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Saldi, i bergamaschi non spendono

I bergamaschi non hanno voglia di saldi. Dopo una prima settimana soddisfacente, che in alcuni casi ha anche raggiunto un incremento delle vendite del 5% rispetto alla prima settimana dello scorso anno, ora i saldi sono fermi, anzi in leggera flessione rispetto al 2007. "La situazione è preoccupante" afferma Paolo Malvestiti, presidente di Ascom Bergamo.

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I bergamaschi non hanno voglia di saldi. Dopo una prima settimana soddisfacente, che in alcuni casi ha anche raggiunto un incremento delle vendite del 5% rispetto alla prima settimana dello scorso anno, ora i saldi sono fermi, anzi in leggera flessione rispetto al 2007.

«La situazione è preoccupante – afferma Paolo Malvestiti, presidente di Ascom Bergamo, che ha raccolto in questi giorni le lamentele dei colleghi –. Siamo partiti bene, ma già da questa settimana tutto si è fermato. I saldi rappresentano una boccata d’ossigeno importante per le nostre categorie, dopo un inverno e una primavera molto magri. Ma i soldi girano sempre meno e proprio per questo i clienti ripongono negli acquisti una maggior attenzione. E’ anche vero che fare bilanci dopo poco più di una settimana non è mai bene, ma è altrettanto vero che sono i primi quindici giorni quelli migliori per fare affari».

Per invogliare i clienti, molti commercianti hanno da subito praticato sconti superiori alla norma, anche arrivando a proporre capi in saldo con uno ribasso del 40-50%.

Nei primi dieci giorni di saldi i bergamaschi hanno comprato in particolare, abbigliamento sportivo, t shirt, jeanserie, polo uomo, abiti uomo donna, calzature e valigie.

E proprio sulle valige e sul comparto accessori viaggio c’è da segnalare un dato in controtendenza: un incremento del 10% rispetto all’inizio luglio dello scorso anno.

«E’ paradossale – afferma Malvestiti – stiamo registrando una forte incremento nella vendita di valigie; molto probabilmente la gente risparmia su alto, ma non trascura le vacanze».

La riflessione di Malvestiti è confermata anche dalle agenzie di viaggio, che hanno dichiarato una aumento del 10- 12% in più per i mesi di giugno e luglio rispetto al 2007.

«C’è sicuramente in atto un cambiamento di stile di vita della nostra gente. Se fino a qualche anno si spendeva in abbigliamento e in generi alimentari e si andava in vacanza solo se la situazione economica della famiglia lo permetteva, oggi non è così. La vacanza, anche di una sola settimana, è una priorità. Non l’ho dico come valore negativo, perché la vacanza vuol dire riaffermare quel desiderio di stare con la famiglia e con i figli – continua Malvestiti-.  Così come negli acquisti pare che abbiano la precedenza gli strumenti ad alta tecnologia, come i telefonini di ultima generazione recentemente “andati a ruba”. In un periodo in cui il bilancio dei consumatori è intaccato dal rincaro di energia e alimentari e molti si lamentano perché non riescono ad arrivare a fine mese, registriamo questa strana anomalia, che trova una sola giustificazione: un cambiamento di stile di vita anche per i bergamaschi».

Per i negozianti di abbigliamento e di calzature i saldi rappresentano una vera e propria “via d’uscita”. «Il bilancio dei primi 5/6 mesi del 2008 è stato fortemente negativo per due diversi fattori – afferma il presidente di Ascom -: la fetta sempre più esigua di reddito disponibile per famiglia e il clima, soprattutto con un giugno freddo e piovoso che non ha invogliato agli acquisti estivi. La gestione dei nostri negozi sta risentendo particolarmente di questi  fattori, soprattutto per quanto riguarda i capi d’abbigliamento di autunno e primavera, che continuano a determinare un aumento delle giacenze».

Secondo il calendario stilato dalla Regione Lombardia, per fare affari resta ancora poco più di un mese e mezzo, dato che la data ufficiale di chiusura dei saldi estivi è fissata al 2 settembre. «Restano ancora tanti giorni, ma la nostra speranza di recuperare quanto perso nei mesi scorsi è vana» conclude Malvestiti.

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