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Università di Bergamo, più ombre che luciE’ 41esima tra i 60 atenei pubblici italiani

Viaggia ai piani bassi della classifica stilata dal Sole 24 Ore l'Università di Bergamo: al quarantunesimo posto su 60 atenei pubblici italiani, dalle parti dell'Università del Molise, di quella di Foggia, Sassari. Tra le note dolenti, il numero dei docenti di ruolo in rapporto agli studenti.

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Viaggia ai piani bassi della classifica stilata dal Sole 24 Ore l’Università di Bergamo: al quarantunesimo posto su sessanta atenei pubblici italiani, dalle parti dell’Università del Molise, di quella di Foggia, Sassari. Superata, in Lombardia, da Brescia, dall’Insurbia di Varese, da Pavia che è quarta, e poi dalla Bicocca, dalla Statale e dal Politecnico di Milano. Proprio il Politecnico milanese si è aggiudicato il massimo del punteggio (721 contro i 395 punti orobici), seguito da Trieste e da Modena e Reggio Emilia che da tempo si contendono il podio in questa speciale hit parade, al cui fondo si trova Napoli Parthenope, preceduta di appena di 10 posti dalla Sapienza di Roma.
Ma torniamo a noi  cerchiamo di capire dove si trovano le note dolenti e di individuare i punti di forza. L’ateneo cittadino va malissimo sul versante del rapporto tra studenti in corso e docenti di ruolo: sono 40, un numero che lo piazza al terzultimo posto della graduatoria del quotidiano economico.
Negativo anche il fronte delle entrate per la ricerca provenienti da fonti esterne, così basse da lasciare Bergamo al 55° posto, mentre, sempre nell’ambito della ricerca scientifica, la situazione è migliore relativamente alla disponibilità economica per docente di ruolo: in questo caso l’Università cittadina è in ventottesima posizione.
Lo scarso numero di docenti di ruolo e la scarsa capacità di attirare fondi esterni per la ricerca evidentemente influenzano altri due parametri presi in considerazione dall’analisi: da una parte chi alla maturità ha ottenuto un elevato punteggio non la sceglie (siamo al 47° posto), e dall’altra l’attrattiva di Bergamo per studenti che non risiedono in Lombardia è assai bassa: solo 8, per il 46° posto.
Fin qui le note dolenti. Ma emergono anche dati positivi e sono legati in particolare all’attività degli studenti, all’impegno degli studenti. infatti si viaggia attorno alla ventesima posizione sia per quanto concerne la dispersione scolastica, solo del 16%, sia per la laurea nei tempi stabiliti, ben il 26%, sia infine per la percentuale di iscritti che in un anno non ottengono crediti, cioè restano inattivi, (13%). Meglio ancora, meglio di ogni altro indicatore, la percentuale di giudizi che i docenti bergamaschi hanno ottenuto: il 38 per cento di giudizi positivi che piazzano l’Università orobica al 18° posto, la posizione più elevata sul versante della qualità ottenuta dall’ateneo le cui sedi sono divise tra via Dei Caniana, Sant’Agostino, Città alta e Dalmine.

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