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Una “dote” per ritrovare un lavoroCinque milioni e un percorso ad personam

Per disoccupati, lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, donne in reinserimento, extracomunitari, soggetti svantaggiati… entra in campo la “dote”, un progetto costruito sulle singole persone che la Provincia ha imbastito e su cui investe quasi cinque milioni di euro per costruire loro un nuovo impiego.

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Per disoccupati, lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, donne in reinserimento, extracomunitari, soggetti svantaggiati… entra in campo la “dote”, vale a dire un progetto costruito sulle singole persone che la Provincia ha imbastito (sulla base della Finanziaria di tre anni orsono e della legge 22 del Pirellone) e su cui investe quasi cinque milioni di euro (4.789.000 per la precisione). Si tratta di un progetto innovativo per l’Italia e la Lombardia anche se, sottolinea l’assessore provinciale al Lavoro Giuliano Capetti, nei Paesi anglosassoni questo metodo è già in auge da vent’anni almeno.
Come si costruisce il percorso che dovrebbe portare una persona da disoccupata a occupata? “Prima di tutto il protagonista, per esempio è una donna da due anni inattiva che cerca di rientrare nel mondo lavorativo, deve essere presente nelle liste dell’ufficio per l’impiego”. Quindi una serie di enti, vale a dire operatori accreditati dalla Regione a fornire servizi di intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione del personale, si propone per costruire il percorso di formazione per la donna in questione. Percorso, che rappresenta dunque  la “dote” e che viene remunerato con una cifra di cinquemila euro così suddivisi: elaborazione del piano di intervento personalizzato (500 euro); formazione (2.500), accompagnamento all’inserimento lavorativo (2.500) oppure accompagnamento alla creazione d’impresa (2.000). Con questo “pacchetto” la donna in questione dovrebbe essere non solo preparata a una nuova occupazione, ma già entrata all’interno di una nuova azienda oppure addirittura averne aperta una lei stessa. “Anche perché l’ultima tranche del finanziamento – prosegue l’assessore Capetti – viene erogata solo all’assunzione per nove mesi o a tempo indeterminato”. Oltre alla dote sono previste altre misure di sostegno al reinserimento lavorativo, come incentivi economici alle imprese in caso di assunzione.
Gli operatori che prenderanno in carico i disoccupati o disagiati non potranno seguirne più di venti ognuno e non tutti della stessa tipologia, vale dire non tutti cassintegrati o extracomunitari. “Con questo metodo nuovo pensiamo da qui al’ottobre 2009 di aver portato a conclusione 600 doti, con la speranza concreta che tutte arrivino a un lavoro a tempo indeterminato”.
Per informazioni circa il programma di reimpiego è possibile contattare la Segreteria reimpiego: 035.387703-704, oppure all’indirizzo: segreteria.reimpiego@provincia.bergamo.it

L’intervento critico di Orazio Amboni (Cgil)

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