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Lizzola: per crescere serve un gioco di squadra

???Niente male, e c????? modo di migliorare ancora???. In estrema sintesi ?? questo il commento del preside di Lettere, Ivo Lizzola, che nell???analisi del Sole 24 Ore legge pi?? luci che ombre per l???Universit?? di Bergamo. "Se si riesce a fare un gioco di squadra, allora si pu?? proporre un???offerta didattica pi?? originale".

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“Niente male, e c’è modo di migliorare ancora”. In estrema sintesi è questo il commento del preside di Scienze della formazione, Ivo Lizzola, che nell’analisi del Sole 24 Ore legge più luci che ombre per l’Università di Bergamo, nonostante il non certo felice  41° posto. “Gli indicatori che ci fanno scendere nella graduatoria in fondo dicono cose positive. Il giudizio sui progetti  di ricerca dei docenti è ottimo ed  è meglio questo che avere maggiori capacità di attrarre fondi per la ricerca. Chiaro, ci fossero entrambi…”. Ma anche quello che subito appare come un pessimo segnale di qualità e cioè il fatto che a Bergamo si iscrivono pochi studenti che alla maturità hanno ottenuto voti alti per Lizzola non è poi così brutto: “Rientra nella funzione sociale che l’Università nostra si è data, quella di innalzare il livello scolastico della popolazione. E poi ho verificato personalmente che anche chi parte con voti non troppo alti poi può fare un percorso universitario d’eccellenza”.
Ma il professor Lizzola non si nasconde dietro un dito ed è consapevole che Bergamo deve ritagliarsi un proprio spazio per crescere qualitativamente e per avere un proprio appeal fuori dalla città “anche se devo dire che nella mia facoltà negli ultimi tre anni sono già parecchi i lombardi che si iscrivono: un buon 33-34% provenienti da Sondrio, Lecco, Crema, dalla Valcamonica”. Detto questo la “ricetta” per migliorare “già avviata, sia chiaro”, è legata al coordinamento, alla sinergia tra le facoltà bergamaschi: “Noi siamo una piccola Università con sei facoltà. Se ognuna va per la propria strada e cerca di far concorrenza agli altri atenei da sola non fa molta strada. Invece se si riesce a fare un gioco di squadra, allora si può proporre un’offerta didattica più originale. E’ questo il valore aggiunto che noi possiamo dare”.
Di esempi ce n’è, più d’uno: “Per esempio il percorso che proponiamo sulla formazione dei lavoratori e che si intreccia ai temi della sicurezza sul lavoro portati avanti dalla facoltà di Economia con collegamenti anche a Ingegneria:  in questo siamo unici in Italia”. In questo modo si può diventare un’Università regionale: “Partiamo da qui e poi attireremo anche dalle altre regioni italiane”.    

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