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Legler, scatta l’assemblea permanente

Blocco totale della pur irrisoria produzione. I lavoratori della Legler dopo una lunga consultazione all'interno della fabbrica, hanno indetto l'assemblea permanente. Incroceranno le braccia gli oltre i 360 addetti bergamaschi (300 dei quali in cassa integrazione in deroga) ai quali si aggiungono altri 800 lavoratori nelle fabbriche sarde di Macomer, Ottana e Siniscola.

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Blocco totale della pur irrisoria produzione. I lavoratori della Legler dopo una lunga consultazione all’interno della fabbrica, hanno indetto l’assemblea permanente. Incroceranno le braccia gli oltre i 360 addetti bergamaschi (300 dei quali in cassa integrazione in deroga) ai quali si aggiungono altri 800 lavoratori nelle fabbriche sarde di Macomer, Ottana e Siniscola. L’assemblea permanente, votata dalla grande maggioranza degli operai, è scattata stamattina alle 6.
Ma quale sarà il destino della Legler e dei suoi dipendenti?
Dopo la messa in liquidazione di settimana scorsa si attende l’arrivo di un imprenditore disposto a rilevare la più antica fabbrica tessile della provincia.
Intanto potrebbero arrivare buone notizie dal prossimo incontro che si terrà al ministero dello Sviluppo economico. Il tavolo era previsto per ieri, poi è slittato a venerdì, ora si attende l’annuncio della convocazione per lunedì prossimo.
I sindacati sostengono l’iniziativa dei dipendenti. La Segreteria FIOM-CGIL di Bergamo esprime piena solidarietà nei confronti dei lavoratori Legler di Ponte San Pietro che da mesi insieme alle organizzazioni sindacali e alla Rsu sono impegnate in una difficile vertenza per la salvaguardia industriale e occupazionale. La Legler rappresenta, non solo per il settore tessile ma per tutta la nostra Provincia, un patrimonio importante, frutto del lavoro e dell’impegno di tante lavoratrici e lavoratori che negli anni hanno contribuito a realizzare questa importante realtà industriale. Per queste ragioni come FIOM-CGIL di Bergamo esprimiamo piena solidarietà affinché questa importante realtà industriale possa continuare, garantendo un futuro occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nella vertenza”.

 

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