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Contro lo smog c’?? il noleggio di auto e biciclette elettriche

Bergamo, il regno delle due ruote. Il boom di acquisti di motoveicoli e biciclette in Bergamasca non ?? dovuto alla moda. L???unico piccolo scoglio per i numerosi ciclofili orobici sono le pendenze non certo agevoli di Citt?? Alta, ma una soluzione c?????: si chiama bici elettrica. L???intuizione ?? venuta a Simonetta Orlandi che lancer?? il noleggio.

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Bergamo, il regno delle due ruote. Il boom di acquisti di motoveicoli e biciclette in Bergamasca non è dovuto alla moda. Per circolare in città infatti questi due mezzi sono diventati indispensabili: sono comodi, veloci e soprattutto evitano gli insopportabili pellegrinaggi in cerca di parcheggio. Le moto la fanno da padrone, ma anche gli amanti della bicicletta si stanno moltiplicando. L’unico piccolo scoglio per i numerosi ciclofili orobici sono le pendenze non certo agevoli di Città Alta, problema che ha convinto anche l’amministrazione comunale ad abbandonare l’idea del bike sharing. Ma una soluzione c’è, si chiama bici elettrica. L’intuizione è venuta a una Simonetta Orlandi che circa un anno fa ha aperto un negozio di elettrodomestici in Borgo Palazzo ed ora vuole lanciare il noleggio delle biciclette elettriche. “Il sogno, forse un po’ troppo ambizioso – racconta Simonetta – è cambiare il modo di concepire la mobilità a Bergamo. Non sarà per niente facile, ma bisognerà pur iniziare”. Oltre alle biciclette Punto Giallo, questo il nome del negozio, avrà a disposizione anche anche auto elettriche. “All’inizio abbiamo deciso di proporre tariffe accessibili a tutti – spiega – si possono fare abbonamenti settimanali, mensili, trimestrali o addirittura annuali”. L’inaugurazione di Punto Giallo è in programma oggi, venerdì 11 luglio, alle 17 in via Borgo Palazzo 219/c.

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Commenti

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  1. Scritto da alice

    A questo punto concordo con il sig. Bruschi. Lei, Mr Casoncello, è l’unico depositario della verità. Cretini quelli che conosco che già oggi vanno al lavoro in bicicletta. Grazie di illuminare di saggezza la vita di noi poveri scansafatiche.

  2. Scritto da R. Trussardi

    Ciò che doveva fare l’amministrazione di centro sinistra viene fatto da un privato. Il vuoto pneumatico della giunta Bruni viene giustamente riempito dall’iniziativa intelligente della sig.ra Orlandi.

  3. Scritto da Casoncello

    Le pendenze di Città Alta sono tutto fuorché inaffrontabili. Ma il problema vero è che chi deve viaggiare per lavoro non può farlo in bicicletta. Provate ad andarci in giacca e cravatta sotto il solleone, e poi ditemi quale impressione avrete destato in chi vi sta di fronte. Sudaticci e paonazzi per lo sforzo… Mah!

  4. Scritto da Casoncello

    Facile arrivare in bicicletta a Palazzo Frizzoni quando si abita a qualche centinaio di metri. La gente comune ha da piglià la quattro ruote.

  5. Scritto da R. Trussardi

    Spero che bici ed auto siano noleggiabili in centro o accanto alla stazione. In caso contrario non penso che gli utenti saranno moltissimi. é comunque una iniziativa da incoraggiare

  6. Scritto da Casoncello

    E’ senza dubbio un’attività di servizio per turisti e visitatori, ma chi si sposta per lavorare necessita di usare un mezzo proprio.

  7. Scritto da alice

    Durante un soggiorno ad Oxford per approfondire la lingua inglese, ero ospite di una famiglia in cui il marito, impiegato di alto livello in un’azienda a 40 km di distanza, si recava al lavoro tutti i giorni in bicicletta. In azienda c’era l’area spogliatoio con doccia e armadietti in cui ciscuno poteva riporre l’abbigliamento per il cambio. A Bergamo non si usa la bicicletta perchè manca la mentalità e la volontà di cambiare di tutti.

  8. Scritto da Casoncello

    Non è questione di mentalità, ma di logistica dei trasporti e di libertà di circolazione. Non si può condannare uno a viaggiare in bici dopo avergli inflitto per decenni la pena di lunghe ore di coda sulle disastrate e insufficienti arterie di città e provincia. Di piste ciclabili sicure, poi, ne esistono poche. E ancor meno sono i professionisti dotati di bagno con doccia ad uso e consumo di chi deve visitarli per motivi di lavoro.

  9. Scritto da giglio

    Avete mai provato ad andare in bicicletta da lallio a bergamo con il traffico che c’è, la strada che viene ristretta causa marciapiedi sovradimensionato ed il rischio di essere investiti ad ogni pedalata. Si invitano alla prova i responsabili della viabilita del comune di bergamo

  10. Scritto da Roberto Bruschi

    Casoncello…per la cronaca, sono bici elettriche…l’unico sforzo che devi fare è girare la chiave…

  11. Scritto da alice

    Quando parlo di scarsa proprensione al cambiamento mi riferisco anche, e soprattutto, ad enti pubblici e privati che dovrebbero mettere in condizione chi vuole spostarsi in bici di non rischiare la vita ogni metro.
    E’ logico che non si vada in visita clienti in bicicletta, ma non tutti hanno bisogno di spostarsi una volta raggiunto il posto di lavoro. Poter scegliere di muoversi in bicicletta, non significa che TUTTI lo debbano fare in qualsiasi occasione.

  12. Scritto da Casoncello

    Il signor Bruschi, evidentemente, non ha mai fatto l’agente di commercio, il fattorino o l’autotrasportatore. Sfido chiunque a presentarsi a un appuntamento o a una consegna in bibicletta. Pensate che bello, sbancalare un carico merci con un destriero a due ruote!

  13. Scritto da Roberto Bruschi

    Ipse Casoncello dixit: “Le pendenze di Città Alta sono tutto fuorché inaffrontabili. Ma il problema vero è che chi deve viaggiare per lavoro non può farlo in bicicletta. Provate ad andarci in giacca e cravatta sotto il solleone, e poi ditemi quale impressione avrete destato in chi vi sta di fronte. Sudaticci e paonazzi per lo sforzo… Mah”.
    Non si parla di consegne o giù di lì e poi non mi risulta che i fattorini o gli autotrasportatori vadano in giro in giacca e cravatta…

  14. Scritto da Casoncello

    Nemmeno in bicicletta, se è per questo.

  15. Scritto da Roberto Bruschi

    No, ma forse non mi sono spiegato…lei ha rivoltato la questione. Nel suo intervento lei non ha mai parlato di fattorini, autotrasportatori (altrimenti sarebbe impossibile darle torto sulle bici)…ha solo detto che chi va al lavoro in giacca e cravatta non può presentarsi sudaticcio e paonazzo per essersi sforzato nella pedalata. Io le ricordo umilmente (non mi considero all’altezza di un Casoncello) che non c’è nessuno sforzo…sono bici elettriche…è un ragionamento che fila. O no?

  16. Scritto da Casoncello

    Fila finché non si prova a farsi decine di km sotto il solleone, caro Bruschi! Se lei resiste… Io a 40 gradi l’ombra e con l’80% di umidità, dovendo lavorare sul serio, preferisco la tanto deprecata automobile.

  17. Scritto da Roberto Bruschi

    Non posso che darle ragione signor Casoncello. I miei ossequi. Buona serata.

  18. Scritto da alice

    Siccome il mondo è vario e non tutti devono gestire le complessità professionali di Mr Casoncello, perchè non fare in modo che chi vuole lasciare a casa la carissima (in tutti i sensi) automobile lo possa fare? Mr Casoncello potrà liberamente e felicemente vagabondare con la sua auto in mezzo ad numero di biciclette maggiore di quello che si vede oggi in circolazione. Che male c’è?

  19. Scritto da Casoncello

    Ma io non avverto il bisogno di essere convinto. Sono d’accordo: i ritmi di vita oggigiorno sono insopportabili e generano ipertensione, crisi d’ansia e altre patologie pericolose. La realtà però è più prosaica: a chi le scampagnate fatte di spensieratezza e allegria, a chi il laurà. E gli sventurati che per sopravvivere devono guadagnarsi il pane devono spostarsi dal punto X al punto Y: finché non inventano il teletrasporto, devono andarci in auto. Per essere autonomi e arrivare in orario.