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Pagare il canone e non vedere nullaIn onda il solito disservizio Rai

Pagare il canone Rai per non vedere nulla. Tipico paradosso all'italiana. Succede anche dalle nostre parti, come denuncia nella nota che pubblichiamo il presidente di Fedeconsumatori Bergamo Umberto Dolci.

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Pagare il canone Rai per non vedere nulla. Tipico paradosso all’italiana. Succede anche dalle nostre parti, come denuncia nella nota che pubblichiamo il presidente di Fedeconsumatori  Bergamo Umberto Dolci

 

 

In alcune località della bergamasca (Albino, Cene, Gazzaniga, ecc..) a chi regolarmente paga il canone televisivo spesso succede di non ricevere le trasmissioni RAI. Prevalentemente sono quelle riguardanti corse di formula 1; partite di calcio della  squadra nazionale; campionati europei  e telefilm. Il disagio capita a quegli Utenti che, causa il deficit di segnale, sono stati  costretti a installare l’antenna satellitare. Il problema consiste nel fatto che sul satellitare terrestre molte trasmissioni sono criptate e, pertanto, non si vedono. A meno di abbonarsi a SKY e pagare un ulteriore canone. La questione è ormai  “vecchia” di anni. Sinora sono state vane le giuste proteste e, tutt’ora, a nulla sono valse le richieste di godere pienamente del servizio per il quale si paga un canone. A questo punto è del tutto evidente che il diritto a fruire di un servizio pubblico  viene negato.  Per quanto esposto, in seguito a decine di segnalazioni pervenute alla nostra associazione da parte di Utenti esasperati, abbiamo sollecitato alla RAI una verifica della situazione finalizzata alla soluzione del problema. La domanda degli utenti è la seguente:  “Il sottoscritto….residente a….in via…n.. chiede un intervento da parte Vostra affinchè si risolva il problema della mancata ricezione del segnale RAI nella mia zona di residenza. Nonostante io abbia cercato di supplire a tale mancanza installando un impianto di ricezione satellitare, attualmente mi ritrovo spesso con moltissimi programmi criptati. Ritengo che l’accesso gratuito all’intera programmazione Rai sia un diritto (per chi paga il canone), confido in un Vostro sollecito intervento.  Distinti saluti……”

La risposta avuta  è degna del peggior burocratese. Per intenderci: quello che fa dire alla gente che sarebbe meglio non pagare il canone e mandare a casa tutti coloro che gestiscono la RAI. In sostanza s’invita il Cittadino esasperato a segnalare il disservizio al  numero verde 800111555 (si tratta dell’ennesimo call center) da cui si può avere soltanto la conferma che le zone indicate non sono servite dal segnale  RAI e si deve passare da SKY, la quale, sulle sue frequenze,  cripta le trasmissioni a proprio piacimento. Nel rispondere i dirigenti zelanti ricordano che “permane l’obbligo al pagamento del canone di abbonamento, in quanto lo stesso è dovuto per la semplice detenzione di un apparecchio atto o adattabile a ricevere le trasmissioni, indipendentemente dalla maggiore o minore estensione del servizio televisivo, dalla emittente, dalla qualità e dal gradimento dei programmi trasmessi, ai sensi dell’art 1 del R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246.”   

 

FEDERCONSUMATORI Bergamo ritiene anacronistica la Legge che, in questo caso,  non riconosce diritti ai Consumatori e irresponsabile  il comportamento dei dirigenti RAI i quali si nascondono dietro un regio decreto (dicasi REGIO DECRETO del ‘38!) per sfuggire alle più elementari responsabilità nei confronti di coloro che contribuiscono al pagamento del loro stipendio. Per quanto descritto, al fine di ripristinare condizioni di equità fra i cittadini/consumatori, chiediamo al Presidente Nazionale di Federconsumatori, Rosario Trefiletti;  di farsi carico della questione e di portare l’istanza espressa al Ministero delle Telecomunicazioni dove si potrà risolvere il problema esposto.

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