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Il Comitato Forzati della A4 spegne il motore Milesi: troppa gente sa solo lamentarsi

Si ?? battuto per cinque anni cercando di portare avanti le istanze delle migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono l'autostrada. Mauro Milesi, con il Comitato Forzati della A4, ha dedicato tempo e fatiche per una causa collettiva. Ma a distanza di tempo, di fronte alla mancanza di collaborazione da parte di tanti che non sono stati capaci di andare al di l?? delle parole e al pericolo di una politicizzazione della battaglia, ha deciso di gettare la spugna.

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Si è battuto per cinque anni cercando di portare avanti le istanze delle migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono l’autostrada. Mauro Milesi, con il Comitato Forzati della A4, ha dedicato tempo e fatiche per una causa collettiva. Ma a distanza di tempo, di fronte alla mancanza di collaborazione da parte di tanti che non sono stati capaci di andare al di là delle parole e al pericolo di una politicizzazione della battaglia, ha deciso di gettare la spugna. Le ragioni del gesto sono spiegate nella home page del sito del Comitato (http://comitatoa4.org). Le riportiamo per i nostri lettori.

Dopo quasi 5 anni d’attività, il Comitato A4 chiude i battenti. Una scelta sofferta che arriva dopo la consapevole presa di coscienza che sono venute meno le condizioni per proseguire il cammino. Un cammino fatto di tanto volontariato, tanto tempo che progressivamente è venuto a mancare a chi per anni si è prodigato per portate avanti mille battaglie. Senza chiedere nulla a nessuno, senza l’aiuto delle istituzioni, senza pretendere un centesimo di denaro, questo comitato si è reso protagonista di tante iniziative a cominciare dalla grande opera di sensibilizzazione attraverso i media dei problemi di chi ogni giorno vive il calvario dell’eterna coda lungo questa autostrada. Oltre cento gli articoli di giornale apparsi in questi anni collegati al Comitato, decine di trasmissioni radiofoniche, apparizioni sulle più importanti tv nazionali: tutto per raccontare la vita dei "forzati dell’A4. E poi le iniziative come quella del Car Pooling (prima in Europa a coinvolgere gli utenti di un’autostrada) la campagna sicurezza fatta in collaborazione con Autostrade e Polstrada, l’attività di monitoraggio sullo stato di avanzamento del cantiere della quarta corsia, la consulenza nella progettazione di un sitema anti-code dovute ai "curiosi", la battaglia per la riduzione dei costi dei biglietti, gli esposti alla magistratura, i tentativi di class-action e molto altro ancora. A tutto questo si aggiungono oltre 5600 richieste di informazioni e di aiuto evase in questi anni nei confronti di tutto coloro che ci hanno scritto e interpellato per avere consigli e pareri.
Tutto questo è stato fatto solo e soltanto attraverso il volontariato di alcune persone che hanno deciso di non stare in silenzio a guardare e a vivere la condizione di "condannato alla coda". Tutto questo è stato fatto tenendo il Comitato lontano dalle lusinghe delle politica, di chi voleva inglobare questa iniziativa mettendole il cappello di un partito o la faccia di qualche untuoso politicante.
Ma le condizioni di sopravvivenza sono venute meno e il rischio di lasciare il posto a qualcun altro che possa trasformare il comitato in un feticcio politico è troppo alto. O magari lasciare il posto a chi molto facilmente si lamenta, ma poi nulla fa concretamente per sostenere un’iniziativa come questa. Tutti bravi a lamentarsi, ma quando c’è del tempo da spendere allora arrivano sempre e solo dei “no, mi spiace”.
Non ce la sentiamo, quindi, di tradire le aspettative dei nostri associati e di molti altri pendolari. Siamo consapevoli di non riuscire più a garantire un servizio adeguato e non vogliamo prendere in giro nessuno. Anche se il nostro è un lavoro di volontari che nulla chiedono a nessuno.
Per questo, preferiamo chiudere così, consapevoli di quello che abbiamo fatto, senza mai essere scesi a compromessi con nessuno. Se altri vorranno provarci, a loro va il nostro in bocca al lupo. Noi abbiamo lanciato il nostro sasso nello stagno. Consapevoli che prima di noi mai nessuno aveva fatto tanto, a cominciare dalle istituzioni.
Con grande rammarico, ringraziamo tutti e caliamo il sipario.

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Commenti

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  1. Scritto da Tuditanus

    Ennesima dimostrazione che l’automobile è il mezzo individualista per definizione.
    Gli individualisti non possono mettersi insieme, non sarebbero più loro stessi.
    Per consolarli gli si può suggerire di reinventarsi come comitato pendolari delle ferrovie regionali lombarde.
    Risparmierebbero anche qualcosa..