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Lenin addio, il quadro di Guttusolascia Bergamo per il Botteghino

Lenin addio. La sua immagine appesa ad un muro della federazione del Pci prima, del Pds e Ds dopo, ha accompagnato generazioni di ex comunisti bergamaschi. Era un quadro di Renato Guttuso che è diventato oggetto di scambio. Andrà a Roma in cambio della cessione ad una Fondazione di ex Ds dei locali che ospitano il Circolino della Malpensata.

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Ha fatto compagnia, guardandoli dall’alto al basso, a una folta schiera di segretari provinciali del Pci prima, del Pds poi e quindi dei Ds. Per finire, travolto dalla girandola di cambiamenti e di spostamenti di sedi, nell’oblìo. Ma il ritratto di Lenin opera di Renato Guttuso che generazioni di ex comunisti hanno potuto ammirare nel quartier generale della falce e martello bergamasca in via D’Alzano (locali ceduti anni fa) presto tornerà a far bella mostra di sè. Non a Bergamo, però. La preziosa tela, infatti, donata dalla Direzione nazionale del Pci alla federazione provinciale negli anni Sessanta come premio per i risultati raggiunti nel tesseramento e nelle sottoscrizioni a l‘Unità, è diventata oggetto di scambio. Finirà al Botteghino, l’ultima sede ufficiale della Quercia, in via Nazionale a Roma, come contropartita della cessione alla Fondazione Gritti-Minetti (nata nelle scorse settimane per gestire il patrimonio immobiliare degli ex Ds) dei locali che ospitano il Circolino della Malpensata. Con questa "transazione", sancita dall’ex tesoriere della Quercia Ugo Sposetti e dal segretario regionale del Pd Maurizio Martina, si pone fine ad un contenzioso che si trascinava da oltre venht’anni. Il Circolino, infatti, risultava di proprietà della Direzione nazionale della Quercia, mentre la gestione era (ed è) affidata ad una cooperativa. 
Il quadro di Guttuso, invece, andrà ad arricchire un museo sulla storia del Pci e dei suoi eredi che verrà allestito nei prossimi mesi a Roma. 
Per Bergamo è una perdita più simbolica che altro. E forse solo ora che ci si appresta ad impacchettarlo si capirà il valore dell’opera. Ma forse il passaggio era inevitabile. Per gli eredi dei Ds era importante mettere ordine nel patrimonio immobiliare. A questo scopo è nata la Fondazione Gritti-Minetti, presieduta da Giovanni Barbieri (ex segretario provinciale della Cgil). Con il ricavato della gestione degli immobili saranno organizzate iniziative di carattere culturale e politico. I primi appuntamenti a partire da settembre.   

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