagini che hanno portato ai tre arresti per sfruttamento della prostituzione: tutto è partito dalla denuncia di due nigeriane minorenni che hanno denunciato i loro aguzzini. Altre cinque ragazze sfruttate erano invece maggiorenni e le accuse dipendono quindi dall’articolo 600 del codice penale (sfruttamento della prostituzione) e dal 600 bis (sfruttamento della prostituzione minorile). Particolare non da poco: "Se dovesse passare la riforma che prevede le intercettazioni solo per ipotesi di reato al di sopra dei 10 anni – ha spiegato Galizzi – le stesse intercettazioni non potrebbero essere utilizzate per lo sfruttamento della prostituzione, ma scatterebbero eventualmente solo nel caso di sfruttamento della prostituzione minorile. Ci sarebbero quindi anche discriminanti piuttosto particolari".
Nel 2008 il tribunale di Bergamo ha autorizzato intercettazioni per 700 "bersagli" ovvero  per 700 diverse utenze telefoniche, nell’ambito di 40 procedimenti penali, su un totale di 18 mila procedimenti. Le intercettazioni si usano quindi in una percentuale inferiore all’1 per cento dei procedimenti.
"Il traffico di stupefacenti, soprattutto internazionale, è il reato più interessato dalle intercettazioni – ha dichiarato il procuratore, numeri alla mano -. Su 40 procedimenti 700 "bersagli" possono sembrare molti, ma quando ci si occupa di traffico di droga i numeri delle utenze da controllare crescono. Spesso lo spacciatore ha più utenze e spesso è circondato da persone che possono essere molto utili alle indagini e vengono quindi controllate. E’ facile, quindi, che i bersagli si moltiplichino".

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Commenti

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  1. Scritto da ARCIEREBERGAMSCO

    stefano hai ragione il goverso si preoccupi di ridurre gli sprechi e quindi talgia alle intercettazioni telefoniche, che poi mi sembrano un modo per fottere altrui pensiero, “mi stai sulle balle ti metto il telefono sotto controllo e metto assieme cio che mi pare” a questo punto su presunti malaffari ti arresto ti tolgo dalla circolazione e poi ne riparliamo fra due tre anni se va bene…a vevi ragione? basta uno “scusa” lo stato ti risarcisce poco e si ricomincia… bella roba l’italia..

  2. Scritto da Pol.sco.

    Finalmente si riparla di separazione delle carriere tra giudici (imparziali) e pubblici accusatori! Basta con l’anomalia italiana: siamo un Paese Occidentale, nonostante l’esistenza di Di Pietro.

  3. Scritto da Pol.sco.

    Sta di fatto che l’Italia è il Paese con più intercettazioni
    Solo da noi si commercia in droga?

  4. Scritto da Principebianco

    Il discorso del procuratore traballa: visto che le carceri sono piene di spacciatori, gli arrestati sono presto sostituiti da altri, la droga inonda comunque l’Italia, il pretesto “droga” mi pare un paravento, un feticcio sindacale delle procure per confermare la propria volontà di sorvegliare i discorsi privati di liberi cittadini.
    E poi Galizzi snocciola i dati della procura di Bergamo ma Bergamo non è l’Italia intera! Come si facevano le indagini sino a vent’anni orsono?

  5. Scritto da Stefano

    Le intercettaioni sono indispensabili. Se si vuole porre un freno alla criminalità non si deve ostacolare tale attività, ha ragione il Procuratore della Repubblica. I politici è opportuno che pensino a risolvere la crisi economica e cercare di evitare sprechi.

  6. Scritto da katia g.

    Galizzi mi pare uno di quei giapponesi che continuavano a combattere a guerra già conclusa. Lui si ostina a difendere le intercettazioni, ma non si è accorto che i politici vogliono addirittura reintrodurre l’immunità parlamentare. i magistrati si rassegnino. Ancora pochi mesi di governo Berlusconi e potranno cambiare mestiere.

  7. Scritto da andrea barino

    Le intecettazioni escono non per colpa dei giornalisti ( che fanno il loro lavoro ) ma perchè qualcune gliele da. capitoo?? basta con lo staparlare di questi padreterni che dettano legge solo perchè una volta nella loro vita hanno vinto un concorso . Almeno i politici se ci rompono alle elezioni li mandiamo via ….. i magistrati no, ce li dobbiamo tenere e pagare fino alla pensione! ma vi rendete conto? un concorso una volta nella vita.. lavoro stipendio e pensione a vita ….