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Sicurezza, carabinieri e agenti contro i tagli”Qui facciamo la colletta per comprare la carta”

“Ormai i politici utilizzano il tema della sicurezza per avere la sicurezza di andare al Governo”. Sono arrabbiati agenti e carabinieri con il decreto che taglia nel triennio tre miliardi di euro sulla sicurezza. Così arrabbiati da decidere di protestare insieme davanti alla Prefettura. "Qui a Bergamo facciamo la colletta per comprare la carta. Cosa vogliono tagliare ancora?"

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“Ormai i politici utilizzano il tema della sicurezza per avere la sicurezza di andare al Governo”. Sono decisamente arrabbiati agenti e carabinieri con il recente decreto legge  (il 112) che prevede tagli nel triennio per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della sicurezza e della difesa. Così arrabbiati da decidere di protestare tutti insieme, chiamati dai sindacati delle forze di polizia e delle forze armate. Davanti alla Prefettura in mattinata si sono infatti trovate tutte le varie sigle per un presidio che si è svolto in parallelo in tutte le città italiane.
Ma i bergamaschi hanno forse qualche motivo più di altri per esprimere il loro dissenso: “Siamo sotto organico dell’8-10 per cento. Le nostre vetture hanno dieci anni e per acquistarne una nuova bisogna aspettare almeno cinque – spiega Luigi Menditto, segretario generale del Siulp bergamasco -. Ma quel che è peggio è la carenza di risorse nella quotidianità, per le cose di ogni giorno. Facciamo la colletta per la carta e i computer che usiamo sono personali per la stragrande maggioranza”.
Bergamo infatti è inserita in fascia C, come Isernia per fare un paragone. E quindi ha le stesse risorse. “Ma Bergamo deve fare i conti con un’autostrada, la A4, trafficatissima, con un aeroporto, con quasi due squadre in serie A… non si può non tener conto delle necessità che queste realtà comportano”.
Invece, incalza Rocco Disogra, bergamasco,  presidente nazionale del Coisp, “cosa fa questo governo? Ci taglia gli straordinari. Come se gli straordinari per poliziotti e carabinieri fossero un di più e non una semplice continuazione del lavoro che spesso non si può interrompere: penso alle indagini sulla criminalità organizzata, alla ricettazione dei veicoli e delle macchine agricole. Non è che durante un appostamento l’agente, che spesso non pranza e non cena neppure, può fermarsi e lasciare andare avanti qualcun altro. Il dato la dice lunga: l’80 per cento dei nostro straordinari è effettuato per motivi contingenti”. E’ un po’ deluso Rocco Disogra: “ci siamo illusi di avere un governo amico, dopo quello che ha varato l’indulto, ma a quanto pare si parla tanto di sicurezza e poi al momento opportuno nessuno è in grado di sapere gestire la situazione come si deve”.
Delusione confermata dal segretario provinciale del Sap,  Cesare Orlandi: “Senza adeguate risorse economiche non si può parlare di sicurezza. E invece il nuovo decreto prevede la riduzione nel triennio di quarantamila operatori in organico nelle forze di polizia e nelle forze armate. E un ulteriore  taglio del 50 per cento all’anno è  in programma sugli stanziamenti per le indennità  connesse con l’operatività, che vuol dire i servizi direttamente in strada per il controllo del territorio tanto per capirci”.
La protesta continua: “Non ci fermeremo qui. Abbiamo in programma altre forme di agitazione”.
 

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