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Convocati dal ministero 25 sindaci bergamaschi Società cerca gas e petrolio nella Bassa

Idrocarburi liquidi e gassosi da cercare nel territorio bergamasco, in 25 Comuni tra cui Bergamo, Dalmine, Osio Sopra e l'Isola. Ai loro sindaci è giunta una convocazione del ministero dello Sviluppo economico per una Conferenza dei servizi che valuti la richiesta di una società per perforare alcune aree alla ricerca di idrocarburi.

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La convocazione è appena arrivata: a 25 sindaci bergamaschi, quelli di Bergamo, Dalmine, Osio Sopra e dell’Isola. E’ una convocazione del ministero dello Sviluppo economico che li invita, il 22 luglio insieme ad altri primi cittadini del Lecchese e del Milanese, a una conferenza dei servizi per valutare l’istanza relativa a un permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi.
I sindaci cadono dalle nuvole mentre dalla documentazione che accompagna la convocazione riescono a capire ben poco. Per esempio che sul loro territorio si vogliono effettuare delle perforazioni per ricerche di gas e olio.
A quanto pare nel 2005, probabilmente sulla base di una mappa o di uno studio, due ditte hanno avanzato formale richiesta per queste ricerche su questi territori lombardi, gli stessi per entrambe le società: sono la "Ossola" e la "Po valley operation ed Edison spa". Un comitato ministeriale ha vagliato le richieste e alla fine ha scelto la Po valley.
Di più i sindaci non sanno. Non sanno per esempio quali aree del loro territorio dovranno essere insediate da piattaforme; non sanno da dove arriva la supposta presenza di non megli precisati olio e gas; non sanno quali sono i loro ambiti di intervento e i loro poteri in merito alla decisione; non sanno chi eventualmente ha effettuato lo studio idrogeologico che sta alla base di questa operazione… Insomma hanno bisogno di ulteriori informazioni che hanno immediatamente richiesto al ministero, come conferma Francesca Bruschi, primo cittadino di Dalmine.
Sulla questione interviene, pungente, il sindaco di Arcene Michele Luccisano: "L‘assurdo sta nel luogo dove si è scelto di effettuare la prima conferenza di servizi: a Roma, il 22 luglio. Nessuno come al solito ha considerato che piuttosto che far prendere treni, aerei, navette e taxi a 52 sindaci o assessori delle province della pianura padana, e ad almeno altri 52 dirigenti dei comuni stessi, per recarsi alla conferenza di Roma e tonarvi (mentre di romani a partecipare alla conferenza saranno solo uno o due rappresentanti della società che ha fatto la richiesta di indagine e uno o due dirigenti del ministero dello sviluppo economico), sarebbe stato più conveniente per le finanze dei comuni e più rispettoso delle autonomie locali e per l’ambiente, convocare la conferenza a Milano, ad esempio. E sarebbe stato possibile, senza nemmeno spostare i dirigenti del Ministero e delegando il Prefetto milanese ed i suoi uffici. Non è la prima volta che accade, ricordo l’analoga conferenza di servizi convocata a Roma per approvare il progetto del raddoppio ferroviario della Milano-Bergamo. In un momento in cui tutti dicono che bisogna tagliare le spese della pubblica amministrazione, bisogna dare tutti il buon esempio. Usando la ragione, soltanto quella, per esempio".
Sindaco di Arcene

 

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni Mangili

    Mi pare assurdo che dei sindaci vengano convocati su di una questione di cui non ne sono informati. Che discussione potra esserci con il Ministero?
    Come è possibile aderire ad un qualcosa senza un minimo di informativa?
    Ma non esisteva la possibilità di fare una conferenza dei servizi?
    Che non sia il solito carrozzone mangiasoldi pubblici?
    A pensar male si fa peccato ma nella maggior parte dei casi ci si azzecca.

  2. Scritto da Casoncello

    Petrolio nella Bassa? Mah… Pare una boutade per nascondere il vero obiettivo dei rapinatori delle fonti energetiche della nostra terra: l’uranio di Novazza.